Ark.inU blog

14 December 2012 | Ark.inU Architecture +Ark.inU Art

Apre il Louvre-Lens.

Sembrava davvero improprio avere un enorme distaccamento del Louvre fuori Parigi. Ma il progetto c'era, è stato approvato e anche costruito. Ha aperto i battenti (o le porte scorrevoli…) il nuovo Louvre, nel bel mezzo di Lens. Dov'è Lens? Appunto. Lens è naturalmente in Francia, una cittadina davvero modesta, al confine con il Belgio. (non proprio dietro l'angolo insomma) 

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L'operazione è simile a quella fatta per Bilbao. Ora se pensiamo a Bilbao pensiamo al "Museo di Gehry"… Ma tutto sommato anche i musei sono delle attività commerciali, non dovrebbero esserlo, ma inutile polemizzare. Lo sono. Devono anch'essi attenersi a delle esigenze di mercato, domanda e offerta. Fare un museo nel bel mezzo del nulla sembra una buona idea per valorizzare il luogo. Fare poi un Louvre nel bel mezzo del nulla ha un valore esponenziale. Certo è che si esaspera quel disagio che i veri amanti dell'arte provano. I romantici ti diranno che è sbagliato andare al museo, perchè oltre ad essere una macchina per turisti è anche un esempio di come non si tratta l'arte. Forse dovremmo distinguere due tipi di museo. Per l'arte antica e per quella contemporanea…. no non va bene… forse dovremmo mescolare tutto… si forse dovremmo mescolare tutto…. …. … ah! dimenticavo! Lo ha progettato SANAA! 

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30 October 2012 | Ark.inU Art

Il MoBA.

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Nessun errore di battitura, si chiama "MoBA" perchè è il Museum of Bad Art. L'iniziativa nasce nel 1994, quando un gruppo di persone dallo spiccato senso ironico, si rese conto che non esisteva un museo che celebrava l'arte pessima, di quella proprio che non si può vedere… così brutta che non può essere ignorata, come recita la tagline del sito. Ora, se esiste il brutto, esiste il bello. Chi vi ha inculcato l'idea che il bello sia soggettivo vi ha gabbato. Il bello è oggettivo. Punto. E' soggettiva l'impressione che abbiamo del bello. Perchè? Perchè per capire il bello bisogna comprendere come si è formato. La nascita del bello… insomma è presto detto, se volete capire cosa sia il bello e cosa il brutto non dovete far altro che rivedere tutta la storia dell'arte… dal primo segno dell'uomo all'ultimo. Si definisce brutto qualcosa che non sa senso, che non è conforme a certe fasi di creazione, ciò che non ha ragione di essere. Ma allora perchè certi individui apprezzano anche il brutto? Come ho detto prima è soggettiva l'impressione, o se vogliamo la lettura del bello, così anche del brutto. Ogni persona è diversa e quindi percepisce diversamente la realtà. Ecco che seguendo questo ragionamento capiamo che il museo dell'arte pessima ha ragione di esistere perchè l'arte pessima esiste, perchè il brutto esiste. Lo so… si dice che non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace… vero… ma è importante sapere cosa sia il Bello e cosa il Brutto. 

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8 June 2012 | Ark.inU Architecture

Daeyang Gallery & house.




E’ stata inaugurata l’ultima opera dell’americano Steven Holl. SI tratta di una Casa-galleria d’arte, per un committente coreano. Come lo stesso Steven spiega durante una conferenza alla facoltà di architettura di Harvard: “…è tutto un’altra faccenda costruire case, se uno costruisce un grattacielo o un palazzo enorme non può curarne ogni minimo dettaglio. Costruendo questa casa mi sono divertito da matti, ho disegnato ogni cosa dalla maglia alla struttura è stato molto divertente”. Non era passato molto tempo dalla sua “Y house” ma evidentemente i bravi architetti sentono che possono dare il meglio di se nelle case. Perché costruire una casa deve essere la massima aspirazione dell’architetto; è nella casa come dice Holl che si vede la vera maestria, la vera genialità dell’architetto. Se guardiamo alla composizione del progetto vediamo 3 padiglioni che si affacciano su una lastra d’acqua che non è altro che il tetto della galleria sottostante. Tagli giustapposti su questa soletta fanno filtrare la luce attraverso l’acqua creando un piacevole effetto nella galleria. Decisamente interessante la rifinitura del cemento, che Holl ha già sperimentato in precedenza; viene versato in stampi rivestiti di bambù così da creare una scanalatura che spezza la luce.
[fonteimmagini:stevenholl]

