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Habemus logo.

Si è concluso il concorso indetto dal Presidente del corso di studi di Architettura, M.Bertagnin, per trovare un logo per il decennale del suddetto corso. Il vincitore è Paolo Peronio, secondo magistrale. Per vedere tutte le proposte potrete aspettare ottobre quando verrà allestita un mostra in sede Rizzi, oppure andare sulla pagina facebook di AAUD, l’associazione degli studenti e dei laureati per scoprire i loghi esclusi! Ecco il logo vincitore:

Ecco come l’Aquila (non) dovrebbe essere.


Si è concluso il primo concorso internazionale d’architettura per la ricostruzione di Piazza d’Armi all’Aquila. Il primo premio va a Modostudio un gruppo romano che propone un parco polifunzione. Oltre ad essere estremamente pretenzioso come progetto, che va a collocarsi benissimo nel panorama dei grandi progetti italiani mai portati a termine, ha un gravissima carenza logica. Il primo errore è stato estraniare il progetto astraendolo dalla città per creare una sorta di “oasi”, il progetto non si apre ma rimane ermetico e quasi implode su se stesso. Lo studio presenta i grafici del processo compositivo, ma questi si smentiscono da soli nelle loro fasi, la composizione del progetto risulta dunque forzata e non libera e naturale come vorrebbe sembrare. Il linguaggio poi non è coerente. Ci sono diverse forme espressive contrastanti, tagli, rigonfiamenti, sottrazioni, ottagoni, spirali, ecc… sono troppe e non equilibrate. Non c’è nulla di originale e non c’è nulla di nuovo. Ancora una volta l’Italia dimostra di non essere pronta per questi tipi di concorsi, si tende ad accettare progetti banali che non esprimono nulla e che danno gioco a costruttori e mafie varie… Come se i parcheggi potessero ricostruire una città.


H&M Design Award 2012.

Gennaio e febbraio sono i mesi delle sfilate e in tutto il modo si susseguono eventi, durante la Stockholm Fashion Week è stata presentata l’edizione 2012 del H&M Design Award. Il grande brand svedese nasce come casa di moda e negli anni l’idea che H&M si allontanasse da quel mondo per diventare un semplice produttore di abbigliamento, come ce ne sono tanti, non è venuta a nessuno per fortuna. Tutt’altro, l’interesse del brand per la Moda è sempre stato crescente, esiste infatti una forte relazione tra la grande moda e la economica H&M. Forti di questo spirito il marchio ha creato un proprio concorso a premi con tanto di fashion week dedicata per premiare i giovani stilisti uscenti dalle scuole di moda di tutto il mondo. Il premio consiste in 50 mila euro, un posto di consulente creativo, per un mese, nello studio di Christofer Kane a Londra e la collaborazione per collezioni future con H&M. Quest’anno ad aggiudicarsi l’ambito premio è stato l’olandese Anne Bosman, 23 anni proveniente dalla scuola ArtEZ. La collezione di Anne è decisamente concettuale, ispirata al kimono e agli edifici, dedicata al menswear, perché secondo lui in forte calo creativo ed effettivamente non ha tutti i torti, basta pensare alla moda uomo pochi anni fa, ora forse abbiamo raggiunto un equilibrio… ma non si può mai dire. Probabilmente l’uso dei colori e la capacità di creare forme abbastanza nuove è quello che ha colpito i giudici del concorso… e ora Anne spera di trovare qualche cliente per la sua collezione, lui dice:” magari un calciatore con molto senso dello humor può indossare i miei abiti”…… Le creazioni degli altri 5 finalisti sono visibili nel sito del concorso.

EP19: Dutch Finalist from H&M Design Award on Vimeo.

Aberdeen Park.

Il concorso per il nuovo Aberdeen Park è stato vinto dallo studio Diller Scofidio + Renfro. Partecipanti finalisti anche Foster + Patners e Snøhetta. Il parco, cuore cittadino, doveva essere pensato come un ambiente poliedrico, attivo, in cui potessero prendere luogo eventi continui, manifestazioni e fiere. Lo studio Newyorkese si aggiudica la commissione con un progetto molto articolato e sicuramente accattivante. Nel linguaggio e nelle forme è un progetto che racchiude un epoca, se nel futuro infatti si guarderà indietro a questo momento per l’architettura, si noteranno che dei nuovi canoni architettonici si sono formati, figli di sperimentazioni materiali e formali che hanno fatto la storia. Architettura frattale, Architettura blob, Architettura neo postmoderna… diverse, orribili etichette saranno probabilmente date nel futuro a questo periodo storico. Ma quale di queste denominazioni è corretta? … Ma cos’è la bellezza?

IL BELLO E’ SENZA TEMPO.

Io non credo che molti progetti che vediamo possano essere veramente eterni e troppo spesso i clienti cadono vittime della bellezza effimera delle proposte, senza esplorarne le variazioni future. Insomma… dopo il meraviglioso lavoro dello studio sulla High Line, la proposta di DS+R ancora una volta risulta impropria… non coerente. Vediamo il progetto vincitore:



La proposta di Foster e quella di Snøhetta:


Londra 2012 Info-pavillion.

Tre proposte per il padiglione informativo di Londra 2012, nel bel mezzo di Trafalgar Square. I Vincitori sono Jose Carlos CruzInes GuedesMiguel SantosAntonio Cruz; con un padiglione che in realtà è molto banale, ma effettivamente il più efficace. Il gruppo ha trasformato i cerchi olimpici un un padiglione… tutto qui. Il secondo classificato è OH!SOM architects, con una proposta secondo il mio parere molto più interessante, ma effettivamente rischiosa, mentre al terzo posto Matthew Clare e Rob Duncan, che hanno pensato ad una pista di atletica che diventa padiglione. Vediamo.

Venice CityVision.

Venezia è la città più iconica la mondo… molto più di Parigi o New York, è un fatto di proporzioni… Ma pensare al futuro di Venezia non è semplice, anche perchè molto probabilmente non  avrà un futuro. Ma questo non ci vieta di immaginarne uno, o perlomeno di avere una “visione” sul futuro di questa città. Venice CityVision è stato un concorso internazionale che ha visto vincitori lo studio BAM! di Torino. I progetti presentati sono troppi per vederli tutti, ma sul sito di Venice CityVision potete scorrerli tutti. Vediamo invece alcuni progetti selezionati e il vincitore.

Il progetto di Bam! consiste nella creazione di piazze nell’acqua. Secondo lo studio infatti i canali sono parte integrante della vita veneziana e i canali non sono solo mere strade. In barca la percezione della meravigliosa città viene distorta dall’acqua, creando diverse viste e luoghi… perchè non usare questi luoghi?

Qui altri progetti interessanti, uno che riflette sul “commercio” e uno sulla città mercantile dove vivono diverse culture, lascio a voi il giudizio: