Ark.inU blog

29 gennaio 2010 | Ark.inU News + Ark.inU Video

Jon Klassen per Vancouver 2010.

Illustratore sopraffino e graphic designer: uno di quelli -avete presente, no?- davanti alle cui gallery la mascella raggiunge il piano del tavolo mentre scorrete le immagini. Uno che, tra le altre cose, è dietro a quel capolavoro di animazione che è Coraline. Uno bravino, insomma.
Abbiamo parlato anche delle prossime Olimpiadi, quelle invernali a Vancouver: curatissime sotto ogni punto di vista, con un merchandising da far impallidire il Ciao dei nostri poveri mondiali del ‘90 e una serie di iniziative collaterali che attingono sapientemente sia alla tradizione canadese che alle forme di comunicazione contemporanee.
Unite le due cose e otterrete il fascino di questo incredibile trailer animato appunto da Klassen con la supervisione dello StudioAka. Diretto da Marc Craste, proposto in due versioni da 20 e 40′, evoca lo spirito olimpico attraverso la leggenda di un inuit che dovette dare fondo a tutte le sue risorse e le sue abilità per riportare la luce e la pace nel suo mondo vittima del buio e del male. Trattenete il respiro e godetevi le immagini.

[fonte: designerblog]

28 gennaio 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News + Ark.inU Video

iPad.

Credo sia dovuto oggi, dedicare un articolo al nuovo impressionante prodotto che Apple ha presentato ieri. Il nuovo iPad è un connubio di tecnologia e arte; è il mobile device più potente al mondo, qualcosa che ogni designer sognerebbe di pensare. Voglio infatti concentrarmi sul design del prodotto. Ho già sentito commenti positivi e negativi, tra i quali: ” …questo è un iPhone sotto steroidi” … o “… è troppo grande per fare quello che fa e troppo piccolo per fare quello che dovrebbe fare”… Esaminiamo. Lo schermo misura 9.7 pollici ovvero quasi 3 volte l’iPhone, questa misura è dovuto al fatto che il concept prevedesse una tastiera quasi a misura reale, in questo modo sarebbe stato molto più comodo digitarci. Altro particolare è il bordo nero che qualcuno ha definito inutile, ed effettivamente non ha tutti i torti… ma la scelta è ben ponderata, il bordo infatti lo conforma allo schermo dei Macs, inoltre a contenere i diversi sensori ad infrarossi utili a regolare la luminosità dello schermo. Lo spessore del prodotto è davvero impressionante, solo 134 mm nella parte più spessa e pesa solo 68 g … al tatto dunque è simile ad una vera e propria rivista o giornale e questo lo rende un prodotto a cui le persone sono abituate… non è come tenere il portatile sulle gambe… si può tenere con una mano sola.



Jon Ive, storico designer di Apple, l’uomo che ha rivoluzionato l’industrial design lo ha così definito: “E’ magia. Non c’è un modo giusto o sbagliato per usarlo. Io non devo cambiare me stesso per adattarmi al prodotto, lui si adatta a me.”

A questo punto è solo questione di aspettare che arrivi a marzo e provarlo… credo che sarà un oggetto di culto, dedicato ad un range di persone che sapranno apprezzarlo… ma … ricordiamoci sempre il principio di inerzia del design!!

OGNI CAMBIAMENTO E NOVITA’ A PRIMA VISTA SEMBRA SEMPRE ORRENDO.

Piccola nota finale dedicata al design: Steve Jobs durante la presentazione siede su una LC3 di Le Corbù e appoggia l’iPad su di un tavolino Saarinen! Che stile…

27 gennaio 2010 | Ark.inU News

Nuovi monumenti. In liguria.

Patria del maestro Piano la liguria, o più in particolare Genova, sembra aperta a contaminazioni architettoniche di notevole impatto. Una terra che riconosce il bello ma che è butterata dal brutalismo degli interventi che la rendono “città” – la sopraelevata, i grattacieli di dubbio gusto, i grandi complessi di residenze popolari.

Sono diversi i progetti che interessano Genova in questi anni, primo fra tutti completamento dell’intero waterfront ad opera dello stesso Piano; ma tutti i progetti sono accomunati da una dimenzione monumentale.

Interessanti sono il nuovo ”Grafting Urbanism” di Cappelletti, Busana, Ambrosini e Czarzasty, per la nuova stazione dei treni e il nuovo Begato, storico residence; e il nuovo ”New landscapes of the sustainale city” di Martenes, Reitsema, Weerink, Romgens, che si intergra al progetto precendente.

TERZA REGOLA PER FAR SI CHE L’ARCHITETTO SI SALVI L’ANIMA: Pensare di poter migliorare la situazione attuale.

