Ark.inU blog

28 November 2012 | Ark.inU Architecture

High Line Scozzese.

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La High Line di New York è sicuramente uno dei progetti più importanti del decennio. Forse per la singolarità dell'idea, forse per quel bagliore di natura in mezzo alla foresta di cemento, forse perché ha risposto ad una esigenza implicita nei newyorchesi… Sta di fatto che la High Line ha creato una progenie in tutto il mondo, la novità ha creato una voglia globale di camminare tra i tetti delle città in un elegante giardino urbano. Così anche in Scozia. Lo studio Biomorphis ha progettato il "Leith Walk", una passeggiata fra i tetti di Edimburgo. Particolarità del progetto è il "Leaf bridge", un ponte-origami che si ispira ad una foglia ovviamente. Ecco dunque un'altro intervento stile "high line"… attendiamo altre interpretazioni. 

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20 November 2012 | Ark.inU Design

Il carretto di Cibic.

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Il designer milanese Matteo Cibic ha pensato ad una soluzione creativa per creare un nuovo sistema di arredo urbano a Milano. Delle pacche mobili che fungono anche sa vaso, contenendo piante e alberi. Sono inoltre un hub tecnologico per ricaricare i nostri devices portatili, e connetterci a internet tramite wifi. Questi oggetti dovrebbero essere grandi come auto, anzi come auto elettriche, che attraverso un gancio traino (o potentissime calamite) possono formare dei trenini e autonomamente disporsi a random in città. Questi robot-giardino sarebbero la soluzione per lo scarsissimo verde pubblico cittadino di Milano, ma non forse per la scarsità dei parcheggi!… magari in questo futuro "Cibichiano" ci sono meno auto…. ma allora che senso avrebbero questi così?… Concetto interessante e sicuramente da sviluppare ulteriormente! 

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14 November 2012 | Ark.inU Architecture

La casa come un vaso 2.

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Vediamo un'altro progetto che combina il giardinaggio con l'architettura. Si tratta della "Earth House", una abitazione privata realizzata da Nobuhiro Tsukada Architects, ovviamente in Giappone. La casa è un vero e proprio enorme vaso. La "corte interna" è in realtà un cavedio pieno di terra, come se la casa avesse pizzicato il terreno e lo trattenesse tra le sue mura. Il compito di contenere questa enorme quantità di terreno è di solide pareti in cemento armato che creano un imputo. Con questo espediente la casa può vantare un giardino in mansarda, cosa non da tutti. Un progetto ricco di sfumature interessanti, che crea possibilità inattese, come il bagno al secondo piano le quali porte finestra si aprono sul giardino. Ogni cosa è possibile, illudere e sconvolgere dei banali tabù è cosa da poco…. 

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17 October 2012 | Ark.inU Design

Parchi.

Non è una caratteristica prettamente maschile. Siamo portati da fare continuamente paragoni, per ogni cosa. L'architettura poi è pregna di questi confronti: chi ha il grattacielo più alto, chi la popolazione più elevata, chi il parco più grande. Ovvio che sono dati utili, ma lo spirito di competizione non ci manca di certo, la storia dell'architettura insegna. Ho citato i parchi perchè proprio di parchi parliamo. Vediamo una serie di infografiche realizzate da Mikell Fine Iles, grafico, che ha riunito i più grandi parchi cittadini e gli ha confrontati in modo semplice e comprensibile, differenziandoli con un pattern. Vediamo qual'è il parco più grande, chi è nato prima, chi ha più visitatori all'anno e come sono orientati. 

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Fogo Studios


Lo studio norvegese Sauders Architecture è impegnato in progetto molto interessante. A nord di New York, in territorio ormai canadese si trova l’isola di Fogo dove il nostro studio sta realizzando sette progetti, sette costruzioni sul tema “lo studio”, un po’ come il classico esercizio che si fa durante i laboratori di composizione. Fogo è un isola molto piccola e pressoché deserta, nel paesaggio brullo nascono i primi 4 di questi studi: Bridge Studio, Long Studio, Squish Studio e il Tower studio; vedremo anche il prossimo progetto in elaborazione che è la Fogo Island Inn. Si tratta quasi sempre di palafitte che toccano il terreno roccioso solo quando la natura lo concede, naturalmente costruite in lego su fondazioni in cemento armato. Dal punto di vista compositivo, tagli netti e aperture inaspettate stile decostruttivismo, si sente una nota di Gehry in tutto ciò. Vediamoli in ordine dunque:
Bridge Studio:


Long Studio:


Squish Studio:


Tower Studio:


Fogo Island Inn:


[fonteimmagini:saundersarchitecture]

TYIN, i pionieri della autocostruzione.

