Ark.inU blog

Architettura… da cani.

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Quando si tratta di cani abbiamo quasi tutti la cattiva abitudine di umanizzarli….. vestirli con vestitini. E' pur vero però che il settore degli oggetti per cani è abbastanza trascurato dal design, quello concettuale. In questa strettissima nicchia si inserisce l'iniziativa "Architecture for Dogs". L'Hara Design Institute, Giappone,  ha così chiesto a diversi progettisti giapponesi e non, di pensare a architetture complementari ad un cagnetto, loro assegnatoli. 12 architetti ospiti hanno realizzato altrettanti progetti che sono 13 in tutto contando quello realizzato dal gruppo di studio dell'istituto. Un modo originale di fare un laboratorio di progettazione, su un tema davvero insolito. Il risultato è un sito che raccoglie i progetti che possiamo scaricare e poi costruire la varie cucce e casette. Una volta costruite possiamo condividere la nostra architettura per cani in un network apposito. Tutto per capire, che è importante progettare tenendo conto le esigenze del nostro cliente e la sua personalità. 

MVRDV for BEAGLE

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KAZUYO SEJIMA for  BICHON FRISE

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SUO FUJIMOTO for BOSTON TERRIER

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REISER + UMEMOTO for CHIHUAHUA 

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ATELIER BOW WOW for DACSHSUND SMOOTH 

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TORAFU ARCHITECTS for JACK RUSSELL TERRIER

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SHIGERU BAN + PAPILLON

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KENGO KUMA for PUG

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TOYO ITO for SHIBA

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HIROSHI NAITO for SPITZ 

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KONSTANTIN GRCIC for TOY PODDLE

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HARA D.I. for JAPANESE TERRIER

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KENYA HARA for TEACUP PODDLE

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15 November 2012 | Ark.inU Art

Tesoro, c’è un Buco nero in giardino.

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La catastrofica possibilità che si formi un Buco nero sul nostro pianeta sembra essere poco plausibile, ma dopo che il CERN ci ha "allarmato" ormai è una delle tante fantasie apocalittiche…. mah…. Nel frattempo TOPOTEK 1, meraviglioso studio di progettazione tedesco ha realizzato un concept molto affine al concetto di Buco nero, o se vogliamo al concetto di "Ponte di Einstein-Rosen". Al Xian Garden Show dell'anno scorso, in Cina, lo studio ha presentato "Big dig", una istallazione singolare composta da una enorme buca nel terreno che somiglia (per quanto ne sappiamo) alla forma che assume un Buco nero. L'idea è questa: Perchè non fruttare la scoperta di Einstein e Rosen? Essa enuncia in parole povere che due Buchi neri posso essere collegati tra loro a distanza ed è probabile che formino un passaggio temporaneo attraverso lo spazio. In questo portale il tempo non esiste, dato che non può esistere all'interno di un Buco nero, perciò se riuscissimo a viaggiare attraverso questi portali potremmo attraversare enormi distanze in nessun tempo.

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Lo so…. è moooolta fantascienza, ma io tutto sommato di Einstein mi fiderei…. insomma…. no?

Tornando al progetto, lo studio ha quindi pensato che potremmo fare lo stesso sul nostro Pianeta, bucandolo da parte a parte creando una serie di portali che permetterebbero alle diverse Nazioni di comunicare più facilmente, ridurre i costi di trasporto e naturalmente i tempi… nonché il traffico aereo… Se siete ancora scettici e state facendo una faccia da "ma per piacere", posso solo dirvi che chi si pone un limite fa il primo grade errore della sua vita, i limiti non esistono quando si parla di creatività, l'unico limite è quello che ci imponiamo noi. Se c'è un modo per viaggiare nello spazio e nel tempo, per ora, è solo attraverso la nostra creatività. 

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6 November 2012 | Ark.inU Design +Ark.inU Fashion

Guida pratica per comprare un regalo ad un amico architetto.

