Ark.inU blog

30 November 2012 | Ark.inU Design

Windows 8 e le sue piastrelle.

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Innanzi tutto devo chiarire che io sono di parte, ma cercherò di essere più onesto possibile. Come ci siamo accorti tutti è uscita la nuova release del software più usato al mondo: Windows 8. Da buon appassionato di tecnologia sono corso subito a provarlo e appena ho messo dito sullo schermo mi sono resto conto di quanto potente sia questo software… intendo nel senso della comunicazione. a Redmond si sono messi d'impegno e in 5 anni hanno completamente rivoluzionato l'interfaccia dei loro prodotti, ovviamente grazie alla commistione tra xbox, i telefoni e i tablet; perché Windows 8, come gli OS di Apple, è una fusione tra un software da passaggio e uno da scrivania. Una volta assodato che il futuro dei computer è nei tablet bisogna creare un modo per utilizzarli. Ottima l'idea delle piastrelle, ispirate liberamente alla segnaletica della metropolitana di Seattle e se lo chiedete a me anche ad iOS… mmm scusate… dicevamo… Le piastrelle funzionano molto bene, creano un software fresco e dinamico. L'impressione è che sia un enorme salto in avanti per la Microsoft. ENORME. Molto bello è anche il nuovo logo di Microsoft, una delle poche aziende che cambia più logo che camicia. Il punto debole forse sta nelle numerose versioni del prodotto se lo vediamo da quel punto di vista, mentre il punto debole del software è che per certi versi è troppo distante. Ricordate la prima legge del design: "Ogni cambiamento sarà una merda", parafrasando… ma il senso è che molta gente si troverà spiazzata. Sicuramente le "tiles" sono molto più teenage-friendly che oldwoman-frendly, quindi se devo trovare un difetto è l'accessibilità, ma baso questa mia impressione solo su 20 minuti di smanettamento. Interessante anche la comunicazione del prodotto, Windows ha girato una bella pubblicità a Oslo, il problema è che al primo sguardo funziona… ma poi ci rendiamo conto quanto finta sia… si basa sulla prima impressione, sperando che poi le persone non ci riflettano su, ma se ci rifletti ti rendi conto che non funziona per nulla, in quanto comunica il messaggio sbagliato, ovvero che Windows 8 é tanto fumo… ma poco arrosto… 

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5 October 2012 | Ark.inU Design

Lockitron.

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Un giovane gruppo di designer e ingegneri ha realizzato qualcosa di molto interessante. Lockitron è un sistema elettronico controllabile tramite il telefono per aprire e chiudere la porta di casa a distanza. E' una invenzione innovativa e che crea un bisogno piuttosto che soddisfarne uno. Qualcosa di molto comune oggi giorno. Se siete fuori casa e dovete far entrare qualcuno in casa potete aprire la porta ovunque siate, il sistema apre la porta quando avverte che il proprietario si avvicina. Inoltre invia notifiche se qualcuno bussa alla porta o cerca di commettere una effrazione. Complimenti a questi ragazzi per aver inventato qualcosa, per aver creato un prodotto e per essere molto giovani. Il prodotto sarà lanciato in USA in uno stock limitato al prezzo di 149$. 

17 September 2012 | Ark.inU Art

Tensione.




Fabrice Le Nezet artista londinese ha creato una serie di sculture dal titolo “Measure”. Una serie di blocchi di cemento sono tenuti in posizione da acciaio modellato in modo da poterci permettere di vedere la tensione. Come se questi blocchi siano stati incollati con una sostanza elastica, tipo gomma da masticare e poi tirati o semplicemente lasciati cadere sotto l’effetto della gravità. Una serie di opere estremamente architettoniche che ci mostrano la tensione come mai potremmo vederla. Offre molta ispirazione ed un senso di soddisfazione. L’artista dice: “Ho lavorato per una rappresentazione fisica del concetto di misura. L’obiettivo era ‘materializzare’ la tensione in un certo senso, per rendere le nozioni di peso, la distanza e angolo palpabili… Questo lavoro si colloca nel contesto della mia ricerca alla purificazione intorno materie prime come cemento e metallo. È per questo che ho giocato con forme semplici che catturano la luce e trascendere la struttura del volume.”

Ah si!…. piccola precisazione…. tutto questo non è reale… ma creato al computer. Le sculture sono immagini digitali, render….



4 July 2012 | Ark.inU Design

Tech-garden.


Il concetto di pubblica utilità è molto vecchio. In tempi passati le fontane fornivano acqua potabile ai cittadini, poi con l’avvento della tecnologia le cabine telefoniche sparse per la città hanno messo in comunicazione le persone anche fuori casa… ora con internet la velocità di scambio di informazioni e i limiti spaziali sono infiniti… sebbene esistano ancora delle limitazioni… il wi-fi non è libero ovunque e non è possibile per tutti avere degli hot-spot personali… come fare? In una città ci sono molte panchine, la gente vi si siede per rilassarsi o per attendere mezzi ecc… quindi è un ottimo approdo per internet. Il progetto lo hanno sviluppato Mathieu Lehanneur con JCDecaux (agenzia di arredo urbano francese), si tratta ancora di un prototipo ma è del tutto attivo a Parigi in un parco vicino Champs-Elysées. Sedute dotate di connessione wi-fi e una pensilina iper tecnologica per coprire il tutto, con tetto verde e pannello interattivo… forse leggermente appariscente, ma il design è molto curato e l’utilità è indubbia, sebbene ancora limitante.

Tokyo Sky Tree.



Il 22 maggio scorso è stato aperto al pubblico il Tokyo Sky Tree. La nuova mega struttura della megalopoli giapponese. Una torre-osservatorio-ripetitore alta 634m. Avevamo visto in precedenza come la stilista giapponese Akira Minagawa abbia realizzato le divise per i dipendenti della torre, totalmente futuristiche e molto manga. Ora lo Sky Tree, quello che è senza dubbio il nuovo landmark di Tokyo ha aperto i battenti al pubblico e pagando un biglietto di 2000 YEN possono salire e vedere una delle città più belle del mondo dall’alto. Curiosità: Il ristorante del primo deck a serve cucina francese. Ora, sappiamo tutti come il legame Franco-nipponico sia molto forse, ma personalmente sospetto un po’ di ironia e allo stesso tempo una intenzione di rendere omaggio alla torre a cui lo Sky Tree vuole rubare la fama. Infatti sono poche le torri osservatorio di questo genere al mondo: Toronto, Las Vegas varie in Cina… Parigi e Tokyo; io credo che il Giappone stia dicendo: “Venite a vedere la nostra Tour Eiffel”. Perché effettivamente l’analogia è molto forte. La struttura è stata costruita in 4 anni ed è costata 806 milioni di dollari che detto in YEN fa molta più impressione: 65.000.000.0000 YEN. Chi ha progettato lo Sky Tree vi starete chiedendo… Certi dicono che è stato il maestro giapponese in persona, Tadao Ando con la collaborazione dello scultore giapponese Kiichi Sumikawa. Non sono voci ufficiali ma se così fosse il maestro è rimasto molto silenzioso a riguardo. Importantissimo ruolo ha il design ad ogni modo, il colore della torre detto “aijiro” è la sfumatura più chiara del color cielo per i giapponesi. Senza dubbio il Tokyo Sky Tree è l’antenna televisiva più alta del mondo, nonché la torre osservatorio più alta del mondo, un nuovo forte simbolo per la città, che ormai è diventato un cult. E ora godiamoci pubblicità e video promozionali molto in stile giap!






Leap.


Cos’è Leap? E’ una interfaccia virtuale per controllare il proprio computer muovendo le mani. Cerco di spiegarmi meglio, avete presente quello che faceva Tom Cruise in Minority Report? (mi trovo ad usare questo film come esempio troppo spesso) Ecco. Siamo arrivati a quel punto o per lo meno è il primo passo. Leap è una scatoletta di dimensioni ridottissime che si piazza davanti allo schermo, si installa e poi si posso usare i gesti per controllare il computer come se fosse un touchscreen… ma è tutta un altra storia…Funziona su ogni device ed è collegabile tramite USB. L’unico modo per intenderci è che lo vediate con i vostri occhi. La cosa Sorprendente non è la precisione al millimetro, ma il fatto che costi solamente 70$! Un prezzo sicuramente molto accattivante per un prodotto del genere. Già mi immagino designers e grafici di tutto il mondo che sembra dirigano una orchestra sulla scrivania…

12 April 2012 | Ark.inU Design +Ark.inU Video

Lo schermo flessibile.


LG la scorsa settimana ha lanciato una notizia che di lasciato tutti quasi indifferenti, tanto siamo assuefatti dalla continua innovazione. LG ha presentato il primo prototipo funzionante di schermo flessibile. In realtà la novità non è molta, lo schermo è si flessibile, ma non quanto ci immaginiamo, non si arrotola, si piega solo fino a 40°. Certo è che l’EPD, eletronic paper display, è certamente una rivoluzione, è spesso meno di un millimetro, pesa solamente 14g e ha una risoluzione di 1024×768. Inoltre più essere graffiato e lanciato da un metro d’altezza e non subire nessun danno… certo questo rimane solamente uno schermo e non un dispositivo, quindi non ci si può fare nulla se non è connesso a qualcosa che lo faccia funzionare. Ora il passo seguente è avere una tecnologia talmente nano da poter essere integrata su schermi del genere e forse potremmo leggere i giornali come nei film di fantascienza…

23 December 2011 | Ark.inU Design +Ark.inU Video

HP cambia logo.

HP Journey from Moving Brands on Vimeo.

HP Particle from Moving Brands on Vimeo.

Cambiare logo per molte compagnie significa rinnovarsi. Pepsi ha cambiato logo decine di volte, per modernizzarsi e diventare più attuale, ma questo continuo cambiamento può confondere il compratore. In un mercato sempre più elitario si tende a scegliere prodotti conosciuti, i più rassicuranti, o magari semplicemente i più pubblicizzati, anche se il loro costo è superiore ad altri meno conosciuti, anche se non sempre ugualmente validi. Quindi questo trend non aiuta sicuramente una azienda a vendere i propri prodotti e cambiare identità è sinceramente un’arma a doppio taglio. L’attuale logo di Hewlett e Packard, meglio conosciuta come HP, è stato creato nel 1941 ed è per lo più invariato fino ad oggi. Le caratteristiche del vecchio logo sono: le lettere inclinate verso destra di 13° e il cerchio che le racchiude. Chi si occupa del nuovo logo è Moving Brands, una compagnia specializzata nella creazione di identità e marchi. Moving Brands fa una operazione di studio lunghissima e con un approccio da “Less is more”, alla fine elabora il nuovo logo di HP, che non è stato ancora ufficializzato ma è pronto a partire. Eccolo:

Come potete vedere il font non esiste più, si affida alle strisce di suscitare nella memoria dell’osservatore le lettere. Non possiamo leggere HP, ma è come se con una illusione ottica riuscissimo ancora a farlo. Il cambiamento è drastico, estremamente minimale e a 360°. Ecco infatti che la nuova immagine sarà coordinata prima e poi applicata anche ai futuri prodotti. Insomma HP cerca spazio nel futuro. Auguri!