(seguono le immagini)

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26 gennaio 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU Info

Ark.inU Playlist – McList

So per certo che ognuno ascolta della musica mentre progetta, pensa o cerca di fare qualcosa, solitamente è così. . .

Ho proposto al team di Ark.inU di preparare una playlist con le canzoni che ascoltano mentre progettano, così da creare una sorta di archivio. Le canzoni si possono ascoltare o acquistare* da iTunes.

La prima playlist è la mia, eccola:

1° I Want To Be Alone (Dialogue) – Jackson C. Frank

2°  Desired constellation – Bjork

Here before – Fever ray

Hyperballad – Bjork

Let it will be (Paper faces mix) – Madonna

Magick – Klaxons

Alive – Daft punk

If i had a heart (F**k buttons remix) – Fever ray

Silent shout – The knife

10° Phantom p.II – Justice

*devi avere un account iTunes, il costo delle canzoni va da 0,69 € a 1,29€.

22 gennaio 2010 | Ark.inU Events + Ark.inU Info

Mostra: “Progetti in bilico”

Ciao ragazzi! Vi informo che cè la seria intenzione nel mese di febbraio di allestire una mostra dei progetti dei laboratori di composizione del primo anno dell’anno scorso. titolo: PROGETTI IN BILICO. Location: i corridoi del dipartimento al primo piano. Vorremmo esporre i modellini dell’esame finale e anche qualche studio preparatorio. Sono a chiedervi un po di aiuto per l’allestimento… la data fissata per ora è il 2 febbraio, in concomitanza con il primo appello del laboratorio. I modelli dovrebbero rimanere esposti fino all’inizio del secondo semestre. Se qualcuno di voi ha conservato il modello generale e preparatorio dell’area, vi pregherei di portarlo (ne basta uno o due).

Giovanna Astolfo

21 gennaio 2010 | Ark.inU News

Trova le somiglianze.

Secondo voi la casa do Elding Oscarson in Landskrona, potrebbe avere qualche analogia con la casa a Sumiyoshi di Tadao Ando ?

[Fonte: ctrlX]

SECONDA REGOLA PER FAR SI CHE L’ARCHITETTO SI SALVI L’ANIMA: Essere cosciente della permanente condizione di “ultimo arrivato”.

19 gennaio 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News

Maarten Baas, il designer piromane con una medaglia.

Maaeten Baas è stato nominato designer dell’anno, nomina postuma al suo progetto “Smoke”. Per la tesi di laurea, Baas, ha dato fuoco alle sedute di design più famose al mondo (Eams,Rietveld, Wright ecc.) il suo gesto così provocatorio e scioccante per i più, è stato però a posteriori considerato un atto poetico e drammatico che saluta il passato e inaugura una nuova era, a mio parere l’era è quella della Design Art, la corrente sempre più forte fatta da designers che non hanno paura di scioccare attraverso l’oggetto più quotidiano. I progetti di Baas sono evocativi, esoterici, dissacratori e tutt’altro che riproducibili . . . insomma sta rivoluzionando il mondo dell’oggetto. . . ma ci piace.

seguono altre immagini.

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18 gennaio 2010 | Ark.inU News

OMA-dontico.

L’Office for Modern Architecture senza dubbio è in grado di ispirarci e sorprenderci. Il progetto lo affrontano sempre con molta freschezza e uno spiccato senso modaiolo, aspetti interessanti si, ma a volte pare si possa cogliere un virtuosismo eccessivo, fuori luogo . . . e si sa il troppo stroppia . . . prendo ad esempio il progetto “The Interlace” per Singapore: la geometria del progetto, non evoca gli intrecci tessili o i fini intarsi della cultura indo-cinese, che a quelle dimensioni perderebbe comunque ogni affinità logica, ma sebbene probabilmente questo non fosse lo scopo del progetto, il risultato è senza dubbio “intrigante”, ma sconvolgete, non oso pensare il dispendio di denaro per realizzare l’opera. Ma gli esempi sono molti dove le leggi della fisica per il team non sembrano essere un problema. Prendiamo ancora un progetto abbastanza fresco come la “India Tower“. Questo altissimo cilindro si deforma nel centro -è il centro il punto d’osservazione non la cima- fino a diventare quasi cubico per poi tornare cilindrico e concludersi bruscamente. Viene proposta come “landmark” per la città. Discutibile. Ma ora non vorrei diventare troppo critico dato che non ne ho le facoltà. OMA è un punto di riferimento per l’architettura mondiale, i suoi partners (Rem Koolhass, Ellen van Loon, Reiner de Graaf, Shohei Shigematsu, Ole Scheeren, Victor van der Chijs) hanno una esperienza elevatissima e hanno creano opere che sicuramente resteranno nella storia. . . ma il punto del mio discorso è che . . . essere ORIGINALI, non significa che di conseguenza dobbiamo distaccarci dalla realtà. Sebbene siano idee, sebbene sia concetto. . . noi dobbiamo avere la realtà negli occhi ed essere coscienti di ogni aspetto della vita delle persone. . . anche se siamo “famosi”.

