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Biennale 2012 – Video carousel.


Con questa settimana finiamo la programmazione speciale del blog dedicata esclusivamente alla biennale e riprendiamo con altri temi; la mostra finirà a novembre e se ci saranno notizie rilevanti provvederemo subito. Per finire in bellezza oggi vediamo una carrellata di video che la piattaforma della Biennale su Youtube ci fornisce regolarmente.

Arsenale:










Germania:

Padiglione centrale:







Russia:

Australia:

Canada:

USA:

Polonia:

Biennale 2012 – Francia.




La Francia ragiona sulla città e l’urbanistica. Ancora. Ma chi può darle torto? Sappiamo tutti come siano difficile le condizioni delle città periferiche a Parigi. Una analisi di cosa si potrebbe e si sta facendo, cosa serve e cosa no. La criminalità, la socialità e le condizioni di vita di queste persone sono al centro dell’analisi con un bel film intitolato “Echos” ovvero le voci di chi vive in questi spazi. Una esposizione che va presa con tranquillità per poterci ragionare sopra e che sicuramente dopo aver visto la Russia ci riporta di botto con i piedi a terra. Quindi prendetevi un cuscino gigante e dedicate un po’ di tempo a questo padiglione.

Biennale 2012 – Russia.



La Russia ha sicuramente il padiglione più accattivante di tutti. Un immenso lavoro di allestimento dal costo sicuramente esorbitante. L’esposizione è divisa in due parti. Al piano terra c’è “i-Land” un riassunto della storia del paese. Vi consiglio caldamente di astenervi dal visitare questa parte se siete sensibili ha giochi di luce o riflessi, perchè fa letteralmente girare la testa. Al piano superiore invece abbiamo “i-City”. La Russia ci illustra questo immenso progetto di sviluppo per la nuova città di Skolkovo. Sebbene l’esposizione si sforzi molto di entrare nel tema della biennale è sicuramente un forte colpo d’occhio una esperienza unica nel suo genere. All’ingresso del padiglione vi sarà consegnato un tablet con pre installata una speciale applicazione. Potrete scansionare i centinaia di codici QR che compongono l’installazione e che si illuminano a random cambiando ogni 30 secondi. Così facendo completerete una tabella che contiene ogni informazione sulla nuova città di Skolkovo. Ambizioso e pretenzioso forse… ma molto ben fatto.


Biennale 2012 – Giappone.


Il padiglione giapponese ha vinto, come abbiamo anticipato, il Leone d’oro come migliore partecipazione. L’esposizione coordinata da Toyo Ito è intitolata: “Architecture. Possibile here? Home-for all”. Prendendo in analisi Rikuzentakata, una delle zone più devastate dallo tsunami, sono state elaborati dei progetti per delle nuove costruzioni, nuove abitazioni che potessero sorgere sul sito. Ed è proprio questo che il Giappone ci mostra, il processo di realizzazione di queste case, una esposizione interessante e decisamente toccante.

Biennale 2012 – Little Sun.



Nel padiglione centrale una delle cose “meno architettoniche” è una delle cose più interessanti. L’artista islandese Olafur Eliasson con la collaborazione dell’ingegnere Frederik Ottesen ha elaborato un oggetto estremamente utile e magnificamente poetico. Si tratta di “Little sun” una piccola lampada portatile LED collegata ad una fotocellula che ricarica una batteria che durerà 3 anni. La luce per tutti. Little sun è stata prodotta e commercializzata, costa 20 euro e distribuita tramite dei compratori che poi la vendono a prezzi estremamente ribassati nei paesi nel terzo mondo dove non c’è luce artificiale. Nella teoria della comunione e della comunità la luce è una di quelle cose che tutti possiedono, un diritto inalienabile alla vita che attraverso l’arte diventa un atto utile a chi non ha luce di notte per poter leggere o cucinare o giocare. Questa non è architettura intesa per il suo significato letterale, ma se l’architettura è migliorare condizioni di vita attraverso la tecnica e l’estetica, allora questa è l’architettura più pura che potremmo vedere. Troverete Little sun al padiglione centrale dei giardini in due esposizioni: un ventilatore che crea un cerchio di luce (vedi anche foto su pagina facebook del blog) e in un short movie, un po’ strano…

Little Sun from Studio Olafur Eliasson on Vimeo.

