Ark.inU blog

31 marzo 2010 | Ark.inU News + Ark.inU Video

Serpentine Gallery Pavilion.

“È un privilegio – commenta il direttore di Arup David Glover – poter dare il nostro contributo anche quest’anno nella progettazione del padiglione. L’impegno di Arup per il Serpentine Pavilion è testimonianza di quanto crediamo nel progetto nonché dell’esperienza positiva che la nostra squadra ha potuto vivere lavorando al fianco dei più bravi architetti contemporanei. Lo studio Ateliers Jean Nouvel è rinomato per un approccio alla progettazione rigoroso e contestuale che comporta l’apprezzamento di tutte le sue architetture. Senza dubbio il padiglione di qest’anno non sarà una eccezione”.

E’ Jean Nouvel – con la fantastica Arup, una delle più grandi compagnie ingegneristiche al mondo –  a progettare l’annuale esposizione  ”esterna” o  padiglione  che dir si voglia della Serpentine Gallery sempre ad Hyde park. Quest’anno la tradizione compie il decimo anno, e sin dall’inizio il rapporto con le grandi archi-star è stato proficuo, le opere infatti sono rimaste nella mente della gente e sono diventate veri e propri cult ecco qui i progetti dall’ultimo al primo.

-2010: Jean Nouvel

-2009: SANAA architects

-2008: Frank Gehry

-2007:Olafur Eliasson

2006: Rem Koolhass

2005: Alvaro Siza

2003: Oscar Niemeyer

2002: Toyo Ito

2001: Daniel Libeskind

2000: Zaha Hadid

30 marzo 2010 | Ark.inU News + Ark.inU Video

Venezia 2020.

Coerente come la mia passione olimpica, vorrei parlare del masterplan presentato dal comitato per Venezia 2020 del futuro quartiere olimpico. Prima però piccola divagazione sul logo scelto che è davvero eccezzionale, è stato realizzato dal team creativo di Fabrica, l’agenzia progettuale di Benetton, il logo raffigura i 4 ponti di Venezia, prendendo dal simbolo del ponte l’idea di connessione e cammino verso il futuro… 100 e lode…

Diamo un’occhiata ora al masterplan… che purtroppo devo dire mi priva di tutto l’entusiasmo; si presenta infatti come una maxi-lottizzazione con tanto di “rotondine”, ogni maxi lotto con tanto di “rotondine” che accoglierà ogni struttura compreso lo stadio olimpico, piazzato in un angolo, senza nessuno accentramento, senza tenere conto di alcuna regola visiva (se non quella che deve essere visto dalla nuova strada che si collegherà con la A4/A57)… le architetture inoltre sono scontate e banali, dalle forme infantli che non comunicano nulla se non la presenza di una struttura il cemento armato e  il villaggio olimpico è molto limitato e totalmente estraneo hai livelli dei villaggi olimpici precedenti (vedi video Rio 2016 sotto). Unica nota positiva sono i costi ridotti dell’opera – Venezia costerà solo 1/5 di Roma – é la sostenibilità del progetto… comunque… nulla del progetto comunica l’allegria e la celebrazione che l’olimpiade comunica… ecco la tavola:

Qui il piano per la rivale Roma:

Al contrario il progetto per Rio 2016 che oltre a valorizzare l’intera città, riqualificherà una vastissima area:

29 marzo 2010 | Ark.inU News

United Volumes of Benetton.

L’azienda Benetton ha sempre manifestato un’interesse a tutto tondo, non-solo-moda, ma anche il laboratorio creativo Frabrica, nella famosa sede di Ando e sopratutto tanta tanta architettura; a partire da Ponzano Veneto (TV), per poi allargarsi in tutto il mondo con gli store e gli edifici direzionali. Grandi nomi e non solo collaborano con una delle famiglie italiane più famose al mondo. Da Tadao Ando, a Giorgi-Bonforte, dallo studio C+S a Imbrombtu Arqs che firmano proprio il progetto United Volumes of Benetton, che riprende il famoso slogan.

25 marzo 2010 | Ark.inU Info + Ark.inU News

Info: Area di progetto 2010-Ronco.

