Ark.inU blog

1 giugno 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News

Apre il MAXXI, polemica e onori.

Apre le porte al pubblico il museo nazionale per le arti del ventunesimo secolo di Roma, il MAXXI appunto, della cara Hadid. Il museo apre esponendo solo alcune delle opere degli archivi che andranno integrate nel tempo e custodite nello scrigno creato dalla Hadid; è la stessa a spiegarci il museo all’apertura, un misto di astrattismo delle forme e studio parametrico dello spazio che lo risolve come un continuo fiume di “spazio liquido”, spiegandoci  che l’intento era quello di integrate, attraverso astrazione, la forma del museo con la forma urbana di Roma, gioco di luce, tagli, sovrapposizioni e contrasti. Ricorda poi che il progetto è incompiuto, l’edificio realizzato è solo il 65% di quello previsto… problemi di budget…

Il simpatico amico Sgarbi ha definito l’opera come il “Mausoleo di Zaha Hadid”, conoscendo l’individuo mi tremano un po’ le gambe a sentire tali puttanate… considerare finita l’opera di un architetto geniale come si è dimostrata la Hadid in tutti gli anni della sua prolifica carriera, addirittura già additandola come morta è incommensurabilmente stupido… solo perchè l’opera è la commistione delle strade che la Hadid ha intrapreso negli anni non significa che sia giunta ad una fine creativa, un progettista deve saper conciliare i suoi metodi con le richieste del progetto, qui l’architetto ha trovato un terreno prolifico per sviluppare in liberta, seppur non completandolo, un edificio che integrasse i diversi procedimenti progettuali che nel tempo hanno segnato la sua carriera, con un risultato indubbiamente stupefacente e che come al solito ci da una cifra delle potenzialità dell’architettura in campo letterale e poetico. Indubbiamente considerare già morta e finita culturalmente una delle Maestre del contemporaneo come la Hadid è un grande errore… il cinismo a volte annebbia la mente…

[fonte foto:archiportale]

Zaha Hadid a Padova.

Zaha Hadid @ Padua, Italy from Michael Carion on Vimeo.

27-02-10 Ark.inU va in missione a Padova con un “pull di sostegno” – Linda, Federica, Mattia e il buon Piero – per visitare la personale sull’architetto che, tra tutti, sta o meglio ha rivoluzionato il concetto di architettura contemporanea e di progettazione dell’architettura. La mostra si teneva – si è chiusa oggi partendo per Tokyo – nel Palazzo della Ragione. Il forte contrasto tra l’involucro e il contenuto ci dava l’idea di trovarci già in quel mondo futuristico che suggerisce la Hadid, dove i capolavori dell’antichità sono solo belle scatole per intenti ed interessi più moderni.

La mostra si sviluppava in sei aree a tema che dividevano i progetti: Linee – Onde – Aggregazioni – Campi – Paesaggio – Parametricismo. Il tutto organizzato come un mastrerplan in stile Z.H., quindi visitando la mostra la sensazione era quella di passeggiare in una città zahidiana. La raccolta dei progetti e degli oggetti realizzati nel corso della sua carriera erano tutti allineati come edifici che allenavano sia l’occhio, che la schiena, dato che l’altezza di certi espositori, dispiace dirlo, era al quanto sconsiderata. Il risultato è stato comunque fantastico, innovativo, una raccolta della cultura del futuro.

Pieghevole della mostra. (.pdf)

Ecco infine alcune foto – le altre su flickr saranno presto visibili: