Ark.inU blog

26 febbraio 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News + Ark.inU Video

1930 —> 2083, un salto nel tempo.

Un argomento a me molto caro quando si parla di progetto è il concetto che lo fa nascere. Il “concept” ha, a mio parere, moltissima importanza considerando che l’arte che noi andiamo ad imparare, deve essere si, supportata da una base scientifica, ma che deve comunicare molto e deve essere per il futuro.

Oggi però vi propongo qualcosa di esterno all’architettura, si parla di moda, non così esterna dato che molti architetti sono tra i più grandi stilisti del mondo (Valentino, Giorgio Armani, Ferrè-morto- e altri. . .). . . vi propongo questi due video che sono molto distanti tra loro ma che sono estremamente interessanti perchè ci fanno riflettere su come dobbiamo ragionale quando si pensa al futuro. . . curiosa è la distanza dei video tra di loro ma la vicinanza delle previsioni al nostro tempo. . . ecco qui. . .

LA MODA DEL 2000 IMMAGINATA NEL 1930:

LA MODA (sportiva) DEL 2083 IMMAGINATA OGGI:

25 febbraio 2010 | Ark.inU Events + Ark.inU News

Mostra: “Progetti-IN BILICO” chiude.

Sta per concludere l’esposizione “Progetti-IN BILICO”, organizzata dai docenti e dagli studenti del corso di Laboratorio di composizione architettonica 08/09.

Il tema di progetto era “l’albergo diffuso”, da realizzarsi a Tarvisio. Per l’occasione abbiamo creato diverse librerie di foto dell’evento, ora disponibili anche su il canale Flickr del blog.

In fine vorremmo ringraziare di cuore i Docenti tutti, ma in particolare l’Arch. Barbarewic, l’Arch. Tenca, l’Arch. Astolfo e l’Arch. Zambon, grazie, soprattutto per la tenacia e la fiducia.

Grazie anche a chi è passato e  ha guardato, e concludo dicendo che questa breve esposizione dei nostri progetti è stata un’esperienza di notevole importanza per noi studenti di architettura, ci ha fatto sentire presenti in un ambiente che non ci dimostra profondo interesse; speriamo dunque che l’esposizione dei progetti, per quanto possano essere acerbi, vengano esposti come consuetudine non come eccezione.

24 febbraio 2010 | Ark.inU News

Vitra (real) Haus.

Il campus Vitra continua ad allargarsi e continua ad arricchirsi di opere di grandi esponenti contemporanei dell’architettura (SANAA, Zaha Hadid, Alvaro Siza, Tadao Ando, Frank Gehry, ecc.). Ultima parte del campus del progetto è la Vitra Haus; ovvero la casa di Vitra, ad opera del duo di cui tutti noi vorremmo essere almeno cugini in questi anni, ovvero Herzog & De Meuron; sempre più famosi e sempre più privi di un sito proprio. . . ma tornando al progetto: a Vitra è sempre stato molto a cuore il concetto di “casa abitata”, ovvero i loro oggetti dovevano essere pensati per un vero utilizzo, non semplicemente da mettere in vetrina. . . sembra scontato ma credetemi non è sempre così ovvio per tutti. Da qui le campagne pubblicitarie dei loro oggetti immersi nel disordine che ogni casa ha, immersi tra i bambini che si godono la collezione Eams per i piccoli, quindi anche lo spazio espositivo per la collezione casa dell’azienda doveva incorporare questo aspetto.

Il duo svizzero interpreta la casa con la classica forma a capanna, ma sovrappone diversi moduli creando una sorta di catasta di case, che si intersecano e creano lo spazio per l’esposizione, che all’interno è ben divisa e frammentata da questa originale disposizione degli spazi. (DOPO LO STACCO SEGUONO DELLE BELLISSIME IMMAGINI!)

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23 febbraio 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News + Ark.inU Video

American Vintage Home 2.

Guardiamo ancora una volta in dietro e questa volta guardiamo il video fatto dalla Disney per il concept delle strade del domani. Questa animazione stile Jetson fa sorridere ma il design è strabiliante!

22 febbraio 2010 | Ark.inU News

Gastronomia multi-sensoriale di Philips Design.

C’è chi si chiede come mangeremo nel futuro. Quali saranno le nostre abitudini alimentari, come serviremo, percepiremo e consumeremo il cibo. Immaginando scenari nel proprio centro ricerca di Eindhoven, Philips Design ha elaborato 3 nuovi prodotti di tableware dalle caratteristiche un po’ visionarie.

