Ark.inU blog

31 dicembre 2009 | Ark.inU News

YANKO design fa una lista dei migliori concepts del 2009

Ecco i 50 concepts scelti da YANKO, tra i quali oggetti molto belli ma totalmente inutili, ma anche ipotesi per un Mac OLED o la PS 4, o ancora bombe per seminare o semafori con il conto alla rovescia, ma d’altro canto il motto di YANKO è “form beyond function”:

  1. Zip Up Earphones by Ji Woong.
  2. IContact by Eun-Gyeong Gwon.
  3. Fountain Tab Faucet by Jin-Sun Park.
  4. CarGo Pick-up Truck by Adam Schacter.
  5. Mobile Mini House by Stephanie Bellanger.
  6. Stapleless Paper by Sherwood Forlee.
  7. ‘Fresh Blow’ Portable Aromatherapy by Moonhwan Lee.
  8. The Window Phone by Seunghan Song.
  9. MacBook Touch by Tommaso Gecchelin.
  10. Cassette Tape Digital Player by Stefano Pertegato.
  11. Wind Up Battery by Qian Jiang.
  12. Diesel-electric Hybrid Truck by Adam Palethorpe.
  13. Moss Carpet by Nguyen La Chanh.
  14. Duo-wheel BMW by Pierre Yohanes Lubis.
  15. Order/Water/Bill Lights for Waiter by Doyeop Kim.
  16. Translate What You See by Jaeseok Han.
  17. Dynamically Augmenting Wheel System by Charles Pyott.
  18. Playstation 4 by Tai Chiem.
  19. Toilet Seat Scale by Haikun Deng.
  20. MID (Mobile Internet Device) by Petr Kubik.
  21. LightLane by Evan Gant & Alex Tee.
  22. Map & Projector Device by Jin-Sun Park.
  23. Eko Stoplight by Damjan Stankovic.
  24. USB Fingertip by Alberto Villarreal.
  25. Bamboo Speakers by Jocko Chan.
  26. Numlock Door Handle by Jaeseok Han.
  27. Artistic Sex Toys by Jacobo Munoz.
  28. Seedbomb Plant Capsules by Jin-Wook Hwang.
  29. All-In-One Kitchen Tool by Derek Roberts.
  30. Laser Guitar Trainer by Eugene Cheong.
  31. Portable Record Player by Charles Pyott.
  32. Pho Tableware by Omid Sadri.
  33. Honda Fuzo Car by John Mahieddine.
  34. Rechargeable Batteries without the Dock by Qian Jiang.
  35. “Break It” Package by Mi-Rae Kim.
  36. Transparent Iron by Dong-Seok Lee.
  37. Interactive Tiles by Soo-Jin Chou.
  38. Keystick Keyboard by Yoosang Kim.
  39. Designers Workstation by Luke Riggall.
  40. Concrete Block Humidifier by Sang-Jang Lee.
  41. RT20 Highway Patrol by Mathieu Lewis.
  42. Camera Lens Calender by Sharad Haksar.
  43. Power Cords Management Strip by Hyukjae Chang.
  44. CB750 Honda Motorcycle by Igor Chak.
  45. SoundBulb by Hoang Nguyen.
  46. Daylight Savings Clock by Denis Guidone.
  47. Minutuner by Antrepo Design Industry.
  48. Bird Cage/Aquarium by Constance Guisset.
  49. iShelf by Li Jianye.
  50. Disposable Paper Laptops by Je Sung Park.

Seguono alcune immagini.

continua >

31 dicembre 2009 | Ark.inU News

Graeme Massie Architects si aggiudicano il masterplan per il porto di Reykjavik

Con un’area di circa 80 ettari lo studio scozzese ha riassunto la sua vittoria per il masterplan del porto di Reykjavik. Nulla di stravagante ne eccessivo per questo intervento, che ricorda il grande recupero delle “island” di Amsterdam. Residenze, attività commerciali e servizi vengono pensate nell’ottica di inglobare le preesistenze. La cerniera che questa riqualificazione deve rappresentare tiene conto delle future espansioni che la morfologia della piccola capitare islandese può richiedere, non denunciando un vestito troppo stretto per le capacità. Ecco quindi l’umiltà per la quale il progetto ha vinto su idee incestuose e stonate.

