Ark.inU blog

4 October 2012 | Ark.inU Architecture

38 anni dopo.

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A volte ci vuole solo del tempo. Van Gogh non ha mai venduto un quadro in vita sua e se fosse vivo ora si roderebbe il fegato. Louis Kahn ha costruito molto in vita ma continua a costruire anche da morto. Infatti 38 anni dopo averlo progettato, la città di New York  ha costruito il Roosevelt Four Freedoms Park, disegnato da Kahn nel 1974. Aprirà al pubblico il 24 ottobre. E' molto strano come il tempo corroda molte cose, praticamente ogni materiale; con il tempo cambiano le abitudini e con il tempo cambia il linguaggio, eppure una architettura come questa rimane sospesa nel tempo. Guardate le immagini: dal disegno al rendering. Perfetta in un film drammatico in bianco e nero degli anni 60 e perfetta in un film apocalittico, pronta a essere sommersa o distrutta come negli anni 2000. La buona architettura resta. Non capisce cosa sia il tempo. E' come un buco nero al cui interno il tempo non esiste. 

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Camper a Soho.


Camper, la famosa azienda spagnola di calzature, ama il buon design non solo in fatto di scarpe ma in ogni frangente. Gli hotel Camper, aperti dall’azienda recentemente, sono dei capolavori di design contemporaneo. Naturalmente la faccia di una compagnia sono i propri negozi e come si presenta al pubblico. Shigero Ban come sappiamo ha un forte legame con gli interni e non ha mai disdegnato occuparsi di negozi e ristoranti. Ecco che il nuovo store Camper di Soho a New York nasce proprio dalla mente di Ban. La sua firma è riconoscibile non solo nel tetto che non c’è, realizzato con gli ormai iconici tubi di cartone compresso, ma soprattutto nelle sedute del negozio per le quali Ban usa la famosa “Unite System” realizzata ovviamene dallo stesso. Un simpatico gioco di illusione ottica sulle scaffalature interne del negozio nasconde la scritta Camper, visibile solo dall’ingresso del negozio. Ora, per quanto riguarda un giudizio sincero, devo dire che il lavoro è interessate ma non spettacolare. Mettiamoci le ridotte dimensioni del negozio, che comunque non è una scusa, sopratutto per un giapponese, mettiamoci che uno store deve essere “scintillante” (vedi il fiocchetto), ma neanche questa è una scusa… mah insomma il tutto sembra sottotono per il maestro… mi sarei aspettato maggiori giochi di forme e soprattutto di texture… promosso ma senza lode…



[fonteimmagini:adailydoseofarchitecture]

14 March 2012 | Ark.inU Architecture

High Line, parte terza.



Come molti sapranno la High Line di New York é ancora incompleta, manca la terza parte ed ormai si pensa ad un progetto parallelo assurdo detto Low Line, di cui abbiamo parlato. Sono state pubblicare le prime immagini della terza parte della High Line, quindi possiamo goderci una anteprima. La cosa più significativa è lo svincolo finale che verrà trasformato in un teatro all’aperto. Ci sarà un’area per far giocare i bambini, mentre buona parte della High Line rimarrà invariata con un semplice inserimento di una passerella. Alcune sorprese dunque, che forse non ci aspettavamo, come le scale-scultura per salire.






[fonteimmagine:nytimes]

14 February 2012 | Ark.inU Art +Ark.inU Design

BIG love.


Oggi è San Valentino, rime o ciniche battutine le lascio a voi… New York, che si professa come città dell’amore duellando con Parigi, ha commissionato allo studio BIG di Ingles un gigantesco (il nome dello studio non tradisce mai le aspettative) cuore luminoso per Times Square a Manhattan. 400 tubi di acrilico sono propriamente illuminati per formare un cuore in 3D. Ma sono i sensori posizionati a livello stradale che raccolgono le vibrazioni e come interruttori illuminano il cuore…. NY da amore… e sembra che lo studio BIG ricambi….

[fonteimmagini: Domus]

Un parco sotto terra.

