Se ricordate ne avevamo già parlato, la Serpentine Galley, galleria storica londinese nel cuore di Hyde Park, verso Kensington, ogni estate chiede a grandi progettisti di realizzare un padiglione esterno per vivere il parco anche fuori dalla galleria. Quest’anno è toccato a Jean Nouvel, che ha pensato ad una grande macchina rossa, che uniforma i colori all’interno, pienamente riconoscibile del suo stile… resta solo che fare un salto a vederla prima che finisca l’esate!
Foster verso est.
Foster & patners inaugura il Khan Shatyr Entertainment center ad Astana in Kazakhstan. Andando verso est Foster ha sempre dimostrato un senso di “esagerazione”. Che si trovi in Cina, in russia o in Kazakhstan i sui progetti solitamente contraddistintisi per la loro sobrietà inglese diventano delle cose improponibili molto spesso…esempio….
A Shanghai, icona del high tech, ma garbuglio…
Sempre ad Astana, la piramide della pace, non serve dire nulla…
Una torre-faro in Siberia… perchè?
L’isola di cristallo per Mosca, città che corre verso la modernità, spesso la più futuribile, ma Sir. Forster esagera proponendo una torre-città immensa.
Il Masdar ad Abu Dhabi, un progetto apprezzabile per la sua autosufficienza energetica, ma che ricorda le città aliene di Star wars…
Questa mia non è una critica, è una osservazione, io apprezzo molto il lavoro di Foster, ma ancora una volta esiste un confine dell’etica professionale, dove il progettista, o chiunque, deve saper fermarsi e che l’ego è l’ultima cosa che devo mostrare nel suo lavoro; immagino che sia difficile, soprattutto se la tua fama è mondiale, ma esiste questo confine e va rispettato. So che molti non considerano Foster un maestro, mentre altri lo idolatrano, ma l’etichetta di maestro va messa a chiunque abbia fatto esperienza nel suo campo, provato e inventato cose nuove, ci sono maestri cattivi e altri migliori ma meritano rispetto… a volte comunque, é bene fermarsi ad osservare bene… per capire.
Gehry e il cervello.
Dopo il gradito ritorno di Calatrava, torna a fare capolino anche l’americano Frank Gehry, per inaugurare il suo “Lou Center for brain health”, una clinica per la salute mentale, per le ricerche sul Parkinson, Alzheimer e sulla memoria. L’edificio è “gehriano” ma c’è un cambiamento, sebbene si componga dei soliti “fogli” curvati e poggiati uno sull’altro e sempre rivestiti in titanio, questa volta sono bucati da una finestratura regolare che si deforma con la “pagina-parete”. Ma se da una parte l’edificio è composto e si conclude con le pareti ondulate, dall’altro una parete si alza e riveste, come una coperta un’altra parte di edificio per così dire, normale, gesto molte volte giù compiuto da Frank. Si dal caso che una battutina dopo aver visto l’edificio sorge…. ma come (parafrasando tess) mi devi accudire i pazzi e mi fai una cosa che non si capisce come sta in piedi?… già questa gente vede il mondo storto, tu glielo storgi ancora di più?… bah… comunque l’effetto dall’interno è molto più gradevole che a Bilbao, Los Angeles, Abu Dhabi… tutti posti in cui sorgeranno gli edifici stropicciati.
Jesolo, la metrolaguna ricovero per archi-star.
Fu il caro Kenzo Tange a disegnarne il masterplan, prima della sua morte… ed è stato quello l’inizio di tutto, dal 1997 inizia l’infito trambusto per trasformare Jesolo nella Miami o la Dubai dell’adriatico, dove il lusso si spreca e dove i grattacieli crescono veloci come batteri… e nel 2012 Jesolo sarà la beach city del veneto.
… si è da poco chiuso in cantiere delle “Torri gemelle” di Jesolo a Piazza drago, e se di Dubai si parla, sembra che proprio che a quello facciano riferimento, a quelle architetture che sono puro sfogo economico. Un pateracchio -tessariano- insomma, eppure, fu Tange, Meier, Ferrater, byrne, Mateus, Hadid… ma è questo il rischio …. confondere una maniera con la qualità… con la vera modernità… purtroppo, come sempre, le intenzioni sono migliori delle azioni; Speriamo non diventi consuetudine, la possibilità di fare grandi cose è molta.
