Ark.inU blog

In Cina, la casa e la strada.

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La Cina non ci va sicuro per le leggere… in pochissimo tempo il governo ha rivoluzionato il paese creando immense infrastrutture e nuove città, alcune popolate ed altre no. Ma naturalmente questo Hausmmaniano rivoluzionamento costringe allo sfratto e demolizioni di migliaia di case, dato che come sappiamo la densità delle città cinesi è davvero elevata. Il caso più eclatante di fratto è quello colossale per realizzare la "Diga delle tre gole" il più possente e distruttivo intervento della Cina dopo la Grande Muraglia, interi villaggi e comunità spazzate via per creare l'immenso bacino di contenimento; senza considerare il meraviglioso paesaggio montuoso andato distrutto, rimasto intatto per secoli… Ma poi arriva Luo Baogen, un allevatore di anatre di 67 anni, che si rifiuta di abbandonare la sua casa sul quale terreno deve passare una nuova super strada. Ha pagato la sua casa schiera 70.000 euro e il governo gli paga un indennizzo per sfratto di 30.000, ma Luo non ci sta, il governo fa una seconda offerta aggiungendoci qualche migliaio, ma nulla Luo è saldamente ancorato in casa sua. Così i lavori iniziano, tutte le case vengono demolite… tranne quella di Luo, che ora abita in mezzo alla superstrada. La storia non è finita, il governo è deciso a demolire al sua casa e periodicamente la punzecchia con trapani e palle demolitrici….. poi…. quel che succede succede…. 

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22 November 2012 | Ark.inU Architecture

Ma cosa è successo al parco olimpico?

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Sono passati 4 mesi e ormai cominciamo a dimenticarci di Londra, il mondo ha un problema di ADHD, questo è sicuro. Però il grande sconvolgimento che ha subito Londra non è sicuramente da dimenticare, anzi, la città è sempre stata un motore continuo di novità e in campo architettonico quest'anno è stato super. La nuova "scheggia" ha cambiato il volto, lo skyline… ha cambiato tutto! Sembra che una cosa sia chiara, Londra ha scoperto la terza dimensione e sembra che le piaccia. Il parco olimpico è sicuramente la cicatrice più ambia in città e deve essere assolutamente rimarginata al più presto, non sia mai ci capiti una ghost town in mezzo a Londra. Nella storia delle olimpiadi sono stati pochi i villaggi olimpici buttati alle ortiche, primo fra tutti quello di Atene. Il progetto di Londra è ampio e ambizioso: primo fra tutti il parco, che sarà più del 40% dell'area e intitolato alla Sovrana, poi le residenze, ora 2800 ma che saranno 8000 alla fine dei conti, e poi le arene che saranno smontate, quella del basket, del polo, e le "ali" attaccate all'Acquatic Center di Zaha, così come grandi tende oscuranti dello stadio; che tra parentesi doveva essere ridotto quasi del 50%, ma poi si è pensato di tenerlo li. La visione finale è di un moderno quartiere cittadino bucolico, un rifugio a pochi passa dalla City. Li affianco di sarà anche la città costruita dall'IKEA… ma quella è un'altra storia. Se volete avere un posto in prima fila, come i vecchietti che guardano il cantiere, per seguire lo stato dei lavori potete vedere qui e soprattutto qui! 

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Il fiume di Los Angeles.