Sono diverse settimane che la notizia gira, ma ora l’MTA, l’ente per il trasporto metropolitano di Manhattan, ha pubblicato un video che lo conferma. L’ex stazione della metropolitana di Essex street, la Trolley terminal, sarà effettivamente oggetto di una trasformazione. Alcune settimana fa nasce la voce che il sindaco di New York Bloomberg volesse trasformare la Trolley Terminal in un parco sotterraneo. Fatto sta che dopo poco compare un’immagine di Raad studio, per la “Low line” che riprende il concetto della “High line”, ovvero convertire in parco pubblico i vecchi binari della metro. C’è però un punto interrogativo, perché la Trolley si trova sotto una strada e nel progetto gli architetti bucano il soffitto della stazione per far entrare la luce, perché a un parco sotto terra non gli basta un bravo giardiniere. Nel video della MTA poi non si fa alcun riferimento ad un possibile parco, ma si specifica che siccome la zona si trova subito adiacente ad una zona di recupero, si potrebbe includere il sotterraneo della stazione nel progetto sopraterra, ed integrarlo così alla città, in più il commissario che ci illustra l’area si immagina un ristorante o un night club, e specifica che la società sta ancora raccogliendo idee. Sembra quindi che il parco sotterraneo del sindaco non sia realtà, ma essendo una storia interessante staremo a vedere…

The ultimate Cattalan.

Nella meravigliosa cornice, come si usa dire, del Salomon Guggenheim di New York, il compaesano Maurizio Cattalan mette in mostra “All”, proprio tutto. Una vera e propria pioggia dei suoi lavori appesi ad una struttura che trasforma la grande hall del museo in un casino surrealista. L’intera produzione di Cattalan, 130 opere, appena senza logica. Un gesto surrealista in se’, che in qualche modo è un’altra opera, la 131esima. Nessuno etichetta, nessuna logica tutto è in balia dell’osservatore e dell’architettura di Wright, che lo accompagna. Ci rimane da sapere se questo è un addio, o un intervallo.

The long way to WTC.

Sono passati 10 anni e i lavori non si sono mai fermati per 10 anni. La torre 7 è stata la prima a rivedere la luce, due mesi fa abbiamo visto l’inaugurazione delle due fontane commemorative che calcano il solco delle due torri… e ora mancano solo i pezzi forti, quegli edifici che ridaranno completamente vita al visto di groud zero… o meglio ormai… The – new – WTC. Mancano le torri e la stazione della subway, e poi il museo commemorativo che dovrebbe essere quasi pronto… per dare ai newyorchesi un idea del sito una delle compagnie che realizzano le torri ha creato un video iper-realistico del nuovo WTC completo…. così possiamo anche noi farci un’idea…

Parigi vs New York 2.

Continua l’amichevole tra N.Y. e Paris… in questo round finale vediamo delle stupende immagini di RedglassPictures, che registra il movimento, il feeling delle due metropolitane… la metrò e la subway, ma soprattutto la particolare prospettiva che le città regalano uscendo dal terreno, una cosa unica che sono in metropoli come queste, o Londra o Tokyo si riesce a vivere una città nella città la metrò… poi quando si esce dal buio, dal vapore, dalla puzza della subway vedere l’Empire State Building è come aver conquistato un nuovo mondo, una sensazione che si ripete ancora e ancora… io non riuscirò mai a decidere quale delle due città sia la vincitrice… se invece voi pensate di sapere chi sia il vincente aspettate di vedere queste meravigliose immagini.

29 September 2011 | Ark.inU Design

Parigi vs New York 1.

Sono entrambe stupende, città da studiare per l’architettura e la pianificazione. Capitali dell’arte, della moda, dove vivono e lavorano i più grandi maestri del cinema e i più grandi artisti. Se la sono sempre giocata loro due. Una la città europea, vecchia e lussuosa dove le case rispecchiano una casta sociale e le usanze la decretano una delle città dell’amore e per chi ama l’arte. L’altra moderna, un fulmine, sempre attiva, con i grandi edifici moderni e un turbinio di razze e usi, una città per chi vuole essere un artista e per chi cerca l’more. Una città non è solo strade e palazzi è molto più. Una città è scambio e interazione tra le persone. Questo articolo è diviso in due parti. Oggi vedremo delle stampe Vahram Muratyan, grafico francese, che con il suo design minimalista mette a confronto le due città con tanta ironia e maestria. Domani il secondo round del mach…


8 September 2011 | Ark.inU Architecture

La Nuova Torre Verre.

Jean Nouvel sembra non accettare un no come risposta ai suoi progetti, come è giusto che sia! La Nuova torre del MoMA aka “Torre Verre” è diventata una guerra personale per l’architetto, la commissione cittadina non aveva visto di buon occhio l’ardito progetto, decisamente invasivo per l’area del MoMA che è stata rinnovata con molto garbo da Yoshio Tanigushi. Così Jean si è trovato a riprogettare la sua torre tagliandola di netto e riducendola a 78 piani, semplificando l’intricato disegno che la struttura faceva in facciata; la forma della torre non sembra essere cambiata molto, ma certamente l’idea di fondo ha perso un po’ di spessore. Riuscirà ora Jean a costruire la sua torre newyorese? Sarebbe bello, dato che per una volta non ha progettato una torre che sembra un cetriolo… o peggio…