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E' un luogo comune, gli architetti hanno uno spiccato senso del gusto. Il gusto non è nemmeno amico dello stile. Lo stile non è una cosa bella sia chiaro. Non ha nulla a che vedere con il design ad esempio, lo stile è un modo per far "piacere" delle cose in un determinato momento temporale, ma finito quel momento lo stile cambia e l'idea delle persone cambia. Gusto e stile non si posso proprio vedere, hanno litigato da piccoli… Il gusto è una conseguenza della formazione dell'individuo e si basa sull'educazione e sulle esperienze che una persona ha avuto, ecco perché quello degli architetti è abbastanza particolare. Se vi siete mai messi nei panni di chi deve farvi un regalo o se lo avete mai fatto ad architetto sapere benissimo che non è una cosa facile, non banale perlomeno. Ecco dunque che è meglio consultare una guida pratica e veloce per sapere i "Do e Donts" per fare un regalo ad un architetto, fatela leggere ai vostri amici e li leverete un bel pensiero; vediamola insieme: 

DA REGALARE:

- Vestiti: si è vero non è la cosa più pratica da regalare, ma capito il sistema è un attimo scegliere il giusto indumento; ricordate: le donne architetto indossano le cravatte e gli uomini architetto indossano foulards, mascolinamente chiamate "sciarpe". Scegliere il colore giusto è davvero semplice: NERO, altrimenti bianco (il nuovo nero), grigio (il nuovo bianco) o carbone (il nuovo grigio). Sappiate che l'architetto sa bene cosa sia di moda, quindi non cercate di fregarlo, non ci cascherà. Se proprio volete ostinarvi sul colore provate con tonalità forti o fosforescenti, potrebbero piacere… ma per per un breve periodo di tempo.

NON REGALARE:

- Elettronica: il tuo amico architetto ha sicuramente i più avanzati e costosi oggetti sul mercato, i suoi gusti in fatto di elettronica sono selettivi e orientati al meglio, se non fosse che sa come si fa un disegno sarebbe un ingegnere informatico… Esiste comunque una scappatoia, avrà anche tutto… ma forse non si può permettere di mantenerlo; regalategli una buona ricarica telefonica o una gift card per iTunes o Amazon, ve ne sarà estremamente grato. 

DA REGALARE:

- Cose per trascrivere l'ispirazione: ovvero penne matite, e tante, tante, tante Moleskine. L'architetto adora una buona penna, ma assicuratevi che "scorra" bene e sia perfetta per fare schizzi e scarabocchi senza che l'inchiostro faccia macchie. Nel caso puntiate sulla Moleskine sappiate che andrete a colpo sicuro eccetto per un dettaglio, la copertina DEVE essere nera. 

DA REGALARE:

- Pezzi di edifici: questo comprende anche sezioni di muri o di infissi, o di qualsiasi cosa, purchè sezionata. Gli architetti adorano veder come sono fatte le cose e se poi gli regalate un pezzo di qualche palazzo famoso potrebbe usarlo per farci un altare di preghiera. 

DA NON REGALARE:

- Libri di architetti di cui avete sentito vagamente parlare: attenti, potreste scatenare un uragano. Non è mai certo chi sia il vero architetto famoso degno delle loro attenzioni, potreste andare sul sicuro con un Wright ma non con un Gehry per esempio… e poi diciamolo, il vostro amico architetto ha sicuramente ogni libro di architettura che sia mai stato stampato. Non mangia per comprare libri illustrati che pesano più di un divano… se non avete intenzione di comprargli uno di questi lasciate perdere… 

DA REGALARE:

-Libri di architetti di cui non avete mai sento parlare: sono sicuro che il vostro amico architetto ogni tanto vi faccia una testa tanta su architetti del passato iniziando la frase con: "NON SAI CHI E'….?". Se non sapete chi sia forse è il libro giusto da prendere. Se volete un orientamento sulle parole chiave da cercare per andare sul sicuro guardate di queste: ermetico, significato enigmatico, esteriorità, fenomenologia, neo formazione, ansia, nichilismo, bioformismo, architettonico, e Prozac. Poi guardate la foto dell'autore che deve avere due dita di polvere sulla giacca gli occhiali storti e una capigliatura tipo Beethoven. 