Apre il MAXXI, polemica e onori.
Apre le porte al pubblico il museo nazionale per le arti del ventunesimo secolo di Roma, il MAXXI appunto, della cara Hadid. Il museo apre esponendo solo alcune delle opere degli archivi che andranno integrate nel tempo e custodite nello scrigno creato dalla Hadid; è la stessa a spiegarci il museo all’apertura, un misto di astrattismo delle forme e studio parametrico dello spazio che lo risolve come un continuo fiume di “spazio liquido”, spiegandoci che l’intento era quello di integrate, attraverso astrazione, la forma del museo con la forma urbana di Roma, gioco di luce, tagli, sovrapposizioni e contrasti. Ricorda poi che il progetto è incompiuto, l’edificio realizzato è solo il 65% di quello previsto… problemi di budget…
Il simpatico amico Sgarbi ha definito l’opera come il “Mausoleo di Zaha Hadid”, conoscendo l’individuo mi tremano un po’ le gambe a sentire tali puttanate… considerare finita l’opera di un architetto geniale come si è dimostrata la Hadid in tutti gli anni della sua prolifica carriera, addirittura già additandola come morta è incommensurabilmente stupido… solo perchè l’opera è la commistione delle strade che la Hadid ha intrapreso negli anni non significa che sia giunta ad una fine creativa, un progettista deve saper conciliare i suoi metodi con le richieste del progetto, qui l’architetto ha trovato un terreno prolifico per sviluppare in liberta, seppur non completandolo, un edificio che integrasse i diversi procedimenti progettuali che nel tempo hanno segnato la sua carriera, con un risultato indubbiamente stupefacente e che come al solito ci da una cifra delle potenzialità dell’architettura in campo letterale e poetico. Indubbiamente considerare già morta e finita culturalmente una delle Maestre del contemporaneo come la Hadid è un grande errore… il cinismo a volte annebbia la mente…
Charles, Ray e la cinepresa.
“…And the Oscar goes to…. The Eames!”
…fantasia… quanto averi voluto sentire queste parole. Forse non tutti sanno che durante la loro carriera, gli sposini-designer più famosi della storia si sono dedicati molto anche alla comunicazione visiva realizzando opere pionieristiche nel campo della visual art, opere che pubblicizzano oggetti o per esposizioni. Particolarmente proficua la loro collaborazione con IBM, per la quale allestiscono le esposizioni e si occupano della comunicazione appunto. “Powers of ten” – Potenze di 10- si intitola così il loro ultimo lavoro cinematografico del 1977; in 10 minuti gli Eames devono dimostrare la potenza informatica delle attrezzature IBM, il connubio con la musica, il fatto che sia roba di 30 anni fa, è agghiacciante… provare solo per un attimo ad immaginare cosa avrebbero potuto fare i nostri con i mezzi odierni nel campo della comunicazione visiva, oltre che nel design ovvio… ecco “Powers of ten” e dopo il salto altri video, dunque…Buona visione!
L’incompiuto veneziano d’autore.
Forse qualcuno può aver captato già questo tema da una delle ultime lezioni di C. Tessari… ho voluto dunque riprenderlo e vedere o rivedere quali fossero le proposte di progetto fatte da Le Corbusier, Wright e Louis Kahn, esempi della paura per il moderno…
L’ospedale di Le Corbù:
La casa di Wright:
Il palazzo congressi di Kahn:
La Central Concert Hall Kazakhstan di Manfredi Nicoletti.
Manfredi Nicoletti – l’architetto che ha progettato la nostra università (che per intenderci per l’ultima volta è stata progettata come università non come prigione) – ha inaugurato la sua ultima opera la Central Concert Hall Kazakhstan.
Astana, la nuova capitale del Kazakhstan, è quasi baricentrica ad un territorio grande come l’Europa occidentale, con circa 16 milioni di abitanti, di recente indipendenza. In piena steppa, il nucleo direzionale di Astana occupa un’area rettangolare di circa 3,5 x 1,5 km. Il suo asse longitudinale si articola in un sistema di tre piazze di cui quella principale, all’estremità Est, è dominata al centro dal Palazzo Presidenziale e si chiude all’estremità opposte con il Parlamento e l’Auditorium di Stato. Sebbene delimitato da un parco, dal fiume Išim e da edifici di notevole altezza, l’immensità del luogo evoca quella della steppa.