Biennale 2012 – Il padiglione centrale.


Siamo arrivati al padiglione centrale dove, come sappiamo, le esposizioni sono molteplici e qui espongono per lo più gruppi invitati dal curatore. Nel marasma di foto e architetture ne vediamo alcune. Prima “Komuna Fondamento” che non ha bisogna di essere tradotto. Questa installazione di Malvezzi, Hoefer e Linke ci fa percorrere una architettura 1:1 nel quale incontriamo immagini e riferimenti. Perchè ancora una volta il concetto è semplice: l’architettura non è quello che viene costruito ma quello che non viene costruito. Lo spazio è un fondamento comune, il vuoto è vuoto qui come altrove, non cambia. La seconda installazione è “Facecity” di C+S. Ora, non posso negare che ci sia dell’orgoglio campanilistico in questa scelta. C+S, studio trevigiano, è emerso meravigliosamente negli ultimi anni e in quanto locale non potrei esserne più fiero. Analizzando le facciate dei palazzi, Fulvio Irace, ci mostra la continuità dell’architettura. Gli architetti che li hanno edificati erano individui diversi tra loro ovviamente, ma eppure, sebbene ognuno abbia disegnato diverse facciate, viste tutte insieme sono una architettura. Armoniosa e musicale. Penso dunque che il concetto sia: siamo diversi ma possiamo fare una armonia.




6 September 2012 | Ark.inU Architecture +Ark.inU Art

Biennale 2012 – Olanda.



Continua la nostra visita virtuale alla Biennale e il prossimo padiglione è quello olandese. Qui entriamo in un set. Olanda non ha mai fatto mistero dell’amore verso quel suo padiglione. Uno spazio che in ogni esposizione usano come punto di partenza per la loro presentazione. “Re-set” è il nome della mostra e presenta delle tende e delle luci che lentamente cambiano assetto allo spazio. Insomma il concetto è: “basta poco”; il tutto ad opera di Petra Blaise. Stranamente minimale e curiosamente interessante.

Biennale 2012 – Spagna.


Cominciamo con la Spagna che di solito è il primo padiglione che si vede entrando ai Giardini. La Spagna presenta “SPAINLAB” perchè l’architettura va studiata e indagata, è il laboratorio il futuro della pratica. Insomma qualcosa che si avvicina di più alla scienza da provetta. Premettendo che la Biennale di quest’anno ha subito bilioni di critiche, che noi non abbiamo riportato perchè bisogna criticare con la propria testa, ma possiamo dire che la Spagna, come molti altri paesi, non ha colto il tema a pieno ed è andata sul sicuro portando esempi e lavori già fatti… si ci piace… ma….

Biennale 2012 – Il Giardino delle Vergini.

Proseguendo la nostra visita alla Biennale ci dirigiamo verso i Giardini e le esposizioni internazionali. Ma prima di entrare nei padiglioni vediamo le grandi installazioni che sono fuori l’arsenale nel Giardino delle Vergini, in direzione giardini. Qui troviamo “Percorso” l’installazione di Alvaro Siza, leone d’oro alla carriera di questa edizione. Poi troviamo “Windows” di Eduardo Souto de Moura e “Radix” di Aires Mateus. Tre big e tre architetti che lavorano con il volume. Quello che li accomuna è la consistenza delle loro opere, (oltre al fatto di essere tutti portoghesi) non c’è nulla di effimero, se non il vuoto che viene lasciato, giustapposto al pieno, perché è il volume, ma soprattutto il vuoto che fa l’architettura.
Vediamo i progetti nell’ordine di sopra:



Biennale 2012 – Folk in a box.


Folk in a box è il nome dell’installazione di Cristina Monteiro & David Knight, progettisti inglesi che ci propongono un abitare minimo, in cui però non si abita ma si ascolta musica. Folk in a box è un progetto itinerante che mette in relazione diretta il musicista con l’ascoltatore. In uno spazio minimo, sufficiente per due persone e completamente buio è possibile ascoltare un concerto personale con una proporzione 1:1. Il progetto per i giorni pre-apertura al pubblico dedicati alla stampa e ai professionisti, ha viaggiato per tutta la laguna con artisti folk inglesi mentre nei giorni del pubblico Folk in a box sarà all’arsenale dove si potranno sentire artisti veneti.