Ark.inU blog

Archigram tra i ghiacci.

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No in realtà il progetto non è di Archigram, ma lo ricorda tantissimo! Si tratta della una stazione di ricerca mobile "Halley VI". La stazione inglese ha sostato nell'Antartico per 8 anni, ma solo nell'ultimo mese è diventata completamente operativa. E' stata realizzata da Hugh Broughton Architects. Lo studio Britannico è esperto nella progettazione di questi grandi sistemi. La somiglianza con le grandi macchine-città di Archigram è davvero evidente, non solo nella forma ma anche nel concetto. La struttura è come un treno, con diversi moduli collegati tra loro che contendono i laboratori ma anche gli alloggi dei ricercatori. Del possenti pistoni idraulici la sollevano dal suolo. 

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San Rocco.

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Siamo sotto Natale, santi e angeli vari cominciano a popolare i giorni della maggior parte delle famiglie, inutile fare prediche sul Natale consumistico, quest'anno non possiamo permettercelo a quanto pare. Così dice la storia: "…quando Pinocchio finì le pere mangiò anche le bucce"…… ok finiamo qui le divagazioni. Volevo fare una introduzione per parlare di "San Rocco", tranquilli, non sono uno di quelli che vi fermano in aeroporto per parlarvi di Nostro Signore, anzi… quindi niente paura. Siamo ancora un blog di architettura no? Infatti "San Rocco" è una rivista, o meglio una serie di libri, di architettura. Vi starete chiedendo il perché del titolo. La storia narra che a Monza, Aldo Rossi e Giorgio Grassi avessero partecipato ad un concorso per il sito di San Rocco appunto. Il progetto non venne mai realizzato e il sito venne utilizzato per case popolari. Da qui capiamo il senso di San Rocco. È il terreno del possibile, dell'illusorio, del "se fosse". Il manifesto d'intenti della rivista spiega chiaramente chi sia e cosa voglia questa divulgare; dice: "non serve a nulla, non risolve problemi, non è amichevole ne seria, si prende il rischio di essere naive… dove le immagini contano più che le parole. Ogni disegno è in bianco e nero, in una assonometria cavaliera, per ricordare quel progetto mai esistito, rimasto nell'enigma del possibile. San Rocco non è una rivista normale. Mette in chiaro che non esisterà per sempre e che quello che ci dice è palesemente opinione di qualcuno. Edita da architetti italiani, "consorziati" per questo progetto comune. Che possa dunque San Rocco, protettore degli emarginati, emigrati, contagiati, viandanti, volontari e animali, guidare anche noi architetti. 

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Grazie a Maila. 

[fonteimmagini:sanrocco]

Architettura… da cani.

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Quando si tratta di cani abbiamo quasi tutti la cattiva abitudine di umanizzarli….. vestirli con vestitini. E' pur vero però che il settore degli oggetti per cani è abbastanza trascurato dal design, quello concettuale. In questa strettissima nicchia si inserisce l'iniziativa "Architecture for Dogs". L'Hara Design Institute, Giappone,  ha così chiesto a diversi progettisti giapponesi e non, di pensare a architetture complementari ad un cagnetto, loro assegnatoli. 12 architetti ospiti hanno realizzato altrettanti progetti che sono 13 in tutto contando quello realizzato dal gruppo di studio dell'istituto. Un modo originale di fare un laboratorio di progettazione, su un tema davvero insolito. Il risultato è un sito che raccoglie i progetti che possiamo scaricare e poi costruire la varie cucce e casette. Una volta costruite possiamo condividere la nostra architettura per cani in un network apposito. Tutto per capire, che è importante progettare tenendo conto le esigenze del nostro cliente e la sua personalità. 

MVRDV for BEAGLE

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KAZUYO SEJIMA for  BICHON FRISE

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SUO FUJIMOTO for BOSTON TERRIER

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REISER + UMEMOTO for CHIHUAHUA 

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ATELIER BOW WOW for DACSHSUND SMOOTH 

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TORAFU ARCHITECTS for JACK RUSSELL TERRIER

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SHIGERU BAN + PAPILLON

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KENGO KUMA for PUG

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TOYO ITO for SHIBA

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HIROSHI NAITO for SPITZ 

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KONSTANTIN GRCIC for TOY PODDLE

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HARA D.I. for JAPANESE TERRIER

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KENYA HARA for TEACUP PODDLE

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30 November 2012 | Ark.inU Design

Windows 8 e le sue piastrelle.

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Innanzi tutto devo chiarire che io sono di parte, ma cercherò di essere più onesto possibile. Come ci siamo accorti tutti è uscita la nuova release del software più usato al mondo: Windows 8. Da buon appassionato di tecnologia sono corso subito a provarlo e appena ho messo dito sullo schermo mi sono resto conto di quanto potente sia questo software… intendo nel senso della comunicazione. a Redmond si sono messi d'impegno e in 5 anni hanno completamente rivoluzionato l'interfaccia dei loro prodotti, ovviamente grazie alla commistione tra xbox, i telefoni e i tablet; perché Windows 8, come gli OS di Apple, è una fusione tra un software da passaggio e uno da scrivania. Una volta assodato che il futuro dei computer è nei tablet bisogna creare un modo per utilizzarli. Ottima l'idea delle piastrelle, ispirate liberamente alla segnaletica della metropolitana di Seattle e se lo chiedete a me anche ad iOS… mmm scusate… dicevamo… Le piastrelle funzionano molto bene, creano un software fresco e dinamico. L'impressione è che sia un enorme salto in avanti per la Microsoft. ENORME. Molto bello è anche il nuovo logo di Microsoft, una delle poche aziende che cambia più logo che camicia. Il punto debole forse sta nelle numerose versioni del prodotto se lo vediamo da quel punto di vista, mentre il punto debole del software è che per certi versi è troppo distante. Ricordate la prima legge del design: "Ogni cambiamento sarà una merda", parafrasando… ma il senso è che molta gente si troverà spiazzata. Sicuramente le "tiles" sono molto più teenage-friendly che oldwoman-frendly, quindi se devo trovare un difetto è l'accessibilità, ma baso questa mia impressione solo su 20 minuti di smanettamento. Interessante anche la comunicazione del prodotto, Windows ha girato una bella pubblicità a Oslo, il problema è che al primo sguardo funziona… ma poi ci rendiamo conto quanto finta sia… si basa sulla prima impressione, sperando che poi le persone non ci riflettano su, ma se ci rifletti ti rendi conto che non funziona per nulla, in quanto comunica il messaggio sbagliato, ovvero che Windows 8 é tanto fumo… ma poco arrosto… 

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26 November 2012 | Ark.inU Design

Il segreto del catalogo IKEA.

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Il Catalogo IKEA è il testo più letto e stampato della storia. Ogni anno ne vengono distribuiti milioni, molti di più del secondo libro più stampato della storia, la Bibbia. Ma dietro questa operazione di marketing colossale ci sono diversi segreti. Intanto ci sono dei segreti meno segreti, ovvero che il catalogo è interamente riciclato da vecchi cataloghi, e IKEA raccoglie personalmente in negozio i vecchi numeri per poterli distruggere e ri-utilizzare. Poi abbiamo le dimensioni, che dal 2010 sono diminuite, passando dal 22×25, al 22,5×18,5 per favorirne il trasporto e l'uso. Poi abbiamo la grafica. Primo punto spinoso è il caso "donne" infatti nel catalogo 2012 distribuito nei paesi islamici c'è qualcosa di diverso… o meglio… non c'è qualcosa… ovvero tutte le donne, che sono state rimosse per comunicare meglio in quei paesi. Naturalmente si è scatenato l'inferno, femministe sul piede di guerra e una mega denuncia per favoreggiamento dell'integralismo islamico. Ma la pubblicità è una brutta… bestia, e non guarda in faccia a nessuno, pur di vendere possiamo ignorare i diritti di qualcuno, non fate la faccia scioccata, capita continuamente basta guardarsi attorno. Altro grande segreto che ci riguarda un po' più da vicino riguarda le immagini. Infatti IKEA ha dichiarato che il 12% delle immagini che compongono il catalogo non sono fotografie, ma rendering di set virtuali. Inoltre l'azienda spera di raddoppiare questa percentuale per il prossimo anno, e poi avanti così esponenzialmente. La ragione è semplice: meno costi. Meno spazio, meno operai, meno decoratori, meno spese… IKEA ha solo una parola in mente: COSTO. Questo porterà alla diminuzione del personale, ma non troppo, perché i migliori decoratori e operai collaboreranno direttamente con i grafici, quindi si creeranno dei gruppi di lavoro davanti ad un computer, per far in modo che le immagini prodotte siano più reali possibile. Il risultato c'è tutto, prendete il catalogo e fate questo gioco: Vera o no? Rimarrete spiazzati… Ma se da un lato questo è un bene per l'azienda possiamo dire sia lo stesso per i lavoratori?… e mentre in tutta Europa IKEA sente la crisi e vede i suoi primi scioperi del personale, ad Älmhult continua il sogno capitalista… 

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Venezia 2019.