Lo studio norvegese TYIN tegnestue Architects, (di cui avevamo parlato qualche anno fa) oltre ad occuparsi di progetti in patria si è sempre dedicato a progetti in aree in via di sviluppo. I progetti in Thailandia, Uganda e Indonesia sono diventati non solo degli splendidi esempi si architettura per paesi in via di sviluppo, ma anche di architettura “autocostruita”, ovvero costruita non da operai ma da gli stessi clienti, con le conoscenze e le tecniche locali e nel caso non ci fossero tali tecniche lo studio prevedeva prima all’insegnamento e poi alla costruzione collettiva dell’opera. Questo è naturalmente qualcosa di estremamente significativo, che lancia una via di sviluppo controllata e sostenibile, che sarebbe giusto applicare non solo in paesi poveri. Il progetto viene realizzato passo passo con gli architetti dello studio che rivestono ogni ruolo di coordinazione e lasciano il lavoro ai cittadini e alle comunità che andranno ad usare tali costruzioni e il risultato è senza dubbio spettacolare: le biblioteche, gli edifici pubblici, le case acquistano un nuovo aspetto, certo sicuramente più “architettonico” e meno tradizionale, ma funzionale, senza considerare la cosa più importante, il senso di realizzazione che ne deriva da questa operazione; e forse ancora più importante il fatto che non ci siano soldi in circolo, perché tutto viene fatto localmente, con materiali locali, la manodopera non esiste. Forse siamo davanti alla sacra sindone dell’architettura economicamente sostenibile.








19 March 2012 | Ark.inU Art

Nuvole d’autore.



Non esistono confini, quello che possiamo o non possiamo fare lo decidiamo noi. Questo forse non vale per l’architettura ma sicuramente vale per l’arte. L’arte non ha barriere, può dire e fare qualsiasi cosa ora come ora. Bene. Quando arte e scienza si uniscono il confine diventa sempre più impossibile da individuare. L’artista olandese Berndnaut Smilde ha creato qualcosa di unico. In sale vuote di musei e gallerie Berndnaut ha creato nuvole. Vere nuvole. La composizione non è esattamente quella delle nuvole, perché queste si compongono prevalentemente di fumo e solo in minima parte di vapore acqueo. Calcolando, temperatura e umidità è riuscito a ricreare nuvole all’interno di uno spazio chiuso e con una buona illuminazione a dare perfino l’illusione del clima. Tutto questo è indubbiamente sensazionale. Questo tipo di arte si distacca da ogni etichetta ed è forse appropriato cominciare a definire “Sci-Art” queste opere. Queste opere estremamente effimere sono state fotografate e da queste foto si riesce a comprende meglio il carattere surreale dell’opera, talmente siamo abituati a vedere le cose in due dimensioni piuttosto che nella realtà, che ci lascia talmente esterrefatti da ignorarne il grande messaggio. Capire che tutto può essere e nulla è impossibile.

14 March 2012 | Ark.inU Architecture

High Line, parte terza.



Come molti sapranno la High Line di New York é ancora incompleta, manca la terza parte ed ormai si pensa ad un progetto parallelo assurdo detto Low Line, di cui abbiamo parlato. Sono state pubblicare le prime immagini della terza parte della High Line, quindi possiamo goderci una anteprima. La cosa più significativa è lo svincolo finale che verrà trasformato in un teatro all’aperto. Ci sarà un’area per far giocare i bambini, mentre buona parte della High Line rimarrà invariata con un semplice inserimento di una passerella. Alcune sorprese dunque, che forse non ci aspettavamo, come le scale-scultura per salire.






[fonteimmagine:nytimes]

9 March 2012 | Ark.inU Art

Aceribo.

Il codice Aceribo fu inviato nello spazio per l’inaugurazione del telescopio omonimo. Il messaggio conteneva tutte le basiche informazioni sulla terra e sui abitanti. David Thomas Smith, fotografo irlandese, ha manipolato le immagini di Google Maps per riprodurre il messaggio su tutto lo spazio che disponiamo, la terra e la luna. Una idea interessante nel suo concetto, dato che il messaggio è stato spedito a 25000 anni luce di distanza, forse è il caso di rinfrescare la memoria dei possibili visitatori.









[fonteimmagini:Tommo-davidthomassmith]

Puntini, puntini, puntini.

Si chiamano “Desk DOTS” le sfere magnetiche di Dynomighty che diventano un sistema che più sistema non si può! Ogni parte è collegata con il tutto, con quanta più sinergia possibile! Le sfere sono pensate per diventare articoli per l’ufficio… ma in realtà possono essere qualsiasi cosa, dando immensa libertà creativa. C’è un solo un piccolo problema… questo prodotto che non esiste; o meglio non esiste più. La produttrice, che ci occupa principalmente di portafogli realizzati con le grafiche più disparate e rispettosi dell’ambiente, vendeva anche gioielli e articoli per l’ufficio magnetici. Il problema è sorto quando si sono resi conto che la produzione di così tanto materiale altamente magnetico creava gravi ripercussioni ambientali, nonché sulla salute. Dato che la compagnia si professa sostenibile, ha subito fermato la produzione delle palline magnetiche; meglio tardi che mai! Certo!… ma un buon design non avrebbe portato di certo a questo esito. Non ci resta che dire………….