1
2
3

30 dicembre 2009 | Ark.inU News

Foreign Office Architects per la zona portuale di Pasajes

Il progetto riguarda il recupero della zona portuale di Pasai San Pedro (Paesi Baschi, Spagna). L’intervento prevede la valorizzazione della zona di pesca e la costruzione di un nuovo mercato ittico. La proposta vincitrice ha ottenuto il voto unanime della giuria per il suo “carattere iconico ma al contempo funzionale” e rappresenta la prima tappa del più ampio progetto di valorizzazione urbanistico-architettonica cui la città sarà soggetta nei prossimi anni. Stando a quanto dichiarato dall’Autorità portuale di Pasaia, la proposta dovrebbe essere completata entro luglio 2010, mentre i lavori di realizzazione della stessa dovrebbero terminare entro il 2012.

30 dicembre 2009 | Ark.inU Store

Nuovi articoli nello store!

Nuova collezione “ME” allo store!!!

29 dicembre 2009 | Ark.inU News

Darren Gilford e il design di “Tron Legacy”

Non potremo vederlo prima del prossimo anno, ma Tron Legacy è già un successo annunciato. Seguito (e remake?) del celebre film del 1982 che ha radicalmente cambiato il modo di concepire l’immaginario tecnologico, il film sarà una delle esperienze visive più spettacolari che ci attendono nel 2010. Se per le novità cinematografiche potete affidarvi a Cineblog, qui vogliamo invece parlarvi di due dei personaggi più importanti dietro questo sequel: Kevin Ishioka, l’art director capo di questa produzione (già noto per Spiderman II e “Men In Black II”, di cui ha realizzato gran parte degli scenari), ma soprattutto Darren GilfordProduct Designer e illustratore per il cinema e la pubblicità, ha avuto il difficilissimo compito di attualizzare, senza snaturarlo, tutto il lavoro fatto da Syd Mead (industrial designer che aveva già prestato il suo talento per Blade Runner), Peter Lloyd alle ambientazioni e soprattutto Jean Giraud (Moebius), il celeberrimo e visionario autore francese di fumetti che aveva ideato l’intero set e i costumi. Il risultato è -già- sotto gli occhi di tutti. Modernità e tradizione perfettamente fusi. Un miracolo di design nel rispetto dell’estetica precedente. Sarà difficile resistere visto che non è ancora stata neanche annunciata una data. Di seguito, una gallery con concepts, mezzi e scenari. (altre immagini seguono)

continua >

29 dicembre 2009 | Ark.inU News

StairPorn: il feticismo delle scale.

Questa ci mancava. Che ogni appassionato di design abbia i suoi feticismi si sapeva. Che molti ci abbiano dedicato interi siti, anche. L’interior design forse è l’ambito meno ‘bersagliato’. O dovremmo dire ‘era’, visto il portale che andiamo a presentarvi. Stairporn è, come suggerisce in modo abbastanza inequivocabile il nome, un sito dedicato alle scale. L’attitudine è però tutt’altro che pornografica (se non in senso ironico). Qui si parla di gradinipedatealzate, sempre con un occhio attento alla funzionalità e al valore estetico di arredo. Sarà perché sono una trita ma efficace metafora della vita o perché in architettura e design prima o poi tutti si cimentano nel cercare le maniere più innovative per raggiungere livelli diversi (o magari crearne proprio a partire dall’elemento inclinato), ma questo Stairporn ha qualcosa di ipnotico. E’ quasi impossibile smettere di guardare perdendosi tra chi ha fatto delle scale una specie di -divertita- ossessione. D’altronde, come si legge nelle note: “If you came here looking for sex, you’re plumb outta luck”.

