Ark.inU blog

16 luglio 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News

“lo Res”.

Si intitola “Lo Res” -low resolution, bassa risoluzione- il progetto di United Nude, già nominato precedentemente per la collaborazione con Rem Koolhaas, questa volta, l’azienda di scarpe anticonformista, lancia un progetto artistico che mira a trasformare gli oggetti quotidiani attraverso una astrazione vettoriale tramite un software 3D, logico, il loro intento era quello di creare la scarpa, ma nel frattempo hanno fatto una Lamborghini e una Panton chair, con un risultato sorprendente sopratutto per la Lamborghini che sarebbe un modello perfetto per un architetto.

BIG BANG BIG BOOM!

Tra arte, etica, scienza e anche architettura… un opera di street art senza eguali… ne consiglio vivamente la visione.

BIG BANG BIG BOOM – the new wall-painted animation by BLU from blu on Vimeo.

9 luglio 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News

Apre il Serpetine Gallery Pavillion 2010.

Se ricordate ne avevamo già parlato, la Serpentine Galley, galleria storica londinese nel cuore di Hyde Park, verso Kensington, ogni estate chiede a grandi progettisti di realizzare un padiglione esterno per vivere il parco anche fuori dalla galleria. Quest’anno è toccato a Jean Nouvel, che ha pensato ad una grande macchina rossa, che uniforma i colori all’interno, pienamente riconoscibile del suo stile… resta solo che fare un salto a vederla prima che finisca l’esate!

Un mare di CD.

Bruce Munro, che di opere di luce se ne intente… ci ha regalato una nuova installazione, molto luminosa, sebben solamente riflettente; ovvero il “CDSea”, mare di CD, 600.000 CD, sistemati nella campagna inglese danno la sensazione di un vero e proprio mare, perchè riflettono la luce come l’acqua e cangiano con il tempo, quest’opera è rivelante, non solo per capire come è possibile giocare con la luce, ma anche per un valore simbolico e etico, si può leggere infatti una vena di protesta nell’istallazione, facendoci capire che con la plastica dei CD si potrebbe creare un vero e proprio mare, e come i CD sono stati procurati in discarica, ci ritorneranno, ma in una di riciclaggio.

2 luglio 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News

“Alone in a crowd”, il tavolo che ci ricorda di morire.

“Alone in a Crowd”, solo nella folla, è il nome del nuovo tavolo firmato da Rolf Sachs, un arredo che non si limita a essere mero oggetto inanimato, ma che vuole rappresentare ben altri concetti.

Sotto la superficie in vetro, 511 figurine tridimensionali rappresentano in scala la vita moderna nel tessuto urbano, dove l’uomo pur essendo in mezzo a tanta gente, può sentirsi solo e isolato.

Le lancette di un orologio incombono sulle figure, a ricordare che la vita degli uomini su questa terra è breve ed effimera. Una visione piuttosto pessimistica, ma che in fondo rispecchia la realtà. O almeno una parte di essa.

[fonte: designerblog]

Ce n’est pas une architecture.

Parafrasando Magritte per introdurre un tema: se un edificio non è architettura possiamo farlo tale, attraverso dei trucchi, non necessariamente radicali, ma d’effetto.

L’arte e la tecnologia ci vengono incontro, alcuni avranno già visto le mega proiezioni fatte da diversi artisti nelle metropoli, anche Torino ne è stata vittima, ebbene questa tecnica è forse un metodo per inventare e fare architettura da un edificio qualunque… nei limiti: funziona solo di notte, e bisogna essere dannatamente bravi. Ecco una delle ultime opere del gruppo Seeper, tra arte, pubblicità e architettura. CERCA: Projection Mapping su YouTube!

Battle of Branchage from seeper on Vimeo.

ACDC Vs Iron Man 2 – Architectural Projection Mapping on Rochester Castle from seeper on Vimeo.

17 giugno 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News

Filiali museali, Pompidou-Metz e Louvre-Lens.

Il museo d’arte contemporanea più famoso al mondo si sdoppia, e apre in franchising a Metz, città molto a est, quasi sul confine con la Germania. Il progetto è di Ban e De Gastines. Appena concluso.

Ma anche il Louvre si allarga, a Lens, il progetto è di Sanaa & Culbert. La nuova sede dovrebbe accogliere alcune delle opere più famose come amore e psiche, la venere di milo e alcuni  quadri di David.