Sono certo che siate a conoscenza del fiume di L.A., lo abbiamo visto in decine di film da “Grease”,passando per “Terminator”, “The Core” fino a “In Time” appena uscito. Se vi siete mai chiesti perché il fiume di L.A. è completamente contenuto in una scatola di cemento, la risposta è semplice. Nel 1938 ci fu una catastrofica piena che spazzò via terre, ponti e molte vite, presi dal panico i cittadini decisero di costruire un letto e argini artificiali per tutto il corso del fiume in città. La decisione è stata poco ragionata forse, perché ad ogni pioggia il fiume, che non ha più ostacoli naturali e non viene assorbito dal terreno, acquisisce una forza e una violenza senza precedenti, ogni anno ci sono delle perdite umane. Perciò il comune decretò illegale sostare, nel o nei pressi del fiume, recintandolo e chiudendo ogni accesso. Il Fiume cade nel dimenticatoio. Una decina di anni fa si è formata una associazione di cittadini: “Gli amici del L.A. River” con l’intento di farne qualcosa di questo fiume e trasformarlo in qualcosa che l’uomo possa controllare. L’idea è quella di convertire ogni argine in parco urbano, creando un parco per L.A., di dimensioni maggiori di Central Park. Per risolvere il problema delle piene sono stati proposti dei vasi di scarico, che in caso di piena si riempirebbero formando dei laghetti annessi ai parchi. Come ho detto sono passati anni…. e ora sembra che si stiano muovendo i primi passi per una L.A. più verde. Di esempi ne abbiamo a bizzeffe, possiamo vedere come è intervenuta la città di Madrid sul Manzanarre e sempre in Spagna altri esempi come il nuovo parco “Plaza del Milenio” a Valladolid realizzado da EXP architectes. Non è giusto che l’uomo cambi le decisioni della natura, ma quando i due inizieranno a collaborare allora ci sarà armonia.


21 December 2011 | Ark.inU Architecture

Riflessione su Kim Jong-li.


Quest’anno sono mancate molte persone, oltre al milione circa, di persone che muoiono ogni giorno. In particolare sono mancate e persone che non hanno lasciato al mondo molto, se non tanto dolore, Bin Landen, Mu’ammar Gheddafi e per ultimo il dittatore della Corea del Nord, Kim Jong li. La riflessione che vi propongo riguarda l’impronta che queste persone anno lasciato, perché è vero che non hanno lasciato al mondo nulla in termini di quasi bigotti, ma in realtà la loro impronta sul pianeta è bella grossa e fin troppo visibile. Se Bin Laden, come ci insegna la storia, ha cambiato volto alla città più famosa del mondo, anche il Mu’ammar ha cambiato volto all’Africa, sventrandola con tagli hausmanniniani per la costruzione di canali e viadotti, e così anche il piccoletto con gli occhiali di Fendi. Kim Jong li, oltre ad imporre un regime tra i più duri della storia, ha completamente plasmato il suo paese a sua immagine e somiglianza. L’architettura e i regimi sono stati sempre molto correlati, questo può piacere o no, è un fatto; infatti esistono numerosi testi che illustrato e raccontano le storie di come l’architettura ha aiutato a costruire l’immagine dei regimi. Senza andare molto lontano guardiamo il nostro paese, che ha avuto una delle dittature più famose della storia. Le architetture fasciste sono caratterizzate da due fattori principalmente: la “grandur”, ovvero le dimensioni degli edifici, che devono essere imponenti per dare l’idea di sovrastare l’uomo, simboleggiando il governo; secondo fattore è uniformità, tutti gli edifici dove si lavora o si vive sono tutti ugualmente allo stesso livello, solamente gli edifici del “popolo” sono largamente riccamente ornati, simboleggiando il “potere buono” del governo. Mettiamoci anche il discorso della divisa, di cui si parlava lunedì, tanta violenza fisica e mentale, nessun diritto, ed ecco una dittatura. Ora la gente piange per la scomparsa del suo leader…. purtroppo la sindrome di stoccolma è molto brutta.


Burning Man City.

Costruire una città non è certo cosa da pochi giorni, esiste anche il proverbio: “Roma non è stata fatta in 2 giorni”. Eppure una città si forma e si distrugge ogni anno in una settimana… Sto parlando della location dove si tiene il “Burning Man“, nel Black Rock Desert. Per chi non lo sapesse il Burning Man è un evento che richiama decine di migliaia di persone del deserto del Nevada. E’ una celebrazione stile Woodstock, in cui non vi è nessuna legge e nessun canone di comportamento, anarchia pura, in mezzo al nulla, sotto l’effetto di numerose droghe, luci e laser e musica. Insomma una sorta di paradiso in terra per molti artisti, hippy, ragazzi. La festa culmina l’ottavo giorno quando un fantoccio viene bruciato, da qui il nome Burning Man. La pratica riprende teorie pagane, ma con il tempo tutte le intenzioni di dare significato alla cosa si sono perse e rimane soltanto l’evento per se stesso. Ma perché definire questo festival una città? Perché effettivamente i caravan e le tende si organizzano dentro uno spazio perimetrato dagli organizzatori, con strade per la connessione da un punto all’altro del festival. Quindi si organizza in poche ore una vera e propria città e per darvi un’idea di quanto grande sia, visitate il sito BBCdimension, realizzato dallo studio Berg, di cui parleremo a breve. Qui vedete le dimensioni rispetto Udine. In questo Time-lapse possiamo vedere come la città si formi, venga vissuta e si distrugga. Il video parte circa un mese prima dell’evento ma la maggior parte della gente arriva la settimana della celebrazione. Questo nel tempo è diventato uno degli eventi più importanti al mondo, é uno dei fenomeni antropologici più fasti a prendere luogo sul Pianeta ed è questo il fattore d’interesse per un progettista… e sebbene non sia il massimo per una vacanza tranquilla, farci un salto è sicuramente una esperienza unica, quasi spirituale dicono certi, come quando si visitano certi luoghi sacri… certo poi un po’ meth aiuta…