Serpentine 2012 – Un cinese a Londra.


E’ ufficiale! Il progetto per la Serpentine Gallery 2012 sarà una collaborazione tra l’artista cinese, recentemente rilasciato dopo mesi di prigionia, Ai WeiWei e gli architetti Herzog e De Meuron. I due come è noto hanno collaborato per realizzare il “Bird nest” lo stadio per le olimpiadi cinesi del 2008. Il nuovo padiglione che sarà aperto proprio durante le olimpiadi londinesi. La concezione è ancora superlativa. Il padiglione sarà costituito da una tettoia trasparente riempita d’acqua, creando così un laghetto sospeso. Sotto questo laghetto i visitatori potranno accomodarsi di di un mando si sughero. La particolarità sta nel fatto che sotto la tettoia il terreno sarà scavato per circa 2 metri per rivelare le impronte degli 11 padiglioni del passato. Preservare il moderno; è questo forse il tema che possiamo trarne…. Esiste uno scopo più nobile?


La costruzione in un mito.




In una Europa del 1968 presa dai tumulti dalla rivoluzione degli studenti, nasce nella mente del presidente francese George Pompidou l’idea di costruire un simbolo culturale nella città. Il simbolo della modernità nel mezzo del quartiere latino, un monolite alla cultura e nonché il suo cenotafio. Saranno Renzo Piano e Richiard Rogers nel 1969 ad iniziare i lavori di quello che sarebbe stato uno dei monumenti della contemporaneità. Il Centre Pompidou non è solo un museo, è un simbolo e con queste foto d’epoca, in questo periodo decisamente di grandi cambiamenti, vediamo come un’opera architettonica sia ora come sempre il fulcro di una coscienza collettiva. Il cambiamento è possibile.



17 April 2012 | Ark.inU Architecture

Titanic building.

Ne hanno parlato tutti ne parliamo anche noi, per dovere di cronaca, certo… non so voi, ma io ho dei problemi con il museo di Belfast per il Titanic. L’ispirazione è chiara, un misto tra le forme della prua della nave e l’iceberg…. sinceramente credo si potesse fare di meglio. La simmetria dell’edificio si presta bene alla ricostruzione di certi scenari, come la gradinata che portava alla sala grande, ma la banalità del risultato è sconcertante, sarà stato realizzato solo in un anno, ma risulta come dicevo estremamente banale e dal sapore già sentito, l’unico “effetto speciale” è la facciata che si sfaccetta, le scale interne sono pizzette alla rinfusa, si è cercato di fare del “decosctruttivismo”, fatto con i piedi… non stupisce. Perfino la scritta “titanic” che affonda nel terreno è inappropriata. Una opportunità davvero sprecata… e d’altronde non stupisce dato che lo studio-agenzia immobiliare che lo ha progettato fa queste robe:






19 March 2012 | Ark.inU Art

Nuvole d’autore.



