Ark.inU blog

Rem in gòndoa.

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E' ufficiale! oggi è arrivata la notizia al grande pubblico. Il prossimo curatore della Biennale di Architettura veneziana sarà Rem Koolhaas. OH THE IRONY… proprio dopo aver ricevuto un sonoro "no" per il suo progetto per il Fondaco dei Teschi, il nostro caro Rem si ritrova a capo della più importante manifestazione sull'architettura, sarà mica stato una specie di "contentino"?… mah… Certo è che la cosa è strana. Il progetto del Fondaco è stato un problema sin dall'inizio… anzi sembra che ogni progetto sia un problema a Venezia, la città che più promuove ed incarna lo spirito dell'architettura, è anche quella che la teme di più… il mondo è davvero strano. Comunque per concludere, il caro presidente Baratta e il consiglio di amministrazione tutto, hanno fatto una buona scelta… vediamo cosa porterà l'Archi-Star alla Biennale e se sarà in grado di soddisfare le esigenti bocche saccenti che per ben tre edizioni di seguito si sono lamentate della qualità della mostra. Rem ha dichiarato:

“Vogliamo dare uno sguardo nuovo agli elementi fondamentali dell'architettura – utilizzati da qualsiasi architetto, ovunque e in qualsiasi momento – per vedere se siamo in grado di scoprire qualcosa di nuovo sull’architettura”.

….. e ci risiamo….  

15 November 2012 | Ark.inU Art

Tesoro, c’è un Buco nero in giardino.

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La catastrofica possibilità che si formi un Buco nero sul nostro pianeta sembra essere poco plausibile, ma dopo che il CERN ci ha "allarmato" ormai è una delle tante fantasie apocalittiche…. mah…. Nel frattempo TOPOTEK 1, meraviglioso studio di progettazione tedesco ha realizzato un concept molto affine al concetto di Buco nero, o se vogliamo al concetto di "Ponte di Einstein-Rosen". Al Xian Garden Show dell'anno scorso, in Cina, lo studio ha presentato "Big dig", una istallazione singolare composta da una enorme buca nel terreno che somiglia (per quanto ne sappiamo) alla forma che assume un Buco nero. L'idea è questa: Perchè non fruttare la scoperta di Einstein e Rosen? Essa enuncia in parole povere che due Buchi neri posso essere collegati tra loro a distanza ed è probabile che formino un passaggio temporaneo attraverso lo spazio. In questo portale il tempo non esiste, dato che non può esistere all'interno di un Buco nero, perciò se riuscissimo a viaggiare attraverso questi portali potremmo attraversare enormi distanze in nessun tempo.

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Lo so…. è moooolta fantascienza, ma io tutto sommato di Einstein mi fiderei…. insomma…. no?

Tornando al progetto, lo studio ha quindi pensato che potremmo fare lo stesso sul nostro Pianeta, bucandolo da parte a parte creando una serie di portali che permetterebbero alle diverse Nazioni di comunicare più facilmente, ridurre i costi di trasporto e naturalmente i tempi… nonché il traffico aereo… Se siete ancora scettici e state facendo una faccia da "ma per piacere", posso solo dirvi che chi si pone un limite fa il primo grade errore della sua vita, i limiti non esistono quando si parla di creatività, l'unico limite è quello che ci imponiamo noi. Se c'è un modo per viaggiare nello spazio e nel tempo, per ora, è solo attraverso la nostra creatività. 

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Apre il Museo Enzo Ferrari.


Ha finalmente aperto definitivamente i battenti il Museo Enzo Ferrari in quel di Modena affianco la casa natale di Ferrari. Il museo è stato progettato da Future System, studio londinese, famoso per le sue architetture morbide. L’idea della copertura aero dinamica si rifà naturalmente alle auto più famose del mondo. Il museo racconta non solo la vita di Ferrari, ma naturalmente la Ferrari e la Maserati. L’edificio nuovo alto come la casa vecchia, si tuffa nel terreno per poi scomparirne dentro, lasciando all’esposizione il piano sotterraneo. Così facendo, sebbene il nuovo edificio sia sicuramente “eye-catching” non violenta troppo la vecchia costruzione che è stata completamente svuotata e allestita per illustrare la vita di Ferrari. Ora non resta che andare a visitarlo!






[fonteimmagini:archilovers]

24h Museum.


Il “24 hours Museum” è stato aperto il 24 Gennaio e ha chiuso i battenti il 25 Gennaio. Ovvio. E’ stato commissionato da Prada a Francesco Vezzoli, artista italiano di fama internazionale, famoso per per essere uno degli ultimi artisti pop in circolazione nel nostro paese; ed a AMO, il distaccamento culturale di OMA che conosciamo bene, che ne ha curato il design. Il museo è stato allestito nel Palais d’Ineà, a Parigi in occasione delle sfilate di Prada, sono stati creati diversi ambienti con accadevano diverse situazioni artistiche, dato che Vezzoli è decisamente eclettico. L’ambiente però che sicuramente è rimasto più impresso è la gabbia luminosa per le statue di luce. Due strati di grate metalliche al cui interno si trovavano dei neon rosa, formavano la mesh che poi ripetuta costruiva la gabbia. Per l’allestimento dunque si è usata prevalentemente la luce, pura, sparata in faccia all’osservatore con neon, disco ball, laser e altro, ma d’altro canto cosa c’è di più effimero della luce. Il concetto del non-museo è molto caro all’arte pop, dato per il pop l’arte è nella quotidianità, nella contemporaneità. Fare un museo che di aggiorni ogni giorno non è facile, se non impossibile, anche se qui ci siamo andati molto vicini, perché sarebbe possibile trasformare questo happening in qualcosa di più concreto, un museo che gira il modo e rimane aperto per un giorno… certo però che anche così si tradirebbe il concetto di non-museo.


[fonteimmagini:24hoursmuseum&AMO]