Tra arte, etica, scienza e anche architettura… un opera di street art senza eguali… ne consiglio vivamente la visione.
BIG BANG BIG BOOM – the new wall-painted animation by BLU from blu on Vimeo.

Tra arte, etica, scienza e anche architettura… un opera di street art senza eguali… ne consiglio vivamente la visione.
BIG BANG BIG BOOM – the new wall-painted animation by BLU from blu on Vimeo.
Bruce Munro, che di opere di luce se ne intente… ci ha regalato una nuova installazione, molto luminosa, sebben solamente riflettente; ovvero il “CDSea”, mare di CD, 600.000 CD, sistemati nella campagna inglese danno la sensazione di un vero e proprio mare, perchè riflettono la luce come l’acqua e cangiano con il tempo, quest’opera è rivelante, non solo per capire come è possibile giocare con la luce, ma anche per un valore simbolico e etico, si può leggere infatti una vena di protesta nell’istallazione, facendoci capire che con la plastica dei CD si potrebbe creare un vero e proprio mare, e come i CD sono stati procurati in discarica, ci ritorneranno, ma in una di riciclaggio.
Come dicevamo la settimana scorsa, le città del futuro sono destinate ad evolversi, ma dato che esse non sono veri e propri organismi viventi, sebbene so che qualcuno giustamente lo pensi, per farle evolvere dobbiamo lavorarci noi, dobbiamo sapere e prevedere ciò che saranno le necessità ed evolverci in modo consapevole, senza distruggere nulla, ma salvaguardando tutto… Avere una visione del futuro non è facile e l’esperienza ci ha insegnato che il futuro alla Jetson dei film non esisterà mai, o se mai esisterà è molto distante da noi… quindi ci conviene allenarci per immaginare cose sempre più distanti… e nuove… quando si parla di futuro io penso, tra le miliardi di cose possibili e YouTube, è diventato un database mondiale se e provo solo ad immaginare cosa potrebbe essere capace di fare e contenere da qui a 100 anni mi spavento…. quindi partiamo con digitare “future city” o “future cities” su YouTube, 230000 possibili riscontri… qualcuno farà al caso nostro… eccone alcuni… da scene da film, propagande, a vere e proprie proposte di grandi studi…. perchè il futuro non è poi così lontato….
Parafrasando Magritte per introdurre un tema: se un edificio non è architettura possiamo farlo tale, attraverso dei trucchi, non necessariamente radicali, ma d’effetto.
L’arte e la tecnologia ci vengono incontro, alcuni avranno già visto le mega proiezioni fatte da diversi artisti nelle metropoli, anche Torino ne è stata vittima, ebbene questa tecnica è forse un metodo per inventare e fare architettura da un edificio qualunque… nei limiti: funziona solo di notte, e bisogna essere dannatamente bravi. Ecco una delle ultime opere del gruppo Seeper, tra arte, pubblicità e architettura. CERCA: Projection Mapping su YouTube!
Battle of Branchage from seeper on Vimeo.
ACDC Vs Iron Man 2 – Architectural Projection Mapping on Rochester Castle from seeper on Vimeo.
E’ Sam Mendes a girare l’ultimo spot Apple per iPhone 4, colonna sonora di Amstrong “When you’re smiling”. Ma qui il punto non è la bellezza e purezza bonaria di queste immagini, ma il loro significato, il nuovo prodotto più che mai vuole essere la riprova di un concetto, che con ARTE e TECNOLOGIA si può creare ciò che la mente umana ha sempre immaginato… possiamo spingerci oltre, se trovassimo tutti quel punto nella nostra mente dove le due si incontrano saremmo capaci di grandi cose… come un autistico capace di provare emozioni… la ricerca di un metodo, di uno stile non è nulla senza la volontà di creare qualcosa che avevamo immaginato così… come nei film…e per fare ciò abbiamo bisogno anche della tecnologia… una importante lezione.
Starbucks | Crazy Beliefs from three legged legs on Vimeo.
Starbucks ci dice che è sbagliato credere a tutto quello che ci dice la gente… bel messaggio… e… un Grande iced-coffee per 1.95$ non è malissimo… “DON’T BELIVE EVERYTHING YOU HEAR!!”
[fonte: designerblog]
Ecco i nuovi promo per il 2010/11, matricole accorrete!!
Amsterdam Osdorp from The QBF on Vimeo.
In 2o anni è nata la “New Amsterdam West” un libro: “La metamorfosi di Osdorp” e un meraviglioso promo ne celebrano le architetture.
Rob Carter reinterpreta l’architettura e non solo con uno stop-motion di altissimo livello, così il convento della Tourette diventa una cattedrale “gotica”, la ritaglia, la scompone, le città si fondono tra loro e le mega metropoli nascono mescolando gli edifici simbolo di altre città… incanta la vista, stimola l’attenzione e la curiosità per una tecnica eccellente, la visita al sito è altamente consigliata!
Stone on Stone [CLIP] from Rob Carter on Vimeo.
“…And the Oscar goes to…. The Eames!”