In questo vuoto monumentale le strutture dell’Auditorium di Stato sorgono come petali di un fiore resi dinamici dalla musica. Queste creano un “involucro” che racchiude una piazza interna, animata da negozi, balconate, ristoranti, mostre e sale cinematografiche, che si integra al sistema delle piazze pubbliche di Astana, ma offrendo un ambiente protetto dalle severe condizioni climatiche del luogo. La piazza si estende anche sulla copertura dell’Auditorium, completamente rivestito in legno anche all’esterno e simile a una “dombra”, lo strumento tradizionale Kazako. Una geometria variabile adatta lo spazio interno dell’Auditorium, per 3500 posti, a vari tipi di spettacolo: opera, concerti, teatro.
Le vele, rivestite esternamente in vetro satinato si riflettono in un podio in granito nero lucido degli Urali che prosegue anche nella piazza interna le cui pareti sono in pannelli di cemento bianco. [fonte archiportale]
Mi viene da dire una cattiveria. . . (ndr) la tag “maestri” è per rispetto per l’età. . .




Giancarlo de Carlo. Il maestro del “Berta”.
[fonte: ctrlX]
Milano inaugura il cantiere di CityLife.
Operazione CityLife al via. L’11 dicembre scorso è stato ufficialmente inaugurato il cantiere del maxi intervento che entro il 2015 trasformerà l’ex polo urbano della Fiera di Milano in un quartiere residenziale di lusso. L’inaugurazione è stata inoltre occasione per svelare il progetto della Torre Arduino progettata da Libeskind, autore anche della torre sbilenca destinata ad essere raddrizzata un po’ per contenere i costi. La notizia ha trovato conferma nel giorno dell’inaugurazione del cantiere.

I vecchi capannoni, già abbattuti, lasceranno spazio a tre grattacieli direzionali firmati dalle archistar Zaha Hadid, Daniel Libeskind (probabilmente a destinazione ricettiva) e Arata Isozaki. Le tre torri si affacceranno su una grande piazza centrale dove sarà realizzata la futura linea 5 della metropolitana. Progettate dalle stesse archistar, residenze di lusso da realizzare in cinque aree si affacceranno sul grande parco pubblico, cuore del progetto. L’ambizioso intervento prevede inoltre la realizzazione del Palazzo delle Scintille, ed un nuovo centro dedicato all’infanzia ideato e gestito dal MUBA (Museo dei Bambini). Il nuovo quartiere confinerà da un lato con il Museo di Arte Contemporanea progettato da Libeskind, e dall’altro con il Mic Plus firmato Mario Bellini, già in fase di costruzione. Due le novità sostanziali emerse in occasione dell’inaugurazione del cantiere.
Il grattacielo storto di Libeskind, destinato a diventare vero Landmark del progetto, sarà raddrizzato un po’. A confermarlo è stato l’immobiliarista Salvatore Ligresti che ha così argomentato la decisione: “Nella fase esecutiva si cerca di risparmiare. Una torre storta costa di più”.
Per gli stessi motivi, altri interventi nell’ambito del maxi progetto sarebbero stati già rivisti rispetto all’originale. Tra questi, la Torre Arduino, il grattacielo residenziale firmato sempre da Libeskind il cui progetto è stato ufficialmente svelato contestualmente alla inaugurazione del cantiere. Anche questa torre – precisa Ligresti – rappresenta una riedizione. La torre si affaccerà su Piazzale Arduino, si svilupperà su una superficie di 14.200 metri quadrati, ed ospiterà 80 appartamenti distribuiti su 26 piani.
(seguono immagini)
Tiny Little chairs

Tiny Little chairs è una serie di ciondoli in metallo prezioso che celebra il buon design, sono realizzate a mano a Montreal in Canada da Bruxe Design. La collezione presenta alcuni dei design più iconici della metà del secolo e sono disponibili in oro, argento e bronzo. Le prime 5 sedie saranno disponibili nel negozio online all’inizio di gennaio e arriveranno ai rivenditori selezionati nei mesi successivi. Per info tinylittlechairs.com e bruxedesign.com