DA NON REGALARE:

- Caffè, the o strumenti per la loro lavorazione: semplicemente inutili. Sebbene si lamenti sempre di non dormire la notte, egli fa già largo uso di questi prodotti, anch'essi scelti molto selettivamente. Ad ogni modo va spesso, se non costantemente al bar, quindi… 

DA REGALARE:

-Pentole o oggetti per casa dall'aspetto stravagante: semplice, se per voi un oggetto è impossibile da usare e troppo costoso allora avete appena trovato un regalo perfetto. Il vostro amico probabilmente non sa cucinare e non vi inviterà mai a prendere una tazza di caffè a casa sua perchè troppo impegnato, ma se volete farlo contento una caffettiera di Alessi o una tazzina di Norman Copenhagen sono perfette. 

DA NON REGALARE:

- Oggetti per lo sport: sul serio? lo avete pure preso in considerazione? A meno che non lo faccia per agonismo (molto raro), il vostro amico architetto a dovuto abbandonare ogni attività sportiva prima dell'università. Semplicemente non ha tempo e se lo avesse dormirebbe e andrebbe di certo in palestra. La cosa più vicina allo sport che potete regalargli è un biglietto per una partita se è tifoso di qualcosa o un gioco per qualche console a sfondo sportivo. 

DA REGALARE: 

- Giocattoli: vi racconteranno che quello che a loro interessa non è solo l'aspetto ludico, ma anche l'interessante design e…. si certo… in realtà a loro piace giocare con i LEGO, regalateglieli e con due occhioni gonfi di gioia vi saranno grati per tutta la vita. 

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[fonte:matteroftaste]

30 October 2012 | Ark.inU Art

Il MoBA.

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Nessun errore di battitura, si chiama "MoBA" perchè è il Museum of Bad Art. L'iniziativa nasce nel 1994, quando un gruppo di persone dallo spiccato senso ironico, si rese conto che non esisteva un museo che celebrava l'arte pessima, di quella proprio che non si può vedere… così brutta che non può essere ignorata, come recita la tagline del sito. Ora, se esiste il brutto, esiste il bello. Chi vi ha inculcato l'idea che il bello sia soggettivo vi ha gabbato. Il bello è oggettivo. Punto. E' soggettiva l'impressione che abbiamo del bello. Perchè? Perchè per capire il bello bisogna comprendere come si è formato. La nascita del bello… insomma è presto detto, se volete capire cosa sia il bello e cosa il brutto non dovete far altro che rivedere tutta la storia dell'arte… dal primo segno dell'uomo all'ultimo. Si definisce brutto qualcosa che non sa senso, che non è conforme a certe fasi di creazione, ciò che non ha ragione di essere. Ma allora perchè certi individui apprezzano anche il brutto? Come ho detto prima è soggettiva l'impressione, o se vogliamo la lettura del bello, così anche del brutto. Ogni persona è diversa e quindi percepisce diversamente la realtà. Ecco che seguendo questo ragionamento capiamo che il museo dell'arte pessima ha ragione di esistere perchè l'arte pessima esiste, perchè il brutto esiste. Lo so… si dice che non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace… vero… ma è importante sapere cosa sia il Bello e cosa il Brutto. 

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26 October 2012 | Ark.inU Art

La st…anza della della pioggia.

Si una stanza in cui piove e dove per di più non ti bagni. Si tratta di una istallazione di rAndom internazional. La stanza, o se vogliamo la gigantesca doccia è controllata da particolari sensori che spengono l'acqua al passaggio di una persona, per poi riaprirla tempestivamente. La stanza sarà aperta fino al 3 Marzo 2013 al The Curve, al Barbican Centre di Londra. La stessa tecnologia che fa funzionare questa installazione è stata usata all'Expo dell'acqua di Zaragoza nel 2008 per il padiglione informativo. 

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Rain Room at the Barbican, 2012 from rAndom International on Vimeo.

24 October 2012 | Ark.inU Architecture

9 mesi sotto la neve.