Al contatto col calore del cibo, i piatti in ceramica Lunar Eclipse, Fama e Tapa de Luz si illuminano come una lampada, offrendo all’utente una nuova percezione sensoriale del cibo. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con il ristorante basco di cucina molecolare -3 stelle michelin- Arzak. [fonte: designer blog]

19 febbraio 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News + Ark.inU Video

I “Digital Graffiti” di Tangible Interaction.

Digital Graffiti at the Olympic Village from Alex Beim on Vimeo.

Una delle nuove frontiere della street-art e in particolare dei graffiti sembra essere quella che prevede l’interazione con la video arte e tutte le nuove tecnologie legate all’immagine digitale. Si evita l’invasione (spesso indesiderata) delle superfici urbane e i conseguenti costi dei materiali ed eventuale, successiva copertura.

Nascono quindi continuamente dei dispositivi che hanno anche il vantaggio di poter essere trasportati ovunque e garantire divertimento durante delle performance ‘a noleggio’. Proprio quello che è accaduto in occasione del party al villaggio degli atleti commissionato dal Vancouver Organizing Committee per le Olimpiadi invernali di quest’anno.

La Tangible Interaction di Alex Beim ha realizzato “Digital Graffiti”, uno strumento che permette di disegnare su grande schermo come se si utilizzasse un qualsiasi software per l’illustrazione. Affidandosi all’esperienza in fatto di workshop di Carson Ting e Denise Cheung della Chairman Ting Industries, ha conquistato il pubblico con una serie di lavori prodotti sul momento per poi essere rapidamente cancellati e sostituiti. Il futuro dell’arte di strada passa anche da qui.

[fonte: designer blog]

18 febbraio 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News

American Vintage Home.

Uno straordinario archivio su Flickr. E’ quello realizzato con grande cura da American Vintage Home, che ha organizzato in set le architetture e gli interni americani dalla fine dell’800 agli anni ‘60. Alcune immagini sono da archivio, altre sono scattate tra le città e la provincia americana. Un riferimento da tenere d’occhio anche per le prioprie ispirazioni grafiche.

Qui l’archivio.

[fonte: designer blog]

17 febbraio 2010 | Ark.inU News

Anteprima Salone 2010: Void, le nuove lampade di Tom Dixon.

La prima anteprima dal Salone del Mobile è un momento topico, perchè significa che la grande kermesse è vicina e ci aprirà presto i battenti su tutte le sue sfavillanti novità. Ma quando, poi, a rompere il ghiaccio è addirittura da Tom Dixon, la felicità va proprio alle stelle. Eh sì, perchè il grande designer inglese -che personalmente mi è sempre piaciuto tantissimo- è il primo a farci sapere qualcosa su quanto presenterà il prossimo aprile.

Void, questo il nome della sua nuova lampada, viene descritta come “un misterioso oggetto luminoso, un doppio muro centrifugato a prova di calore”: una sintesi quanto mai criptica, ma meno male c’è la foto! Costante, ancora una volta, l’uso privilegiato dei metalli, in questo caso il rame, l’ottone e l’acciaio, di cui convince molto anche l’abbinamento.

Un’altra, poi, la novità interessante: lo stand di Tom Dixon, come sempre al Superstudio Più, verrà concepito come una “FLASH FACTORY”, una sorta di fabbrica mobile -resa possibile dal controllo numerico, precisa il designer- dove sarà anche direttamente disponibile una piccola lampada in ottone, che sarà consegnata impacchettata ma potrà anche essere montata sul posto.

[fonte: designer blog]

16 febbraio 2010 | Ark.inU News

David Adjaye ripensa la sede di MOROSO.

Abbiamo parlato poco tempo fa di MOROSO; una notizia dell’ultima ora riguarda la nuova sede dell’azienda udinese, ad opera di David Adjaye, promettente progettista che in pochi anni ha imposto il suo stile e che suscita notevole interesse da parte della critica. Ecco il progetto per MOROSO.

15 febbraio 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News

Quando il suono diventa ambiente e storia.