28 dicembre 2009 | Ark.inU News

“quindi la forma si trova attraverso i problemi” – Cifra 3, una storia di design udinese

cifra3

Esposto al Museum of Modern Arts di New York ed al Science Museum di Londra, Cifra 3, è un “masterpiece” del design italiano. Progettato dall’architetto udinese Gino Valle nel 1965 e prodotto dalla Solari di Udine è considerato una pietra miliare del design italiano, capace di essere annoverata tra i più importanti oggetti d’arredamento del XX secolo.

cifra 3_2

“ Il primo orologio, il primo riferimento è stato una forma completamente aformale, cioè un sasso. Mi ricordo che l’abbiamo fatto con la plastilina, in maniera che fosse una forma assolutamente non riconoscibile, come un sasso.
Dopo di che quando ho fatto il Cifra 3 l’ho fatto con un cilindro, perché ho messo dentro le palette proprio che descrivevano quello che si vede nell’orologio trasparente, che è quello a 40 palette. Poi ho ritagliato un cilindro dietro per farlo stare fermo. Basta. Quindi la forma si trova attraverso i problemi…” (Gino Valle)
28 dicembre 2009 | Ark.inU News

Rayerbazar, islam ed intelletto

rayerbazar1

No, Dacca non è solo Louis Khan.

Durante la guerra di liberazione del Bangladesh molti tra medici, poeti, scrittori, ingegneri ed intellettuali vennero assassinati dall’esercito pakistano. L’ultimo grande massacro solo due giorni prima della liberazione. Era il 14 dicembre 1971. Il monumento alla loro memoria eretto, opera dell’architetto Mostafa Alì Kuddus, fu il frutto della volontà di replicare le mura distrutte, simbolo di una nazione che ha perso un grande patrimonio intellettuale, ma allo stesso tempo convinta che la rinascita doveva muoversi attraverso le nuove “giovani anime”. Questo era il Bangladesh degli anni ‘70. La Dacca di Louis Khan.
Ora il sito del monumento è bombardato dall’inquinamento: solo un giorno all’anno viene interamente ripulito.
Il 14 dicembre.

27 dicembre 2009 | Ark.inU Art + Ark.inU News

l’orsetto tiranno e il suo discepolo tartaruga

Ecco a voi sua maestà Bossy Bear, 13 centimetri di prepotenza in vinile. B.B. è accompagnato da Turtle, suo fido compagno, che desidera solo diventare come lui. Tirannia e arroganza in formato toy sono nate dalla matita di David Horvath, padre delle Uglydolls e pluripremiato artista Usa che con la sua compagna Sun-Min Kim hanno cambiato il mondo dei giocattoli, dando man forte alla corrente della toy art. Durante le lezioni alla Parson Art School di NY David ritraeva le modelle come mostriciattoli, da quei disegni sono nate le Uglydolls.

27 dicembre 2009 | Ark.inU Video

murinsel

Vito Acconci, architetto newyorkese dalle origini italiane ha dato forma ad una vera e propria isola artificiale che caratterizza il percorso di questo ponte. L’Acconci-Insel, così chiamata per gli abitanti di Graz, Austria, è stata costruita nel 2003, anno in cui la città austriaca è stata capitale europea dell’architettura. Teatro all’aperto, anche di se stessa, l’isola è interamente strutturata in acciaio e rivestita con lastre di vetro.

26 dicembre 2009 | Ark.inU Contests

duepercinque

Nell’ambito del prossimo public design festival è stato bandito il concorso duepercinque. La dimensione di un posto macchina è il punto di partenza. Qui il bando. [ fonte: ctrl X ]

26 dicembre 2009 | Ark.inU News + Ark.inU Video

la GrandPari(s), non solo un masterplan

25 dicembre 2009 | Ark.inU News

pronta la Cité du Design a Saint-étienne, Francia.