Scarica qui L’AREA DI PROGETTO!  BUON LAVORO!!!

24 marzo 2010 | Ark.inU News

Social Housing.

Tendenza recente ma con origini molto più vecchie (vedi Robert Owen) è il Social Housing, tradotto, l’abitare sociale, ovvero in una sorta di quartiere-comunità, autogestita, autonoma e anche ecosostenibile. Inoltre il Social Housing implica un tipo di contratto che abbassa notevolmente il prezzo di “acquisto” * o locazione della casa, trasformandosi dunque in carta moschicida per la maggiorparte della popolazione. In tutta Europa questi nuovi quartieri stanno fiorendo a velocità da capogiro, dando segnale forse di una sorta di cambiamento culturale profondo. Come capita spesso l’Italia è ancora in rodaggio nel settore ma le iniziative di progetto fioccano.

Prendiamo per esempio alcune delle tavole di concorso per il nuovo quartiere di Social Housing a Mestre; piccola osservazione: pare che il fatto di dover progettare tenendo il costo molto basso freni molto la creativià… questo è preoccupante, ma d’altro canto queste abitazioni sono pensate per cambiare in continuazione. (le tre tavole sono progetti diversi, non sono correlate)

*(molto spesso la casa viene “data in affido” pagando un capitale esiguo come indennità, deve essere abitata per tot anni e non può essere rivenduta dai privati, ma queste clausole fanno in modo che un appartamento di 120mq costi 140/150 mila euro contro la soglia dei 200 mila euro abituali, ma le formule di co-abitazione sono diverse, questo è solo un esempio)

23 marzo 2010 | Ark.inU News

Archi-Vinicolo.

Per Bacco… esclamazione perfetta in questo caso… parliamo di vino e parliamo di architetture per il vino; abbiamo potuto notare che i ricchi padroni della cantine vinicole si rivolgono sempre più frequentemente a grandi progettisti per far si che ne curino l’immagine mentre loro pensano al gusto… questo mondo “aromanico” mi è estraneo, ma trovo molto interessante l’evoluzione del luogo cantina. Spazi come le cantine, sia grandi che piccole, hanno sempre puntellato il nostro territorio, – per motivi economici ovvio- e questi edifici sono veri e propri punti focali dei nostri paesini e città – da buon coneglianese vivo molto vicino alla Carpenè Malvolti che lavora ormai proprio nel centro cittadino- ed è quindi giusto che anchessi siano degni delle attenzioni di professionisti del nostro settore.

Oggi prendiamo a riferimento una cantina inaugurata da poco a Bolzano dallo studio Werner Tscholl… una vera e propria scultura, che pare immitare le ramificazioni delle vigne o le nervature delle foglie d’uva. Il progetto è molto interessante dal punto di vista conpositivo, infatti la struttura esterna fitoforme è staccata dalla scatola di vetro che è il vero e proprio edificio. Ps: se vi è venuta voglia di un bicchiere provate la Wine Bag di Ark.inU dello Store!

22 marzo 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News

IKEA arreda anche la metrò.

Come ha dimostrato con la discussa campagna di guerrilla marketing in Austria, Ikea non si è mai tirata indietro quanto a voglia di stupire e ‘invadere’ gli spazi pubblici con la forza del suo brand (e dei suoi prodotti ormai presenti ovunque).

‘Stavolta ci riprova in Francia, sfruttando uno dei luoghi-simbolo della quotidianità transalpina: la metropolitana di Parigi. Dal 10 al 24 marzo infatti, quattro stazioni della metro sono state ‘arredate’ con i famosi mobili della ditta svedese. Rispettivamente alla stazione “Champs Elysées Clémenceau” della linea 13, a “St Lazare” sulla linea 12, a “Concorde” sulla linea 8 e alla fermata “Opéra” della linea 8. L’azienda aveva già tentato qualcosa di molto simile su un treno della linea urbana di Kobe, in Giappone.