…fantasia… quanto averi voluto sentire queste parole. Forse non tutti sanno che durante la loro carriera, gli sposini-designer più famosi della storia si sono dedicati molto anche alla comunicazione visiva realizzando opere pionieristiche nel campo della visual art, opere che pubblicizzano oggetti o per esposizioni. Particolarmente proficua la loro collaborazione con IBM, per la quale allestiscono le esposizioni e si occupano della comunicazione appunto. “Powers of ten” – Potenze di 10- si intitola così il loro ultimo lavoro cinematografico del 1977; in 10 minuti gli Eames devono dimostrare la potenza informatica delle attrezzature IBM, il connubio con la musica, il fatto che sia roba di 30 anni fa, è agghiacciante… provare solo per un attimo ad immaginare cosa avrebbero potuto fare i nostri con i mezzi odierni nel campo della comunicazione visiva, oltre che nel design ovvio… ecco “Powers of ten” e dopo il salto altri video, dunque…Buona visione!
“È un privilegio – commenta il direttore di Arup David Glover – poter dare il nostro contributo anche quest’anno nella progettazione del padiglione. L’impegno di Arup per il Serpentine Pavilion è testimonianza di quanto crediamo nel progetto nonché dell’esperienza positiva che la nostra squadra ha potuto vivere lavorando al fianco dei più bravi architetti contemporanei. Lo studio Ateliers Jean Nouvel è rinomato per un approccio alla progettazione rigoroso e contestuale che comporta l’apprezzamento di tutte le sue architetture. Senza dubbio il padiglione di qest’anno non sarà una eccezione”.
E’ Jean Nouvel – con la fantastica Arup, una delle più grandi compagnie ingegneristiche al mondo – a progettare l’annuale esposizione ”esterna” o padiglione che dir si voglia della Serpentine Gallery sempre ad Hyde park. Quest’anno la tradizione compie il decimo anno, e sin dall’inizio il rapporto con le grandi archi-star è stato proficuo, le opere infatti sono rimaste nella mente della gente e sono diventate veri e propri cult ecco qui i progetti dall’ultimo al primo.
-2010: Jean Nouvel
-2009: SANAA architects
-2008: Frank Gehry
-2007:Olafur Eliasson
2006: Rem Koolhass
2005: Alvaro Siza
2003: Oscar Niemeyer
2002: Toyo Ito
2001: Daniel Libeskind
2000: Zaha Hadid
Coerente come la mia passione olimpica, vorrei parlare del masterplan presentato dal comitato per Venezia 2020 del futuro quartiere olimpico. Prima però piccola divagazione sul logo scelto che è davvero eccezzionale, è stato realizzato dal team creativo di Fabrica, l’agenzia progettuale di Benetton, il logo raffigura i 4 ponti di Venezia, prendendo dal simbolo del ponte l’idea di connessione e cammino verso il futuro… 100 e lode…
Diamo un’occhiata ora al masterplan… che purtroppo devo dire mi priva di tutto l’entusiasmo; si presenta infatti come una maxi-lottizzazione con tanto di “rotondine”, ogni maxi lotto con tanto di “rotondine” che accoglierà ogni struttura compreso lo stadio olimpico, piazzato in un angolo, senza nessuno accentramento, senza tenere conto di alcuna regola visiva (se non quella che deve essere visto dalla nuova strada che si collegherà con la A4/A57)… le architetture inoltre sono scontate e banali, dalle forme infantli che non comunicano nulla se non la presenza di una struttura il cemento armato e il villaggio olimpico è molto limitato e totalmente estraneo hai livelli dei villaggi olimpici precedenti (vedi video Rio 2016 sotto). Unica nota positiva sono i costi ridotti dell’opera – Venezia costerà solo 1/5 di Roma – é la sostenibilità del progetto… comunque… nulla del progetto comunica l’allegria e la celebrazione che l’olimpiade comunica… ecco la tavola:

Qui il piano per la rivale Roma:
Al contrario il progetto per Rio 2016 che oltre a valorizzare l’intera città, riqualificherà una vastissima area:
A Disneyland gli specialisti del quartiere dedicato al futuro, “Tomorrowland”, si sono scatenati nell’imaginare la casa del domani ma non solo. . . con questo articolo chiudiamo la serie: “American vintage home” .
Zaha Hadid @ Padua, Italy from Michael Carion on Vimeo.
27-02-10 Ark.inU va in missione a Padova con un “pull di sostegno” – Linda, Federica, Mattia e il buon Piero – per visitare la personale sull’architetto che, tra tutti, sta o meglio ha rivoluzionato il concetto di architettura contemporanea e di progettazione dell’architettura. La mostra si teneva – si è chiusa oggi partendo per Tokyo – nel Palazzo della Ragione. Il forte contrasto tra l’involucro e il contenuto ci dava l’idea di trovarci già in quel mondo futuristico che suggerisce la Hadid, dove i capolavori dell’antichità sono solo belle scatole per intenti ed interessi più moderni.
La mostra si sviluppava in sei aree a tema che dividevano i progetti: Linee – Onde – Aggregazioni – Campi – Paesaggio – Parametricismo. Il tutto organizzato come un mastrerplan in stile Z.H., quindi visitando la mostra la sensazione era quella di passeggiare in una città zahidiana. La raccolta dei progetti e degli oggetti realizzati nel corso della sua carriera erano tutti allineati come edifici che allenavano sia l’occhio, che la schiena, dato che l’altezza di certi espositori, dispiace dirlo, era al quanto sconsiderata. Il risultato è stato comunque fantastico, innovativo, una raccolta della cultura del futuro.
Pieghevole della mostra. (.pdf)
Ecco infine alcune foto – le altre su flickr saranno presto visibili:


