Ark.inU blog

11 December 2012 | Ark.inU Architecture +Ark.inU Art

Oscar in 3D.

Sarà da profani ma se vi potere permettere di andare a Brasilia buon per voi, per chi non può Paddle8 e Visionaire gli da la possibilità di vedere alcune opere del maestro in 3D con i classico effetto red&blue. Non è molto ma sempre qualcosa. Sullo schermo da un po' fastidio ma se avete gli occhialini funziona ugualmente. 

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Con Google negli occhi.



Ieri Google ha presentato diverse cose, la prima è la seconda versione di “Art Project“, ovvero il catalogo mondiale dei musei. Ma la cosa che ha fatto più scalpore è la seconda. Vediamo sempre meno concept perché siamo in un momento dove non ci prendiamo più il lusso di pensare… ma è totalmente sbagliato. Perché proprio nei momenti di crisi nascono le rivelazioni. Google presenta “Project Glass”, il concept per un occhiale iper-futuristico, che ci permetterebbe di gestire la nostra vita in modo nuovo. Non solo le interazioni sociali, ma ogni tipo di aspetto. Insomma, in quella che ormai è definita ufficialmente la “post-pc era” Google fa il lancio più lungo e sebbene questo sia solo un concept, non ve nessun dubbio che il punto di arrivo deve essere quello. Per quanto riguarda il design l’oggetto è iper minimale, possiamo dire che è un design già visto, nel senso che in film di fantascienza si vede spesso. una banda dello spessore 2cm circa collega l’orecchio all’occhio e alle “lenti”, che in realtà non esistono. L’hardware dunque è davvero ridotto all’osso, ma d’altro canto funziona come un cellulare, con il piccolo problema che è attaccato alla testa 12 ore al giorno… cosa su cui si dovrà lavorare… per capire come funziona vi lascio al video:

[fonteimmagini:google+projectglass]

AGGIORNAMENTO: Il progetto è stato appena presentato e già cominciano a fioccare le parodie su You Tube:

Who’s this guy!? – Victor Enrich.

Le foto, o meglio le elaborazioni di Victor Enrich stanno facendo il giro del web. Molto speso vengono prese come burle e utilizzate in quei pop-up stile “vero o falso”. Ovviamente ciò che ritrae Victor non è reale. Ciò che troviamo interessante nelle sue opere, che hanno un riscatto così popolare, è il realismo che ci confonde. Forse un architetto o un ingegnere messi d’innanzi a queste immagini sanno che non sono vere, ma una persona della strada si chiede se lo siano. Questo è interessante. L’analisi che posso trarne è che l’architettura oggi giorno sta raggiungendo vette inimmaginabili nel campo dell’assurdo e della stravaganza. Basti vedere Dubai, detta anche le rovine del XXI secolo, o ciò che lo sviluppo economico Kazako sta portando al paese ma non solo, tutta l’Asia è travolta da questa corrente assurda. Se un tempo le architetture venivano definite anche surrealiste, oggi non possiamo più permetterci quell’etichetta. Forse è questo il motivo per cui Victor crea tanta confusione. Sebbene la maggior parte delle sue opere siano definitivamente impossibili, su qualcuna il dubbio può venire anche a noi… e farci chiedere: “… e se fosse?”….








[fonteimmagini:victorenrich]

29 March 2012 | Ark.inU Video

Moon evolution.


Oggi data l’ora tardi vi propongo una cosina leggera ma gustosa… La NASA, ha pubblicato un video che ci illustra nel dettaglio la nascita e l’evoluzione, se così possiamo chiamarla, del nostro satellite preferito (per forza). Il video realizzato grazie ai dati raccolti dal “Lunar reconnaissance orbiter” della Nasa ricostruisce la sua formazione. Una storia iniziata dopo la collisione di un planetoide dalle dimensioni simili a quelle di Marte con la Terra. Il materiale scaturito dall’impatto rimase in orbita intorno al pianeta finché, per effetto della forza gravitazionale, si riunì, formando la Luna. All’inizio il nostro satellite era solo una gigantesca palla di magma incandescente. Poi l’impatto della Luna con alcuni meteoriti ne cambiò la superficie, dando vita a un lungo periodo di eruzioni vulcaniche sul satellite. Solidificandosi, la lava diede poi origine a zone più scure, i cosiddetti “mari lunari”. Con la fine dell’attività vulcanica, la Luna conobbe altri piccoli impatti e il satellite entrò nella sua fase finale, che durò circa fino a un miliardo di anni fa. Questi ultimi impatti ne riempirono la superficie di crateri. Un’evoluzione, quella del satellite, che non è ancora terminata: la Luna non ha atmosfera e, per questo, gli impatti degli asteroidi sulla sua superficie sono molto più frequenti che sulla Terra, sottoponendo il suo aspetto a continui cambiamenti. Ora gustiamoci questo piccolo capolavoro:


[fonte:america24]

Felice anamorfico.