Lo scopo dichiarato è quello di lasciare che i potenziali acquirenti sperimentino in prima persona la qualità e la comodità dei mobili, soprattutto in un momento in cui magari, presi dalla stanchezza di una giornata lavorativa che inizia o finisce, possono ricavarne maggiore beneficio. I grandi poster alle pareti, completano l’arredo con il resto degli ambienti suggeriti dal design degli oggetti. A questo indirizzo, una gallery degli allestimenti. [fonte:designerblog]

19 marzo 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News

Tavi, 13 anni di genialità.

Si chiama Tavi, è una bambina di 13 anni e dirige il blog di moda più seguito al mondo… stilisti di tutto il mondo si affidano a lei, centinaia di persone, quasi tutte professioniste del settore (ma non solo) si affidano alle sue opinioni…  freschissime, geniali, impressionanti… tutta questa sagacia e gusto stipato in 140 cm… (non posso non ammettere che personalmente provo invidia, in quanto blogger…) Il suo blog “Style Rookie” è davvero un’ottima lettura, autorevole, pienissimo di ispirazione… ve lo consiglio vivamente… per finire ecco Tavi…

16 marzo 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News

Edward Hopper e il senso del vuoto.

Si è da poco conclusa la personale a Roma di Edward Hopper, uomo di poche parole, possessivo e misogeno, che però ha contribuito fortemente a darci una visione dello spazio, dello spazio dell’abitare. Hopper infatti ragionava proprio sullo spazio: “Come appare una stanza quando nessuno la guarda?” o ancora “Come appare una città, quando nessuno la vive?”. Il suo ragionamento sul vuoto, ma meglio sullo spazio vuoto dovrebbe essere molto caro a noi progettisti. . . Hopper sembra analizzare anche il lavoro dell’architetto che costruisce la casa o la città, ponendosi il problema di come esse appaiano per se stesse, senza la presenza dell’uomo, cosa su cui non ragioniamo sempre in quanto una architettura come una casa è fatta per essere vissuta. . . noi la immaginiamo vista dalla gente dall’interno e poi dall’esterno in maniera attiva. . . quando essa è usata al massimo del suo potenziale, forse ragionando poco su quel periodo di transizione quando la stanza è vuota e nessuno la usa. . . quindi possiamo leggere il lavoro di Hopper come una finestra temporale, che si apre sullo spazio vuoto, una visione concentrata a capire le dinamiche non solo dell’utilità che ha lo spazio vuoto ma anche le dinamiche della luce, Hopper dice: “Io forse non sono umano, la cosa che mi interessa di più è dipingere il muro di una casa quando la luce lo colpisce”. . .  altro ragionamento utile al progettista, che deve porsi sempre in relazione con la luce, elemento fondamentale di qualsiasi progetto. L’arte enigmatica di Hopper, forse come segno di una peculiarità e genialità personale, ci porta a ragionare su aspetti a noi cari da un punto di vista differente, estraneo, prezioso.

15 marzo 2010 | Ark.inU News + Ark.inU Store

Nuova collezione “Blog” nello Store!

Finalmente ho trovato un pò di tempo per dedicarmi allo store e alla collezione che volevo pubblicare all’uscita del blog. . . “Blog collection”, T-Shirt, Felpa e Borsa con il logo 3D del blog. . .

12 marzo 2010 | Ark.inU News

Herzog & De Meuron a Milano.

Nell’ambito del Progetto Feltrinelli per Porta Volta è prevista la realizzazione della nuova sede della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, centro di studio e ricerca, riconosciuta a livello mondiale, che ha individuato nell’area nord del centro storico, l’ambito ideale per lo sviluppo delle sue diverse attività culturali.

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American Vintage Home 3.

A Disneyland gli specialisti del quartiere dedicato al futuro, “Tomorrowland”, si sono scatenati nell’imaginare la casa del domani ma non solo. . . con questo articolo chiudiamo la serie: “American vintage home” .

9 marzo 2010 | Ark.inU News

Architettura fatta a mano.

