Ark.inU blog

20 December 2012 | Ark.inU Architecture

Nuovo campus Bocconi.

1

Mentre la maggior parte delle università italiane rischia il default per mancanza di fondi, la prestigiosa Bocconi non sente la crisi -ironia della sorte-. Infatti pare che lo spazio non basti mai all'interno dell'università milanese. Dopo il grandioso ampliamento ad opera di Grafton Architects, ora è il turno di SANAA che si è aggiudicato il concorso per il nuovo campus. Da costruirsi entro il 2018 il progetto costerà 169 milioni di euro. Pausa di riflessione. Fa piacere che la cultura cresca in questo paese, ma questa è davvero una disparità enorme messa a confronto con università fatiscenti, mal costruite dove piove dentro. Dove non ci sono spazi per studiare, ne decenti servizi igienici. Dove non esistono biblioteche intese come spazi propri e non come corridoi chiusi e utilizzati come tali. Tornando al progetto appena lo vediamo non abbiamo dubbi che sia di SANAA, il forte "giapponesismo" e la leggerezza sono i tratti distintivi più evidenti dei loro progetti. Un garbuglio di vermi e cerchi bianchi si impossesserà del sito, creando cerchi punti ciechi poco chiari nel progetto, classici spot dove "la gente va a morire"… ma si vedrà. Per ora vediamo se si farò veramente. 

2

3

4

Fendi + Grimes.

1

2

3

Una delle sfilate di Milano della scorsa settimana della moda meneghina che ha colpito per la forte correlazione con il mondo del design e dell'architettura è stata quella di Fendi. La casa romana ha proposto forme molto architettoniche appunto; tagli netti geometrie spigolose, molto "mondriane". Persino sul viso delle modelle erano applicate delle pallette di colore puro al posto del trucco. Cubi, piramidi e solidi di ogni tipo sparsi per tutta la collezione. Fendi ha come direttori creativi un duo davvero potente: Karl Lagerfield, guru della moda e l'ultima signora Fendi in persona, Silvia Venturini Fendi. Altro spunto molto interessante della collezione è stata la scelta della colonna sonora, da attribuirsi a "Grimes"; un gruppo canadese capitanato da Claire Boucher, classe 1988. La nostra Claire studia letteratura russa e neuro-scienza ma poi si dedica al videomaking e alla musica. Il problema è che la ragazza ha un voce eccezionale. Si dedica all'alternativa e dal 2010 pubblica un album ogni anno. Nella sua sfilata Fendi usa brani dell'ultimo, dal titolo "Visions". Il mix tra la musica molto dark e il colore "in ya face" della collezione è un contrasto squisito, lo stesso contrasto che la nostra Venturini ricerca in ogni capo… nulla è lasciato al caso. 

 

 

30 April 2012 | Ark.inU Architecture

Citylife continua.


Il progetto Citylife continua, in una escalation di delirio cementizio, le case e i grattacieli uno per uno salgono al cielo. La nuova pietra miliare è stata raggiunga esattamente un mese fa, quando è stata getta la fondazione per la torre progettata da Arata Isozaki, 207m, 50 piani, sarà ufficialmente l’edificio più alto d’Italia. Il progetto Citylife sta facendo arrabbiare molta gente ed arricchire tant’altra, il problema fondamentale è la estrema cementificazione di Milano, tanto estrema che anche il progetto di Erzog e De Meuron per il parco dell’EXPO 2015 minaccia di trasformarsi una vastissima area parcheggio e invece di accogliere i padiglioni in mezzo all’acqua ci sarà una bella piazza. Queste rimangono ipotesi pessimistiche, perché nei fatti anche se la cementificazione è selvaggia gli edifici verranno certificati per le loro prestazioni, certo questo non giustifica la spreco di risorse e l’inquinamento prodotto da tutti i cantieri di Milano, ma è una piccolissima soddisfazione, illusoria, che possiamo prenderci… altrimenti architettura a parte… l’operazione Citylife è e rimane un delirio immobiliare.

OMA per Prada F/W ’12.

PRADA 2012 Fall/Winter Man from OMA on Vimeo.

Come ormai sappiamo Prada e OMA hanno una lunga e consolidata relazione. Lo studio di Koolhass progetta ogni evento della casa di moda. L’ultima collezione uomo presentata a Milano pochi giorni fa si è ispirata all’uomo dandy, che sembra esse il nuovo trend, OMA e AMO pensano ad un ambiente stile primo ’900 quindi, che sembra essere uscito dalla matita di Loos. A terra un enorme tappeto rosso, 20 x 35 metri, arricchito da fantasie geometriche sopra di queste dei monumentali lampadari composti da 300 neon, il tutto in un ambiente industriale dove il cemento parla a gran voce. Sembra quindi che la parola d’orine sia contrasto. Contrasto dell’uomo Dandy, elegante e maledetto, dell’opulenza del tappeto con la rudezza del cemento e l’intensità dei lampadari, la musica, altro tocco da maestro, è un insieme di contrasti, anche i modelli sono alternati, giovani e meno giovani. Il contrasto di soppiatto diventa il tema principale e fa motore dell’evento, è il contrasto infatti il segreto perché una buona esposizione funzioni e qui ne abbiamo la prova. Ospiti d’eccezione gli attori Adrien Brody, Willem Dafoe, Gary Oldman e Tim Roth.

Anthony Ausgang a Milano.


Certamente le vetrine della Rinascente di Milano non possono essere definite “museo”, ma per l’arte pop tutto può diventare un museo. Anthony Ausgang, artista americano, pop nel profondo, ha fatto il vetrinista per la rinascente, progettando le vetrine di natale. Per chi non si intendesse di arte ma di musica, Ausgang ha realizzato molte cover per album, celebre è la collaborazione per l’immagine dei MGMT. Opere classiche e riconoscibili, i classici gattoni con gli occhi fuori dalle orbite, che ci fanno subito capire che si tratta di roba sua. I suoi personaggi sono tradotti in gigantesche sculture che interagiscono con i doni, o l’albero di natale, il titolo dell’istallazione è “What i want for christmas”, che racchiude quella sana vena di ironia riferendosi al consumismo frenato. Vetrine natalizie per nulla convenzionali, pop, colorate e dall’altissimo valore artistico, finalmente qualcosa di pensato.