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Quando parliamo di abitare minimo pensiamo subito al Giappone, ma ormai la voglia di vivere in case modeste e dove c'è solo il necessario per sopravvivere sembra essersi diffusa ben oltre la terra del sol levante. L'esperimento di convivenza-vivere minimo-pazzia pura di due ragazzi norvegesi, Inge Wegge e Jørn Ranum, che li ha portati a vivere nove mesi sotto le nevi del circolo polare artico è diventato un bel film dal titolo "Nordfor Sola" (North of the Sun); ma come in ogni film gli architetti guardano oltre, strizzando gli occhi alla scenografia e alla fotografia. Qui in particolare ci interessa la casa che questi due ragazzi si sono costruiti. Un piccolissimo rifugio, incastrato in un avvallamento della montagna. Comprendo l'avvallamento hanno ricavato lo spazio sottostante, che chiuso con mura di pietra è diventata la loro casa per nove mesi. Non sarà la più stilistica delle architetture ma sicuramente una delle più pure. 

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22 October 2012 | Ark.inU News

Il coinquilino di merda.

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Ora… se non siete e/o siete stati dei pendolari avrete probabilmente avuto esperienza di convivenza con qualcuno. Può capitare di finire con persone che si conoscono ma non significa che non ci siano degli screzi… Ma nella maggior parte dei casi il vostro coinquilino sarà qualcuno che conoscete a pena se non per nulla. Lo abbiamo visto nel telefilm e ne parlano tutti, l'esperienza della convivenza con amici è qualcosa che va fatto prima o poi, anche per poco, ma è un campanello, una sveglia che tutti prima o poi devono sentire. Purtroppo non è tutto rose e fiori e molto spesso succedono degli inconvenienti, anche perché ognuno viene da famiglie diverse, con abitudini diverse che ti formano diversamente. Ecco che nasce dall'esigenza di sfogarsi senza minare alla convivenza il blog-social "Il coinquilino di merda", così descritto dagli ideatori anonimi: 

"Il Coinquilino di Merda è un progetto no profit volto a sensibilizzare la società sul dramma della convivenza fra estranei. Aiutateci a raccontare le tragedie che nascono a causa di questo barbaro modo di vivere, affinché le istituzioni si decidano finalmente a vietarlo per legge." 

Siete liberi di aggiungere le vostre esperienze negative e di sfogarvi liberamente senza nessuna ripercussione… beh a meno che il vostro coinquilino non legga il blog… e come c'è scritto a piè di pagina:

"Tutte le storie pubblicate in questo sito sono vere.

Chi le reputa assurde non ha mai avuto un coinquilino."

 

 

 

12 October 2012 | Ark.inU Design

Applefied Ads.

Lasciamo perdere le beghe da bar, non ci interessano. Il mercato è libero. Certo non possiamo negare che Apple abbia un modo tutto suo di fare pubblicità, possiamo infatti dire che la pubblicità è stata decisamente influenzata da come Apple comunica, fin da suo prima celeberrimo spot del Super Bowl dell'84 diretto da Ridley Scott. Ma come sarebbe il mondo se Apple facesse qualsiasi cosa? Godiamoci queste ipotesi con una buona dose di ironia! Ecco le "Applefied Ads":

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21 September 2012 | Ark.inU Design

Gravity stool.

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"Gravity stool", ovvero sgabello gravità, è un progetto veramente strano ma molto affascinante. Jolan Van der Wiel, designer olandese (si capiva), ha elaborato un macchinario per realizzare oggetti tramite il magnetismo e la gravità. Mescolando plastica a polvere di ferro ha creato un composto che reagendo alle calamite prende forma. Una volta solidificata la plastica l'oggetto è finito…e giusto per farvelo sapere questa era la sua tesi di laurea… Il risultato è impressionante, non sarà il più commerciate degli oggetti ma qualcosa realizzato con un metodo così nuovo e così originale è sicuramente qualcosa su cui riflettere… 

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Gravity Stool from Miranda Stet on Vimeo.

13 June 2012 | Ark.inU Video

Un lunapark a Buenos Aires.


Cosa c’è di strano in Lunapark a Buenos Aires? Primo: è perfettamente del centro cittadino; secondo: il lunapark non esiste. Se vi ho confuso bene… In realtà si tratta di un progetto di video art di “Black Sheep Films” che con magistrali tecniche hanno fuso la città con le attrazioni di un lunapark. Un video molto simpatico che ci mostra una sfaccettatura interessante sulle proporzioni delle cose.