PRIMO PASSO PER FAR SI CHE L’ARCHITETTO SI SALVI L’ANIMA: Non dimenticare la reltà.

16 gennaio 2010 | Ark.inU Info

Ark.inU INFO – Esame Architettura Tecnica.

Si informano gli interessati che Mercoledì 20 (tutto il giorno) e  giovedì 21 (nel pomeriggio) i gruppi che hanno concluso il cabin potranno avere la valutazione in vista dell’esame.

Mercoledì 20 ci saranno comunque le revisioni.

Prof. Arch. Mauro Bertagnin e Ing. Dèsirèe De Antoni.

15 gennaio 2010 | Ark.inU News

New Domino Masterplan

Il masterplan si concentra nel recupero della zona dell’ex zuccherificio Domino. Il progetto consiste nella realizzazione di abitazioni economiche, ma di qualità e in un grande spazio verde che le circonda.

Ancora una volta è possibile notare la politica della “Zones” che il comitato urbanistico di New York continua ad usare dal 1970, rivedendo e correggendo; sembra che all’uniformità della città, si pensi a creare sempre più “Blocks”, ognuno con la sua caratteristica e range di clientela. Anche se non sembra che questo crei problemi alla città, anzi, forse a lungo andare il tutto assumerà un pò l’aspetto da Parco divertimenti, aspetto che non sembra turbare gli americani, tutt’altro. (ndr)

[fonte: Archiportale]

14 gennaio 2010 | Ark.inU News

My white, colonial house.

La maggior parte di noi vive in zone dallo sviluppo urbano denso, congestionante. La maggior parte di noi si ritrova a pensare che un giorno, lontano dalle glorie o dagli insuccessi di una vita, vorrebbe solo ritirarsi, per restare in pace.

Una casa. Bianca. Semplice. Nulla di più, di un posto sereno.

La casa dei sogni. Magari in America. A Colorado Springs. Bianca. In legno.

Si, poi dobbiamo solo decidere il numero delle stanze da letto o dei bagni. Chi di voi ha mangiato la foglia, ha capito dove voglio arrivare. Dov’è l’architetto?

Quando giunge il momento della casa dei sogni, possiamo notare, che la tendenza al fai da te è sempre più comune. Per realizzare un sogno basta un catalogo, un’azienda rapida e di livello e il sogno è servito. Questo forse vi sembrerà un discorso banale. Tutto sommato però, a noi viene chiusa una porta. Una delle soddisfazioni più grandi dell’architetto, che fa il suo lavoro con passione, è dare la casa dei sogni al suo cliente. La sua piccola casetta bianca, forse sarà uguale a quella dell’azienda sopra citata, ma indubbiamente avrà un pezzo di anima dentro. Patetico? Non credo. . . in cosa consiste l’anima dell’architetto? (continua presto).

13 gennaio 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News

Padiglione Farola

UNA VOLTA ERA (1992) . . .

Tutto comincia con una “Scultura per Gioco”. Siamo nella periferia industriale di San Donà di Piave, in un’area di nessuno, destinata a verde e parcheggi di lottizzazione; l’immaginazione e la volontà di un imprenditore visionario la trasformano “inventandola” come parco: il Parco della Scultura in Architettura. Questo spazio di risulta, disegnato da due strade e delimitato visivamente dal terrapieno del fiume Piave, diventa un’occasione di progetto. Viene così sottratto un piccolo lembo di terra alla città diffusa, ai chilometri di banali edifici industriali e ridonato, nuovo, alla città. Da spazio dimenticato, diviene luogo d’incontro, da spazio inutile si converte in luogo d’esperienza, da discarica di macerie, quello che stava diventando, si trasforma in un serbatoio di idee. Pochi segni costruiscono il nuovo paesaggio: un piano verde, filari di pioppi cipressini piantati in prospettiva accelerata e la prima scultura, una “Scultura per Gioco” di Bruno Munari. Nel tempo il parco si arricchisce di nuovi episodi, ogni anno un architetto risponde regalando al parco una nuova scultura. E’ una pausa il piccolo parco, una pausa nel caos di segni e rumori. Attraversandolo si disvela, ci tramanda le sue storie e ci confida le sue verità.

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12 gennaio 2010 | Ark.inU Store

Doctor Doctor!

Nuove magliette e cappellino nello store, per fare onore ad una filastrocca già sentita. . .