6 April 2011 | Ark.inU Architecture

Nuova Fondazione Niemeyer.

Oscar Niemeyer è l’archistar più longevo al mondo, 103 anni, e soprattutto uno degli architetti che hanno fatto la storia a essere celebrato in vita ed alla sua età progettare… provo un’ammirazione infinita per quest’uomo che è sicuramente un modello e un maestro, che se ne dica. E’ stato inaugurato in Spagna ad Aviles, il suo ultimo progetto, la nuova sede per la sua fondazione. Il linguaggio è quello che conosciamo, una delle sue “cupole” come quelle del segretariato di Brasilia, accoppiata ad un edificio, l’osservatorio e una passerella coperta costituiscono i soli elementi del progetto, questo immenso campo bianco di cemento irrompe e sciocca la cittadina spagnola tutta rossiccia, un po’ come fece a Bilbao il caro Gehry. Il complesso è costato 40 milioni di euro e fa parte del masterplan per “L’isola dell’innovazione” disegnato da Foster. Tutto ciò è davvero incredibile, Niemeyer non ha mai forse avuto l’aspirazione da archistar, pur essendosi consacrato come grande progettista dopo aver costruito un’intera città (anche prima di Brasilia, non scherzava… ndr) con il suo linguaggio espressionista, che mi rimanda molto a Gaudì. Certo, mi da l’impressione che tra i due ci sia una differenza sostanziale della quale però non sono totalmente convinto, ovvero che Gaudì fosse un’utopico, vedeva la fede in Dio come un motore per le su opere invece Niemeyer mi da l’impressione di essere più profano, ma non per questo altrettanto geniale nei suo gesti, tutt’altro che arroganti, c’è la firma di una personalità.

18 March 2011 | Ark.inU Architecture

City Park by Foster.

Norman Foster si è aggiudicato l’incarico per il masterplan della penisola di Kowloon a Hong Kong, un quartiere da 2,8 miliardi di dollari:

“Arte, verde e shopping sono le tre parole chiave della proposta, intitolata “City Park”, vincitrice dell’apposito concorso di progettazione a inviti lanciato dalla Kowloon Cultural District Authority cittadina, cui hanno preso parte anche Rem Koolhaas e Rocco Yim.

Nella valutazione dei tre progetti, la commissione giudicatrice del concorso ha tenuto conto del parere della cittadinanza, invitata a prendere visione delle proposte in gara attraverso un’esposizione tenutasi presso l’Hong Kong Exhibition Centre e a esprimere la propria preferenza.

Il progetto di Foster ha raccolto la maggioranza dei voti; collocato al centro del parco un viale pedonale da 2.2 chilometri destinato ad accogliere negozi, ristoranti, centri commerciali e residenze. Sul fronte settentrionale dell’area hanno sede gli edifici destinati a ospitare ben 17 istituzioni culturali su una superficie pari a circa 26.000 mq (ovvero al 40% dell’area del’intervento), mentre a oriente ed occidente sono inserite strutture educative e d’intrattenimento, un teatro dell’opera e l’edificio del futuro museo d’arte contemporanea “M+” – entrambi caratterizzati da pianta ovale – un’arena da 15000 posti e un Istituto d’arte.”

[fonte: archiportale]