Ark.inU blog

Impariamo l’alfabeto.

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L'alfabeto lo sappiamo ok… ma non così! I due designer/animatori Andrea Stinga e Federico Gonzalez, di fedelpeye,  hanno realizzato un video che usa i nomi dei grandi maestri dell'architettura moderna e contemporanea per recitare l'alfabeto. Molto simpatico e in stile pop-up… A proposito! Se volete regalare o avere qualcosa di cui vantarvi con i mostri amici architetti, vi consiglio "Archiettura  moderna Pop-up", edito da Rizzoli, lo trovate con un prezzo che varia da 17 a 35 €, se lo cercate online si trova a prezzi modici; nel link e-commerce Rizzoli. 

10 December 2012 | Ark.inU Architecture

L’architetto della Passione.

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Niemeyer, lo sappiamo tutti, ha costruito Brasilia, fu un grande sperimentatore di forme e materiali. Non ha mai fatto segreto del suo amore per la donna. Egli la idolatrava, non è mai stata solo un oggetto sessuale nella sua mente, ma una vera e propria musa. Nei suoi edifici vediamo ventri, seni, curve… perché con la curva il maestro riusciva ad esprimersi, diceva che gli veniva naturale fare una curva piuttosto che una linea retta. La sua genuina curiosità e la sua creatività hanno dato vita a forme nuove, diventando a loro volta iconiche, uniche. Eppure Brasilia non è perfetta, essa è, e rimarrà per sempre un sogno, la più tangibile delle ideologie. Si trasferisce a Parigi durante il periodo buio della dittatura e da buon comunista costruisce la sede per partito. Non ha mai creduto in Dio, si guardi la cattedrale di Brasilia, è in effetti una cattedrale all'uomo per l'uomo. Ha progettato fino alla straordinaria eta di 103 anni, costruendo il suo museo personale, un cenotafio con il senno di poi. Purtroppo il museo è stato gestito male ed è diventato un simbolo della corruzione. Ci ha lasciato molte opere, ma soprattutto ci ha lasciato idee ed è questo forse, il più grande raggiungimento per un essere umano. Oscar Niemeyer è stato l'architetto della passione, ha sempre disegnato quello che il suo cuore gli comunicava usando il cervello per realizzarlo. La sua passione per le donne, per l'architettura e per il buon vino, dice lui,  lo hanno portato a vivere per un secolo e più, dandoci la conferma che l'unica cosa di cui abbiamo bisogno fare il nostro lavoro al meglio e  per vivere felici è la passione. 

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Alcune opere di Gae Aulenti.

Ancora scioccati da questa orribile perdita. Visitate Gae Aulenti architetti associati per tutte le opere. 

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Addio Gae.

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Oggi non era previsto un post dato la festività ma purtroppo non posso astenermi da darvi un'altra brutta notizia, la seconda di seguito; è davvero un brutto momento per il mondo dell'arte. La celeberrima designer, artista e architetto Gae Aulenti e morta all'età di 85 anni. Aveva da poco ritirato la medaglia d'oro alla carriera. Friulana di nascita Gae si è laureata a Milano, diventando uno dei simboli del design italiano della rinascita industriale. Le numerose collaborazioni con Casabella e la meravigliosa opera di rinnovo del Museo D'orsay l'hanno consolidata una delle menti più importanti nel mondo del design. Ancora una grande perdita per il mondo dell'arte, ma sappiamo senza ombra di dubbio che il genio di questa donna eccezionale rimarrà per sempre, come si conviene ad ogni grande artista. 

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Coccodrillo per un Visionario.

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Oggi è mio mesto dovere comunicarvi la morte di uno dei più eccelsi architetti che siano mai vissuti. Lebbeus Woods è mancato all'età di 72 anni. Woods è stato il Visionario per eccellenza, colui che dedica la sua vita all'architettura perché è quello che ama, un teorico che ha contagiato la mente di milioni di persone. Non costruì mai nulla di relativamente importante se non per una opera poco tempo prima di morire, il "padiglione della luce", una installazione luminosa che è stata montata nel complesso "CapitaLand Raffles City Chengdu"  appena finito da Steven Holl in Cina. Rimarranno i suoi strabilianti disegni, tutti i suoi concept. Lavorò per diversi film di fantascienza, come Alien. Un artista, un vero Visionario. Woods non fece mai compromessi con la sua visione, e per tutta la sua carriera continuò a insegnare e perpetrare le sue idee che hanno permeato la coscienza collettiva, non solo degli architetti, ma di chiunque abbiamo visto o si sia mai interessato a scenari possibili per il nostro futuro. E' davvero una grande perdita per il mondo dell'arte.

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19 October 2012 | Ark.inU Architecture

Tamiya e il modellino di Ando.

Tamiya, famosa azienda giapponese che produce componenti per modellistica, ha un linea "Architectural, sebbene poco sviluppata, ma c'è un modello d'eccezione: la fantastica Koshino House di Tadao Ando. Da quello che ho capito non è possibile acquistare ufficialmente il modello, in quanto sul sito della Tamiya italiana non c'è… ma si trova in eBay o comunque online cercando un po'. Modellini li abbiamo fatti tutti, versando sangue e sudore, ma soprattutto sangue e imprecazioni… perciò è cosa comune che piaccia all'architetto comprare questi modelli già pronti, o semplicemente da assemblare… tempo addietro avevamo visto il modelli della LEGO, se ricordate… naturalmente non sono fatti per bambini laureati in architettura… 

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4 October 2012 | Ark.inU Architecture

38 anni dopo.