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Inizia oggi a Venezia il Salone Europeo della Cultura (…e poi Venezia puzza) che si terrò ai magazzini Ligabue, per chi è pratico, giusto affianco alla sede dello IUAV -non la Tolentini ovvio-. Il Salone sarà aperto per 3 pienissimi giorni ricchi di programmazione e di eventi, per sapere il calendario completo visitate il sito dell'evento.  Il salone è divisino in 4 sezioni: beni culturali, Open design, Restauri e Nuove tecnologie per la cultura. Ovviamente il titolo dell'evento si riferisce alla candidatura di Venezia a Capitale Europea della cultura per il 2019, una occasione che non deve esser persa… almeno speriamo. 

20 November 2012 | Ark.inU Design

Il carretto di Cibic.

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Il designer milanese Matteo Cibic ha pensato ad una soluzione creativa per creare un nuovo sistema di arredo urbano a Milano. Delle pacche mobili che fungono anche sa vaso, contenendo piante e alberi. Sono inoltre un hub tecnologico per ricaricare i nostri devices portatili, e connetterci a internet tramite wifi. Questi oggetti dovrebbero essere grandi come auto, anzi come auto elettriche, che attraverso un gancio traino (o potentissime calamite) possono formare dei trenini e autonomamente disporsi a random in città. Questi robot-giardino sarebbero la soluzione per lo scarsissimo verde pubblico cittadino di Milano, ma non forse per la scarsità dei parcheggi!… magari in questo futuro "Cibichiano" ci sono meno auto…. ma allora che senso avrebbero questi così?… Concetto interessante e sicuramente da sviluppare ulteriormente! 

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13 November 2012 | Ark.inU Design

La libreria con i lacci.

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Questa libreria è stata realizzata da Viktor Matic, giovanissimo designer Italo-croato, formatosi a Bolzano e che ora lavora tra l'Italia e Londra. La sua libreria "WWW" è composta da un telaio dove sono allacciati ad un morsetto dei cavi. Inutile dirvi che sono i cavi le vere mensole della libreria, che si possono postare con estrema libertà dando forma a infinite composizioni all'interno dello spazio preposto. Una idea concettuale perché rivoluziona l'uso di un oggetto. Sempre il solito discorso… dove finisce il design?… e inizia l'arte?…. mah…. 

7 November 2012 | Ark.inU Design

Le mini Foscarini.

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Foscarini è molto celebre per le sue lampade d'autore, molto belle e mostruosamente costose. Ma come altre grandi produttrici di design anche Foscarini ha deciso di creare prodotti di massa, che posso essere regalati per un compleanno ad esempio, o comprati senza pensieri durante una giornata di compere. Un prodotto di massa significa un prodotto piccolo, perché se è grande richiede materiale e costa di più. Fin ora i due oggetti low cost di Foscarini, non sono proprio low cost, una lampada viene 100 euro e una 150, ma lo sforzo c'è. Le due lampade sono state create da Ioanna Vautrin, designer Francese, da un gusto estetico dolce e spiritoso. "Binic" è stata la prima lampada introdotta, una piccola lampada-faro che serve per illuminare un libro, è in plastica non pesa praticamente nulla, ma sempre di più di una Miss Sissi di Stark. La nuova arrivata è "Doll" che si ispira alle famosissime lampade Kokeshi giapponesi. A poche settimane dall'uscita è gia diventata cult; esiste una applicazione su facebook per farse personalizzare chiamata MyDoll. Questa è in vetro e questo miglioramento lo paghiamo nel prezzo. Strano che non abbiamo utilizzato il LED però. Carine, non care ma non economiche… certo, Foscarini non è IKEA. 

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6 November 2012 | Ark.inU Design +Ark.inU Fashion

Guida pratica per comprare un regalo ad un amico architetto.

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E' un luogo comune, gli architetti hanno uno spiccato senso del gusto. Il gusto non è nemmeno amico dello stile. Lo stile non è una cosa bella sia chiaro. Non ha nulla a che vedere con il design ad esempio, lo stile è un modo per far "piacere" delle cose in un determinato momento temporale, ma finito quel momento lo stile cambia e l'idea delle persone cambia. Gusto e stile non si posso proprio vedere, hanno litigato da piccoli… Il gusto è una conseguenza della formazione dell'individuo e si basa sull'educazione e sulle esperienze che una persona ha avuto, ecco perché quello degli architetti è abbastanza particolare. Se vi siete mai messi nei panni di chi deve farvi un regalo o se lo avete mai fatto ad architetto sapere benissimo che non è una cosa facile, non banale perlomeno. Ecco dunque che è meglio consultare una guida pratica e veloce per sapere i "Do e Donts" per fare un regalo ad un architetto, fatela leggere ai vostri amici e li leverete un bel pensiero; vediamola insieme: 

DA REGALARE:

- Vestiti: si è vero non è la cosa più pratica da regalare, ma capito il sistema è un attimo scegliere il giusto indumento; ricordate: le donne architetto indossano le cravatte e gli uomini architetto indossano foulards, mascolinamente chiamate "sciarpe". Scegliere il colore giusto è davvero semplice: NERO, altrimenti bianco (il nuovo nero), grigio (il nuovo bianco) o carbone (il nuovo grigio). Sappiate che l'architetto sa bene cosa sia di moda, quindi non cercate di fregarlo, non ci cascherà. Se proprio volete ostinarvi sul colore provate con tonalità forti o fosforescenti, potrebbero piacere… ma per per un breve periodo di tempo.

