Ark.inU blog

5 November 2012 | Ark.inU Design

Cioccolato d’artista.

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Non è una delle tante stravaganze di Morandi, ma un esperimento creativo di Pinaki Studio  di Londra e la cioccolateria Chocolatl di Amsterdarm. I due hanno collaborato per dare nuove forme alla classica e buonissima tavoletta di cioccolato. Il risultato sono dei pattern tridimensionali molto architettonici e molto dolci. Attraverso diverse applicazioni di materiali e stampi hanno dato vita a varie e interessanti forme per il cioccolato… tutto sommato perché no? E' un ottima idea ricominciare ad usare il design artigianale per fare cose artigianali… e poi il cioccolato è un ottimo amico del progettista dato l'immenso accumulo di stress… 

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Gourmet couture.

Poco tempo fa avevamo paragonato abiti ad architetture. Bene. C’è chi questo gioco lo fa per lavoro. Esiste un blog “Taste of Runway“, naturalmente italiano, che traduce gli abiti in ricette. Una cosa simpatica, molto ironica, per una cena elegante…










19 October 2011 | Ark.inU Design

L’architettura del panino.

I paralleli che si possono fare con l’architettura sono molti, è un arte completa che racchiude benissimo tutte le altre forme di espressione. É una teoria comune che musica, sport e cibo, sebbene sembrino distantissime dall’architettura, in realtà siano delle grandi influenze che ben si adattano e correlano con la disciplina. In questo particolare caso gli amici di “Edible Geography” ci illustrano come la stratificazione e la composizione del panini, o di altri alimenti, rimandino al concetto di stratificazione in architettura, di tettonica. Se la sezione di un’edificio ci fa comprendere la proporzione, la disposizione degli ambienti e la relazione tra essi, osservando mezzo panino capiamo quanto prosciutto c’è, se ci sono sott’aceti indesiderati e così via, apprezzando l’armonia del tutto in entrambi i casi; e se questo non bastasse a convincervi della relazione tra cibo a architettura, leggete questo passaggio tratto da: “Il sacro e il profano” di Eliade:

“… la riflessione dell’Alberti sulla proporzione perfetta nella costruzione vale anche per il panino perfetto, che risveglia sublimi sensazioni… in modo tale che ogni parte ha la sua dimensione relazionata e perfetta… e niente potrebbe essere aggiunto o tolto senza distruggere l’armonia del tutto.”

Food for Future.

Food for Future è un iniziativa di FOODAM, Food Design & Art Museum FOODA,  Associazione per il Food Design. FOODAM ha bandito un concorso chiedendo di immaginasi cosa e come mangeremo nel 2050, una data relativamente recente, ma che è ormai indicativa di un futuro prossimo che sembra avere i connotati di quel futuro fantascientifico che tutti siamo in grado di immaginare, ma che in realtà sappiamo bene essere irraggiungibile. Le proposte sono molte e molto diverse, c’è chi propone che il cibo e il piatto siano una cosa sola, c’è chi fa analisi diagrammatiche su la quantità di acqua che servirà per coltivare l’ammontare di cibo che ci servirà e altri che fanno interpretazioni più artistiche. Vediamone alcuni:

MUTATOES – Uli Westphal

TASTE NO WASTE – Diane Bisson

NUTRITION FACT PACKAGING – FFunction

GOOD FOOD INFOGRAPHICS – Good Magazine

MEET THE FOOD YOU EAT – Eilidh Dickson, Siddharth Muthyala and Adam Little at the Copenhagen Institute of Interaction Design

TABLE-DISH-COVER – Maezm

TCC1 & TCC2 – Stephane Bureaux

VIRTUAL WATER PROJECT – Timm Kekeritz