Oggi vorrei parlare di musica e ragionare sull’impatto che il suono ha sull’ambiente che lo contiene o sullo spazio meglio definito come “stanza”. Di esempi di grandi sale da musica ne abbiamo molti. Cosa molto interessante è capire il processo che fa il progettista, analizzare il pensiero che lo muove a realizzare qualcosa che deve essere in grado di contenere la musica. . .  Esempio più banale possibile in questo campo è l’opera di Piano a Roma; l’auditorium Parco della Musica. Queste coperture curve e pesanti (le lamine delle coperture sono in piombo, trattato per renderlo meno tossico possibile) fanno da corazza al suono, lo contengono, mentre all’interno delle forme quasi zoomorfe, simili a ghiandole di uno stomaco in legno servono al suono per rimbalzare meglio, tutto è in funzione del suono, in primis i materiali. Passando a un’opera già trattata nel blog; l’opera house di Dallas, di Sir. Foster, possiamo notare che la tendenza è diversa, anche se non molto. . . Anche Foster protegge il suono inserendolo in un’ovale rosso, ma poi apre l’edificio in maniera che tutti possano godere indirettamente della forma, e ancora indirettamente essere consci che la musica si trova li dentro. . . ben protetta. Esempi del genere sono molti oggi; se pensiamo a teatro o sala da concerti, ci colleghiamo direttamente con l’immagine iconica dell’Opera House di Sydney. . . ormai considera l’emblema dell’opera house per eccellenza . . . forse in futuro verrà considerata una sorta di Teatro Marcello. . .

Sta di fatto che l’architettura in funzione della musica è forse una delle più belle espressioni artistiche che possano esistere. . . quando l’arte soddisfa se stessa non può esistere di meglio.

Io ora ho riportato solo 3 esempi, distanti tra loro ma moderni, ma l’architettura per la musica è una campo ampissimo, che a mio parere meriterebbe una specializzazione professionale separata dagli altri tipi di architetture. Per finire segnalo una frase nota e vi consiglio un’ascolto molto interessante . . . l’ascolto è gratuito.

“IO CHIAMO L’ARCHITETTURA MUSICA CONGELATA”

J. W. Göethe

12 febbraio 2010 | Ark.inU News

Torino porta Susa, ancora grandi stazioni, ma il servizio?

Entro il 2011 Torino si doterà di una nuova stazione ferroviaria. “Porta Susa” sarà uno scrigno di cristallo, una sorta di telo che si adagia sui binari, continua anche la tendenza molto pratica di interrare i binari per liberare lo spazio soprastante e così donare un vero è proprio quartiere alla città.

Possiamo però fare una critica. Le nuove stazioni delle Ferrovie dello Stato sono indubbiamente accoglienti e moderne (le principali) ma con il progetto 100 stazioni di Fs che si è trasformato in “rifacciamo tutte le stazioni d’Italia” si è dimenticato forse di considerare il servizio. Mettiamo a proprio agio anche i viaggiatori. So che è un discorso fatto e strafatto ma ogni volta che vedo questi meravigliosi progetti, non posso non pensare alla condizione in cui viaggiano i pendolari in Italia.

10 febbraio 2010 | Ark.inU News

Il Richmond Olympic Oval di Cannon Design.

Chi segue il blog si sarà accorto che io soffro di frebbe olimpica, non sono un grande sportivo, ma non riesco a resistere all’idea di una celebrazione a livello mondiale.

A due giorni dall’apertura dei giochi invernali possiamo osservare delle ottime architetture. Qui il Richmond Olympic Oval, sede dello speed skating.

9 febbraio 2010 | Ark.inU News

Addio all’architetto, una legge lo ha ucciso.

Il governo vuole rivedere i limiti di competenza dei geometri e di chi possiede un diploma tecnico.

Così facendo la figura dell’architetto, dottore in architettura, è sminuita, denigrata, svergognata . . . la passione, la scienza di modificare o creare lo spazio in cui viviamo perderebbe ogni significato, ridotta ad un semplice pratica acquisibile  da una scuola superiore. . .

Riporto qui il disegno di legge:

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8 febbraio 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News

Helvetica Cookies & food design.

Beverly Hsu ci da la possibilità di scrivere con un perfetto font Helvetica il nostro nome, però il tutto in pastafrolla.


Esiste una categoria che racchiude questo tipo di lavori, il Food design, pratica molto comune tra gli chefs “pluri-stellati”, e che, se guardate la tv, sta causando non pochi problemi ultimamente. . .  Si sà, l’occhio vuole la sua parte e questa corrente esaspera il motto sino all’estremo, sino a compromettere il gusto dei piatti, a volte. Il food design non è nato ieri, la cultura del cibo come arte si può riscontrare in diverse epoche e tradizioni, a partire da quella asiatica.

5 febbraio 2010 | Ark.inU News

Quirky

Produttori di idee… un sogno che si avvera o una fregatura!?