NON REGALARE:

- Elettronica: il tuo amico architetto ha sicuramente i più avanzati e costosi oggetti sul mercato, i suoi gusti in fatto di elettronica sono selettivi e orientati al meglio, se non fosse che sa come si fa un disegno sarebbe un ingegnere informatico… Esiste comunque una scappatoia, avrà anche tutto… ma forse non si può permettere di mantenerlo; regalategli una buona ricarica telefonica o una gift card per iTunes o Amazon, ve ne sarà estremamente grato. 

DA REGALARE:

- Cose per trascrivere l'ispirazione: ovvero penne matite, e tante, tante, tante Moleskine. L'architetto adora una buona penna, ma assicuratevi che "scorra" bene e sia perfetta per fare schizzi e scarabocchi senza che l'inchiostro faccia macchie. Nel caso puntiate sulla Moleskine sappiate che andrete a colpo sicuro eccetto per un dettaglio, la copertina DEVE essere nera. 

DA REGALARE:

- Pezzi di edifici: questo comprende anche sezioni di muri o di infissi, o di qualsiasi cosa, purchè sezionata. Gli architetti adorano veder come sono fatte le cose e se poi gli regalate un pezzo di qualche palazzo famoso potrebbe usarlo per farci un altare di preghiera. 

DA NON REGALARE:

- Libri di architetti di cui avete sentito vagamente parlare: attenti, potreste scatenare un uragano. Non è mai certo chi sia il vero architetto famoso degno delle loro attenzioni, potreste andare sul sicuro con un Wright ma non con un Gehry per esempio… e poi diciamolo, il vostro amico architetto ha sicuramente ogni libro di architettura che sia mai stato stampato. Non mangia per comprare libri illustrati che pesano più di un divano… se non avete intenzione di comprargli uno di questi lasciate perdere… 

DA REGALARE:

-Libri di architetti di cui non avete mai sento parlare: sono sicuro che il vostro amico architetto ogni tanto vi faccia una testa tanta su architetti del passato iniziando la frase con: "NON SAI CHI E'….?". Se non sapete chi sia forse è il libro giusto da prendere. Se volete un orientamento sulle parole chiave da cercare per andare sul sicuro guardate di queste: ermetico, significato enigmatico, esteriorità, fenomenologia, neo formazione, ansia, nichilismo, bioformismo, architettonico, e Prozac. Poi guardate la foto dell'autore che deve avere due dita di polvere sulla giacca gli occhiali storti e una capigliatura tipo Beethoven. 

DA NON REGALARE:

- Caffè, the o strumenti per la loro lavorazione: semplicemente inutili. Sebbene si lamenti sempre di non dormire la notte, egli fa già largo uso di questi prodotti, anch'essi scelti molto selettivamente. Ad ogni modo va spesso, se non costantemente al bar, quindi… 

DA REGALARE:

-Pentole o oggetti per casa dall'aspetto stravagante: semplice, se per voi un oggetto è impossibile da usare e troppo costoso allora avete appena trovato un regalo perfetto. Il vostro amico probabilmente non sa cucinare e non vi inviterà mai a prendere una tazza di caffè a casa sua perchè troppo impegnato, ma se volete farlo contento una caffettiera di Alessi o una tazzina di Norman Copenhagen sono perfette. 

DA NON REGALARE:

- Oggetti per lo sport: sul serio? lo avete pure preso in considerazione? A meno che non lo faccia per agonismo (molto raro), il vostro amico architetto a dovuto abbandonare ogni attività sportiva prima dell'università. Semplicemente non ha tempo e se lo avesse dormirebbe e andrebbe di certo in palestra. La cosa più vicina allo sport che potete regalargli è un biglietto per una partita se è tifoso di qualcosa o un gioco per qualche console a sfondo sportivo. 

DA REGALARE: 

- Giocattoli: vi racconteranno che quello che a loro interessa non è solo l'aspetto ludico, ma anche l'interessante design e…. si certo… in realtà a loro piace giocare con i LEGO, regalateglieli e con due occhioni gonfi di gioia vi saranno grati per tutta la vita. 

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[fonte:matteroftaste]