Partendo dall’esempio della “School handmade” di Anna Heringer & Eike Roswag realizzata in Bangladesh, vorrei parlare dell’architettura senza renderings, dell’architettura contenuta, dell’architettura fatta con materiali adatti a essere chiamati ecologici. Quando si deve progettare con un sistema costruttivo che stiamo dimenticando o che non conoscevamo cade uno dei principi fondamentali della progettazione. . . la firmitas. . . dobbiamo studiare, capire e poi interpretare un metodo che molto probabilmente con l’idea di costruire -nel senso contemporaneo- poco centra; l’architettura è sempre stata la più alto borghese delle arti. . .  insomma i pittori sapevano trasgredire, gli scultori non ne parliamo. . . ma salvo pochi casi forse – vedi i mega sigaroni di Mies- , l’architetto si è sempre più convinto che il costruire diventasse piano piano sempre più un’arte nobile. . .  che doveva evolvere secondo i crismi dell’evoluzione della tecnologia. . . e fin qui non saprei come ribattere. Sta di fatto però che si è cominciato a  perdere un contatto diretto, la commissione di diversi progetti e il molto lavoro – se c’è – costringono i professionisti anche non pluri-premiati a non concedersi più il piacere di costruire. . . qui poi entrano anche in campo centinaia di ragioni economico-politico-burocratiche. . .  come sempre; ma secondo me al vero architetto manca un pò la gioia di giocare con la terra,  Wright ogni tanto lo faceva. . . ma lui abitava nel deserto di terra ne aveva. . .

Ps: con questo articolo inauguriamo due tags- Natura e Costruire, perchè meglio riparlarne.

8 marzo 2010 | Ark.inU News

La Central Concert Hall Kazakhstan di Manfredi Nicoletti.

Manfredi Nicoletti – l’architetto che ha progettato la nostra università (che per intenderci per l’ultima volta è stata progettata come università non come prigione) – ha inaugurato la sua ultima opera la Central Concert Hall Kazakhstan.

Astana, la nuova capitale del Kazakhstan, è quasi baricentrica ad un territorio grande come l’Europa occidentale, con circa 16 milioni di abitanti, di recente indipendenza. In piena steppa, il nucleo direzionale di Astana occupa un’area rettangolare di circa 3,5 x 1,5 km. Il suo asse longitudinale si articola in un sistema di tre piazze di cui quella principale, all’estremità Est, è dominata al centro dal Palazzo Presidenziale e si chiude all’estremità opposte con il Parlamento e l’Auditorium di Stato. Sebbene delimitato da un parco, dal fiume Išim e da edifici di notevole altezza, l’immensità del luogo evoca quella della steppa.
In questo vuoto monumentale le strutture dell’Auditorium di Stato sorgono come petali di un fiore resi dinamici dalla musica. Queste creano un “involucro” che racchiude una piazza interna, animata da negozi, balconate, ristoranti, mostre e sale cinematografiche, che si integra al sistema delle piazze pubbliche di Astana, ma offrendo un ambiente protetto dalle severe condizioni climatiche del luogo. La piazza si estende anche sulla copertura dell’Auditorium, completamente rivestito in legno anche all’esterno e simile a una “dombra”, lo strumento tradizionale Kazako. Una geometria variabile adatta lo spazio interno dell’Auditorium, per 3500 posti, a vari tipi di spettacolo: opera, concerti, teatro.
Le vele, rivestite esternamente in vetro satinato si riflettono in un podio in granito nero lucido degli Urali che prosegue anche nella piazza interna le cui pareti sono in pannelli di cemento bianco. [fonte archiportale]

Mi viene da dire una cattiveria. . . (ndr) la tag “maestri” è per rispetto per l’età. . .


4 marzo 2010 | Ark.inU Info

Varie info.

Un pò di burocrazia ci tocca:

- PER CHI SA DI AVERE IL PROPRIO MODELLINO ESPOSTO PER LA MOSTRA PROGETTI IN BILICO, SAPPIA CHE DOMANI IN PAUSA PRANZO DEVE ANDARE A RIPRENDERSELO!

- QUI LE FONTI DELLA PRIMA LEZIONE DI COMPOSIZIONE DI RONCO.lezione shizzo-progetto (.PDF)