M rimane il dubbio… è giusto aprire dei distaccamenti di musei così importanti per l’umanità in città così distanti da Parigi? oltre all’incremento del turismo ci devono essere altre motivazioni. Certo è che dovremmo organizzare diversi tour nel paese dei cugini, per vedere tutte le opere che prima vedevamo in un solo museo… mah….

1 giugno 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News

Apre il MAXXI, polemica e onori.

Apre le porte al pubblico il museo nazionale per le arti del ventunesimo secolo di Roma, il MAXXI appunto, della cara Hadid. Il museo apre esponendo solo alcune delle opere degli archivi che andranno integrate nel tempo e custodite nello scrigno creato dalla Hadid; è la stessa a spiegarci il museo all’apertura, un misto di astrattismo delle forme e studio parametrico dello spazio che lo risolve come un continuo fiume di “spazio liquido”, spiegandoci  che l’intento era quello di integrate, attraverso astrazione, la forma del museo con la forma urbana di Roma, gioco di luce, tagli, sovrapposizioni e contrasti. Ricorda poi che il progetto è incompiuto, l’edificio realizzato è solo il 65% di quello previsto… problemi di budget…

Il simpatico amico Sgarbi ha definito l’opera come il “Mausoleo di Zaha Hadid”, conoscendo l’individuo mi tremano un po’ le gambe a sentire tali puttanate… considerare finita l’opera di un architetto geniale come si è dimostrata la Hadid in tutti gli anni della sua prolifica carriera, addirittura già additandola come morta è incommensurabilmente stupido… solo perchè l’opera è la commistione delle strade che la Hadid ha intrapreso negli anni non significa che sia giunta ad una fine creativa, un progettista deve saper conciliare i suoi metodi con le richieste del progetto, qui l’architetto ha trovato un terreno prolifico per sviluppare in liberta, seppur non completandolo, un edificio che integrasse i diversi procedimenti progettuali che nel tempo hanno segnato la sua carriera, con un risultato indubbiamente stupefacente e che come al solito ci da una cifra delle potenzialità dell’architettura in campo letterale e poetico. Indubbiamente considerare già morta e finita culturalmente una delle Maestre del contemporaneo come la Hadid è un grande errore… il cinismo a volte annebbia la mente…

[fonte foto:archiportale]

24 maggio 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News

Un soggiorno “all’Hollywood”.

No non parliamo di un locale milanese ma in un progetto di uno studio danese che ha immaginato di trasformare la celeberrima scritta “Hollywood” in un albergo di 300 stanze , che oltre a cambiare le dimensioni delle lettere, cambierebbe totalmente l’immagine che abbiamo di quel luogo, snaturandolo, senza motivo; trasformando e distruggente un cult. Le idee sono sempre ben accette, ma in questo caso possiamo tirare un respiro di solievo nel sapere che questo scempio non si farà.

Ps: a proposito di scempio, a breve parleremo della “custodia” di Meier per l’Ara pacis, a Roma.

[fonte: designerblog]

19 maggio 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News

Senti come piove! Senti come viene giù.

Viene da pensare alla famosa canzone di Jovanotti, infatti con l’ombrello di Don Min Park, designer sud-coreano, possiamo tradurre la pioggia in musica! L’ombrello quando viene colpito dalla pioggia traduce la forza con cui viene colpito in musica, secondo tutti gli elementi di una batteria, con questo progetto inauguriamo la tag “Good Things” … perchè nella vita bisogna divertirsi, soprattutto nel lavoro che fai, primo fra tutti il nostro!

9 maggio 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU Video

Le opere di Rob Carter.

Rob Carter reinterpreta l’architettura e non solo con uno stop-motion di altissimo livello, così il convento della Tourette diventa una cattedrale “gotica”, la ritaglia, la scompone, le città si fondono tra loro e le mega metropoli nascono mescolando gli edifici simbolo di altre città… incanta la vista, stimola l’attenzione e la curiosità per una tecnica eccellente, la visita al sito è altamente consigliata!

Stone on Stone [CLIP] from Rob Carter on Vimeo.

Charles, Ray e la cinepresa.

“…And the Oscar goes to…. The Eames!”

