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San Rocco.

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Siamo sotto Natale, santi e angeli vari cominciano a popolare i giorni della maggior parte delle famiglie, inutile fare prediche sul Natale consumistico, quest'anno non possiamo permettercelo a quanto pare. Così dice la storia: "…quando Pinocchio finì le pere mangiò anche le bucce"…… ok finiamo qui le divagazioni. Volevo fare una introduzione per parlare di "San Rocco", tranquilli, non sono uno di quelli che vi fermano in aeroporto per parlarvi di Nostro Signore, anzi… quindi niente paura. Siamo ancora un blog di architettura no? Infatti "San Rocco" è una rivista, o meglio una serie di libri, di architettura. Vi starete chiedendo il perché del titolo. La storia narra che a Monza, Aldo Rossi e Giorgio Grassi avessero partecipato ad un concorso per il sito di San Rocco appunto. Il progetto non venne mai realizzato e il sito venne utilizzato per case popolari. Da qui capiamo il senso di San Rocco. È il terreno del possibile, dell'illusorio, del "se fosse". Il manifesto d'intenti della rivista spiega chiaramente chi sia e cosa voglia questa divulgare; dice: "non serve a nulla, non risolve problemi, non è amichevole ne seria, si prende il rischio di essere naive… dove le immagini contano più che le parole. Ogni disegno è in bianco e nero, in una assonometria cavaliera, per ricordare quel progetto mai esistito, rimasto nell'enigma del possibile. San Rocco non è una rivista normale. Mette in chiaro che non esisterà per sempre e che quello che ci dice è palesemente opinione di qualcuno. Edita da architetti italiani, "consorziati" per questo progetto comune. Che possa dunque San Rocco, protettore degli emarginati, emigrati, contagiati, viandanti, volontari e animali, guidare anche noi architetti. 

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Grazie a Maila. 

[fonteimmagini:sanrocco]

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