Non esistono confini, quello che possiamo o non possiamo fare lo decidiamo noi. Questo forse non vale per l’architettura ma sicuramente vale per l’arte. L’arte non ha barriere, può dire e fare qualsiasi cosa ora come ora. Bene. Quando arte e scienza si uniscono il confine diventa sempre più impossibile da individuare. L’artista olandese Berndnaut Smilde ha creato qualcosa di unico. In sale vuote di musei e gallerie Berndnaut ha creato nuvole. Vere nuvole. La composizione non è esattamente quella delle nuvole, perché queste si compongono prevalentemente di fumo e solo in minima parte di vapore acqueo. Calcolando, temperatura e umidità è riuscito a ricreare nuvole all’interno di uno spazio chiuso e con una buona illuminazione a dare perfino l’illusione del clima. Tutto questo è indubbiamente sensazionale. Questo tipo di arte si distacca da ogni etichetta ed è forse appropriato cominciare a definire “Sci-Art” queste opere. Queste opere estremamente effimere sono state fotografate e da queste foto si riesce a comprende meglio il carattere surreale dell’opera, talmente siamo abituati a vedere le cose in due dimensioni piuttosto che nella realtà, che ci lascia talmente esterrefatti da ignorarne il grande messaggio. Capire che tutto può essere e nulla è impossibile.

Apre il Museo Enzo Ferrari.


Ha finalmente aperto definitivamente i battenti il Museo Enzo Ferrari in quel di Modena affianco la casa natale di Ferrari. Il museo è stato progettato da Future System, studio londinese, famoso per le sue architetture morbide. L’idea della copertura aero dinamica si rifà naturalmente alle auto più famose del mondo. Il museo racconta non solo la vita di Ferrari, ma naturalmente la Ferrari e la Maserati. L’edificio nuovo alto come la casa vecchia, si tuffa nel terreno per poi scomparirne dentro, lasciando all’esposizione il piano sotterraneo. Così facendo, sebbene il nuovo edificio sia sicuramente “eye-catching” non violenta troppo la vecchia costruzione che è stata completamente svuotata e allestita per illustrare la vita di Ferrari. Ora non resta che andare a visitarlo!






[fonteimmagini:archilovers]

24h Museum.


Il “24 hours Museum” è stato aperto il 24 Gennaio e ha chiuso i battenti il 25 Gennaio. Ovvio. E’ stato commissionato da Prada a Francesco Vezzoli, artista italiano di fama internazionale, famoso per per essere uno degli ultimi artisti pop in circolazione nel nostro paese; ed a AMO, il distaccamento culturale di OMA che conosciamo bene, che ne ha curato il design. Il museo è stato allestito nel Palais d’Ineà, a Parigi in occasione delle sfilate di Prada, sono stati creati diversi ambienti con accadevano diverse situazioni artistiche, dato che Vezzoli è decisamente eclettico. L’ambiente però che sicuramente è rimasto più impresso è la gabbia luminosa per le statue di luce. Due strati di grate metalliche al cui interno si trovavano dei neon rosa, formavano la mesh che poi ripetuta costruiva la gabbia. Per l’allestimento dunque si è usata prevalentemente la luce, pura, sparata in faccia all’osservatore con neon, disco ball, laser e altro, ma d’altro canto cosa c’è di più effimero della luce. Il concetto del non-museo è molto caro all’arte pop, dato per il pop l’arte è nella quotidianità, nella contemporaneità. Fare un museo che di aggiorni ogni giorno non è facile, se non impossibile, anche se qui ci siamo andati molto vicini, perché sarebbe possibile trasformare questo happening in qualcosa di più concreto, un museo che gira il modo e rimane aperto per un giorno… certo però che anche così si tradirebbe il concetto di non-museo.


[fonteimmagini:24hoursmuseum&AMO]

10 January 2012 | Ark.inU Architecture

Il tappeto volante.


Il dipartimento di arte islamica del Louvre è aperto. Il “tappeto volante” degli studi Ricciotti e Bellini è stato da poco ultimato nella “Corte Visconti”. Il tappeto è composto da centinaia di mesh di vetro ricoperte da una maglia metallica dorata, che grazie alla loro forma si adattano alle variazioni della struttura, ricreando un ideale tappeto volante. E’ una struttura enorme sostenuta da solamente 8 pilastri sottili Sono passati ben 25 anni dall’ultimo intervento di architettura contemporanea all’interno del museo, quando la piramide, o meglio le piramidi, di Pei fecero capolino.