…fantasia… quanto averi voluto sentire queste parole. Forse non tutti sanno che durante la loro carriera, gli sposini-designer più famosi della storia si sono dedicati molto anche alla comunicazione visiva realizzando opere pionieristiche nel campo della visual art, opere che pubblicizzano oggetti o per esposizioni. Particolarmente proficua la loro collaborazione con IBM, per la quale allestiscono le esposizioni e si occupano della comunicazione appunto. “Powers of ten” – Potenze di 10- si intitola così il loro ultimo lavoro cinematografico del 1977; in 10 minuti gli Eames devono dimostrare la potenza informatica delle attrezzature IBM, il connubio con la musica, il fatto che sia roba di 30 anni fa, è agghiacciante… provare solo per un attimo ad immaginare cosa avrebbero potuto fare i nostri con i mezzi odierni nel campo della comunicazione visiva, oltre che nel design ovvio… ecco “Powers of ten” e dopo il salto altri video, dunque…Buona visione!

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4 maggio 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News

La soglia magica.

Quando si viaggia in areo, magari per la prima volta, si può avere l’impressione di abbattere una sorta di barriera e l’aereoporto può simboleggiare la soglia materiale di questa rottura, una linea che una volta attraversata ti porta in un “nuovo mondo”, ti porta novità, ti cambierà in qualche modo la vita…

Forse sono state anche queste la ragioni che hanno portato il SEA – Aereoporti di Milano ha bandire un concorso -“La Porta di Milano”- per un’opera d’arte/architettonica che diventasse soglia per l’areoporto di Malpensa.

Vincitori Nicolin, Marinoni, Calzoni, Di Gregorio, Garutti che hanno progettato “La Soglia Magica”. Il progetto consiste in una hall sotterranea che viene tagliata da una lama di luce che simboleggia la soglia, immagine molto evocativa e senza dubbio molto scenografica nella sua semblicità.

[fonte: Archiportale]

16 aprile 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News

DOMUS 935, la nuova utopia.

Alessandro Mendini torna a firmare Domus dal numero di aprile. Il suo ritorno alla testa della rivista segue la scadenza naturale del triennio alla direzione di Flavio Albanese. Mendini siglerà undici numeri del mensile. La prima edizione del suo nuovo corso uscirà in coincidenza con il Salone del Mobile.

Il nuovo direttore sarà una guida capace di coniugare innovazione e continuità, per una testata storica che intende riaffermare la propria originaria vocazione. Un largo consenso si concentra intorno al suo nome: Mendini è infatti personalità autorevole, in grado di cimentarsi con una vasta gamma di problematiche teoriche, abile nel tagliare e ridurre fili e trame dell’architettura contemporanea, con particolare attenzione all’architettura e al design italiano.

“Lo slogan di questa nuova Domus è “per una nuova utopia” – dice oggi Mendini.

Tutta la storia delle grandi trasformazioni dell’architettura e del design è stata segnata da nuove utopie. Ed è su questa linea di apertura che vogliamo procedere. Cercare cioè dovunque nel mondo i progetti che mostrano quegli scenari e atteggiamenti dell’abitare, intesi appunto come ricerca positiva del futuro. Nuove utopie di genere non tanto tecnicistico ma piuttosto umanistico e psicologico. Infatti, l’ecologia interiore precede quella esteriore. In questo senso la nuova Domus si ricollega alle proprie origini di “Rivista per la casa”, proponendo esempi di dignità del vivere gli oggetti, la città e la casa stessa. Il progetto grafico, pure, ricorda quella lontana Domus, con una impostazione classica e solare delle sequenze, dei testi e delle immagini”.

[fonte: ctrl X]

14 aprile 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News

MOROSO go Tech.

Ancora una volta parliamo di MOROSO. L’azienda friulana ora ha avviato una collaborazione con Tokujin Yoshioka , noto per la sua visione stravagante, a volte eccessiva… ma sempre zen… quindi quello che si può definire “Japanese Modern Style”… con moroso realizza “Bouquet”, “Paper Cloud” e da voci di corridoio ora al Salone del Mobile 2010 -di cui parleremo molto a breve- pare che presenterà “Memory”. Una poltrona-concept fatta con alluminio reciclato, un grande sacchetto argentato che prende forma grazie alle proprietà della memoria del metallo, che si attiva in particolari condizioni… in particolare questo tipo di alluminio ricorda l’ultima forma che gli viene data -come la stagnola alimentare- riadattandosi ad ogni utente… come la classica “Sacco” di Gatti, Paolini e Teodoro per Zanotta (1968) … però in alluminio… (mah – ndr.)