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Ecco come l’Aquila (non) dovrebbe essere.


Si è concluso il primo concorso internazionale d’architettura per la ricostruzione di Piazza d’Armi all’Aquila. Il primo premio va a Modostudio un gruppo romano che propone un parco polifunzione. Oltre ad essere estremamente pretenzioso come progetto, che va a collocarsi benissimo nel panorama dei grandi progetti italiani mai portati a termine, ha un gravissima carenza logica. Il primo errore è stato estraniare il progetto astraendolo dalla città per creare una sorta di “oasi”, il progetto non si apre ma rimane ermetico e quasi implode su se stesso. Lo studio presenta i grafici del processo compositivo, ma questi si smentiscono da soli nelle loro fasi, la composizione del progetto risulta dunque forzata e non libera e naturale come vorrebbe sembrare. Il linguaggio poi non è coerente. Ci sono diverse forme espressive contrastanti, tagli, rigonfiamenti, sottrazioni, ottagoni, spirali, ecc… sono troppe e non equilibrate. Non c’è nulla di originale e non c’è nulla di nuovo. Ancora una volta l’Italia dimostra di non essere pronta per questi tipi di concorsi, si tende ad accettare progetti banali che non esprimono nulla e che danno gioco a costruttori e mafie varie… Come se i parcheggi potessero ricostruire una città.


1 Comment

  1. terribile, hai ragione..

    tetsu1 | 10 July 2012, 03:57

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