Felice Varini, artista svizzero e naturalizzato francese, è noto per le sue opere di illusione ottica realizzate in relazione con la città. Felice frutta la prospettiva e la percezione dell’occhio per creare illusioni tridimensionali di puro colore. Viste nella giusta angolazione queste immagini sembrano essere delle elaborazioni a compite, ma basta spostarsi leggermente per rimirare la scena con tutt’altro parere. Questo è un perfetto esempio di arte urbana contemporanea. Questa tecnica è usata da moltissimo tempo il primo esempio si trova nel quadro “Gli ambasciatori” di Hans Holbein il giovane, 1533, dove si vede realizzato un teschio anamorfico in primo piano, ma l’immagine è distorta ed è visibile solo da una certa direzione. Non serve inoltre che vi dica che prima dell’avvento degli schermi in campo, le pubblicità in sui campi da calcio venivano realizzate con lo stesso sistema, in modo da essere visibili a favore di telecamera, che al tempo era statica e non mobile come oggi. L’anamorfismo è dunque vecchio come il mondo ma risulta essere sempre utile per giocare con il nostro cervello.






F.U.C.K.


Non fatevi cattive idee. Il F.U.C.K, o Free Universal Construction Kit, una macchinazione cervellotica dello studio Free Art and Technology Lab (detti anche F.A.T., abbiamo a che fare con dei burloni). Il progetto è stato realizzato in parallelo con una azienda che produce stampanti 3D, infatti per il momento puoi solamente scaricare i file dei pezzi da stamparti comodamente a casa… dimenticavo, il concetto del tutto è appunto quello di creare qualcosa di universalmente compatibile con tutti i diversi sistemi di costruzioni in commercio, una metafora se vogliamo, che sicuramente cerca di entrare nel mondo del ludico ma ne rimane rigidamente distante proclamandosi come lavoro di concetto. Il gioco, se così vogliamo chiamarlo, è stato già testato dai più piccini, e sembra apprezzato. Curioso, inutile, concettuale. Ci sono o ci fanno?

The Free Universal Construction Kit from Adapterz on Vimeo.

Gorillaz + Converse.

Non è passato davvero molto tempo dall’ultima apparizione dei Gorillaz, ma la band più virtuale della storia non ha ragioni per fare la preziosa. Il nuovo progetto realizzato con Andrè 3000 degli Outkast e James Murphy, storico produttore e chitarrista degli LCD soundsystem, si intitola “Do ya thing” ed è stato realizzato per Converse. Il video è realizzato in una classica town house londinese, dove a quanto pare i Gorillaz vivono. Quando entra in scena 2D abbiamo ci rendiamo conto che la band ne ha fatta molta di strada dai primi ologrammi. Completamente in CGI con una grande cura dei dettagli i Gorillaz sembrano più veri che mai e interagiscono in un ambiente reale stile “Chi ha incastrato Roger Rabbit”. La canzone è accattivante, la partecipazione di Andrè 3000 da quella vena di Hip-Hop che la band ha sempre amato fino dagli esordi. Tra la pubblicità e corto d’autore questo video esce da ogni canone. Non è pubblicità, non è musica. Una commistione interessante che sta diventando sempre più comune, sulla quale molti non sono d’accordo, ma che indubbiamente non possono negarne l’efficacia.

7 October 2011 | Ark.inU Art

IgnacioTorres.gif .

Se c’è un formato di compressione delle immagini che mi sta simpatico questo è il .gif… mi spiego… lo dice il nome: “Graphics Interchange Format”, ovvero permette di mettere immagini in sequenza nello stesso file così creando una sorta di animazione. Sebbene sia un formato che ha molte limitazioni, è diventato iper popolare nel web e certi artisti hanno imparato ad usarlo. Ignacio Torres, fotografo texano è tra questi. Visitando il sito di Ignacio mi è piaciuto praticamente tutto… ma una serie in particolare mi ha colpito. “Stellar” è una serie di fotografie in formato .gif per l’appunto. L’effetto che hanno queste immagini è davvero sensazionale. Alcuni artisti usano queste immagini per l’effetto 3D che hanno e visto che ora va molto di moda attira facilmente l’attenzione, Jovanotti per esempio a pensato tutto il nuovo sito “soleluna” con questo metodo.

F.O.C. in 3D.

Freedom of creation o anche F.O.C. è una compagnia che coinvolge designer di fama mondiale in un processo creativo di certo non nuovo, la modellazione 3D con appositi sotfware, e poi lo stampaggio con apposite macchine del risultato. E’ logico che se chiedi ad un designer famoso di disegnare un cacciavite quel cacciavite comincerà a vendere a più non posso, ed è proprio questo l’intento di FOC che produce, realizza e vende i suoi oggetti nel suo sito, da lampade, oggettistica, mobili, gioielli, allestimenti, tutto in materiali plastici o metallici. Le opere che ne risultano sono interessanti, in quanto riproducono senza mediazioni quello che è stato fatto nel software 3D, l’esperimento come ho detto non è nuovo lo aveva già fatto il gruppo di designers svedesi FRONT, con la serie “Sketch furniture”. In tempi come questi che la modellazione 3D sta sostituendo il progetto su carta e velocizza tutti i processi, una compagnia come FOC a sicuramente trovato posto nel mercato… certo però che i prezzi sono un tantino alti…