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A volte ci vuole solo del tempo. Van Gogh non ha mai venduto un quadro in vita sua e se fosse vivo ora si roderebbe il fegato. Louis Kahn ha costruito molto in vita ma continua a costruire anche da morto. Infatti 38 anni dopo averlo progettato, la città di New York  ha costruito il Roosevelt Four Freedoms Park, disegnato da Kahn nel 1974. Aprirà al pubblico il 24 ottobre. E' molto strano come il tempo corroda molte cose, praticamente ogni materiale; con il tempo cambiano le abitudini e con il tempo cambia il linguaggio, eppure una architettura come questa rimane sospesa nel tempo. Guardate le immagini: dal disegno al rendering. Perfetta in un film drammatico in bianco e nero degli anni 60 e perfetta in un film apocalittico, pronta a essere sommersa o distrutta come negli anni 2000. La buona architettura resta. Non capisce cosa sia il tempo. E' come un buco nero al cui interno il tempo non esiste. 

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Biennale 2012 – Le parole del curatore.

Per concludere questa nostra prima settimana di Biennale ci ascoltiamo le parole di David Chipperfield in persona che ci spiega alcune delle installazioni dell’arsenale. So che sto facendo spoiler a go-go ma secondo me è molto meglio andare a vederla sapendo cosa si va a vedere piuttosto che andare solo per vedere i disegni… e poi vista dal vivo è tutta un’altra cosa… almeno così capiamo bene una volta per tutte cosa significa “Common ground”:

Biennale 2012 – Apertura e premiazioni.

La biennale ha aperto ieri e subito sono piovute immagini e foto in tutto il reame informatico. Ieri sono state fatte anche le premiazioni della mostra che ora vediamo nel dettaglio:

Leone d’oro alla carriera come avevamo già preannunciato, viene consegnato al Maestro Alvaro Siza, assolutamente meritatissimo. Per quanto riguarda i premi interni alla mostra ecco qui:

Leone d’oro per la migliore partecipazione al Giappone; con l’esposizione dal titolo: “Architecture possible here? Home-for-All” realizzata da i mostri emergenti Naoya Hatakeyama; Kumiko Inui; Sou Fujimoto; Akihisa Hirata e coordinata da Toyo Ito.

Leone d’oro per il miglio progetto della mostra “Common ground” a Urban-Think Tank, Justin McGuirk e Ivan Baan con il progetto “Torre David / Gran Horizonte”.

Leone d’argento per un promettente studio d’architettura a Grafton Architects, espongono al padiglione centrale dei giardini.

Menzioni speciali per:

Polonia: “Making the walls quake as if they were dilating with the secret knowledge of great powers”.

Stati uniti: “Spontaneous Interventions: Design Actions for the Common Good”.

Russia: “i-city. i-city”.

Cino Zucchi: “Copycat. Empatia e invidia come generatori di forma”.




5 July 2012 | Ark.inU Architecture

La scheggia che viene dal futuro.




Ci siamo, a due giorni di distanza dal completamento della Freedom Tower, le cui sorti sul primato dell’altezza sono ancora incerte, dall’altra parte dell’Oceano si inaugura la torre più alta di Londra, il nuovo capolavoro del nostrano Renzo, detto il sommo, Piano. La nuova torre non ha fatto in tempo ad essere inaugurata che già fioccano polemiche di ogni tipo, dal costo all’utilità alla matronale presenza sulla città; polemiche che fioccavano già 5 anni fa, quando il cantiere era appena partito. The Shard è la prima torre polifunzionale di Londra, ovvero accoglie uffici, alberghi, ristoranti e residenze, senza contare l’osservatorio di 4 piani, e tutto questo popò di roba doveva avere solo 20 posti auto… il concetto di Piano era forte ma poi è stato drammaticamente ridimensionato. The Shard non è solo un investimento immobiliare da 310m di altezza ma vuole essere un nuovo inizio per la città verso il futuro, più libero dalla gogna della crisi… ironico… per uscire dalla crisi si costruisce una torre che ospita più ristoranti Michelin che persone. Sta di fatto che Londra non è più la stessa, il suo skyline è nettamente cambiato e Renzo è riuscito ancora una volta nel creare un vero capolavoro. La forma a piramide è la più ancestrale e la più iconica. Un edificio che rispetta per quanto possibile l’ambiente, per lo meno da come lo aveva descritto l’architetto. The Shard è molto più di un edificio è un simbolo per la città, quel tipo di simbolo che dovrebbe essere la torre di Kapoor al villaggio olimpico, ma che invece è risultata troppo concettuale e disprezzata dai cittadini. L’edificio sarà inaugurato con un evento senza precedenti, un lasershow proiettato dalla sua cima che lancerà Londra direttamente in quel futuro da film che ormai è sempre più vicino.