La Cité du Design rappresenta l’anello di congiunzione tra il patrimonio industriale della città e gli investimenti nella creazione, ricerca e formazione per il futuro. Questa nuova istituzione riunisce in sé la École supérieure d’art et de design, la Saint-Etienne International Design Biennial e il Vocational Training Centre. Il progetto ha comportato il restauro di una serie di edifici storici e la realizzazione di nuovi edifici come il “Platine” (200×32 m), la torre Osservatorio (alta 31 m), due giardini e la Place d’Armes, uno spiazzo pubblico. L’Osservatorio, che sorge nel cuore della Cité, sconvolge l’apparente simmetria delle strutture e la gerarchia visiva tra la facciata e le aree di produzione. Domina dall’alto gli altri edifici e con la sua altezza, che ha consentito, durante tutta la fase di cantiere, di osservare dall’alto l’intero processo di costruzione, ha assunto ora il ruolo definitivo di punti panoramico. Il Platine è un “laboratorio climatico” la cui pelle, configurabile in diverse maniere, avvolge differenti attività, tra cui spazi espositivi, un auditorium, l’agora, una serra, una mediateca e una biblioteca. Questa pelle è modulata nei vari spazi in funzione delle esigenze di luce e microclima. La struttura del Platine è una sorta di traliccio, formato da una maglia tridimensionale di profili metallici di dimensioni minime, basati su un modulo di 2,10 m, che sono al tempo stesso sia tetto sia pareti. L’omogeneità e la distribuzione delle forze in tutte le direzioni generano una struttura non gerarchica – un openspace privo di qualsiasi sostegno strutturale intermedio. Viste dall’interno, le dimensioni minime dei profili segnano il confine tra interno ed esterno.

Il Platine è concepito come un unicum, in cui ogni parte interagisce con l’ambiente, e in cui ogni elemento è al tempo stesso il risultato e il determinante di altri fattori. Il progetto regola con precisione gli ambienti climatici interni e tende all’indipendenza energetica. La successione delle diverse aree all’interno del Platine, tutte climaticamente indipendenti fra loro, è caratterizzata da pareti divisorie chiamati filtri. Garantiscono sia la protezione acustica sia la stabilità climatica di ogni singola area, come, ad esempio, nella serra. I due layer dell’involucro sono coinvolti nella regolazione del microclima. Lo strato esterno dei vari pannelli è in grado di modulare gli input in aree diverse a seconda delle esigenze; filtra la luce, la assorbe e la trasforma in energia, regolando anche l’aria e gli scambi di calore. Sulle superfici interne, ventilazione naturale, riscaldamento e raffrescamento tramite un sistema reversibile di riscaldamento/raffrescamento a pavimento, e uno strato a bassa remissività nella parte inferiore aumentano il comfort termico degli occupanti. Il layer a bassa emissività delle pareti interne permette all’energia dissipata dai sistemi di riscaldamento/raffrescamento a pavimento di essere riflessa, come uno specchio termico. Sotto il Platine è stato realizzato un sistema geotermico, attraverso l’attivazione ‘termica’ di pali di fondazione, l’uso di pozzi canadesi per il pre-condizionamento dell’aria e gli scambi d’aria tra le zone per ridurre il consumo energetico.

25 dicembre 2009 | Ark.inU News

lo sperimentalismo delle forme a Cuneo

È Cuneo il teatro di rappresentazione delle sperimentazioni architettoniche di Duilio Damilano, l’architetto piemontese fondatore dell’omonimo studio: una stazione di servizio che sembra staccarsi dall’asfalto come un nastro di cemento, ed un avveniristico spazio per uffici che nasce dalla combinazione di spazi intersecati su livelli sfalsati. Si tratta del distributore “Gazoline” e degli uffici “Vidre Negre”.

“La progettazione di una stazione di servizio – spiega l’autore del progetto – costituisce un forte rimando all’idea del viaggio, di itinerari di breve o lunga distanza interrotti soltanto da alcune soste per poi riprendere la strada. Una pausa per il rifornimento, o soltanto per sgranchire un po’ le gambe prima di rimettersi in viaggio.

Il nastro riaffonda poi nel terreno per continuare verso altre destinazioni. Concepita solitamente come mero come supporto alla funzione, la stazione di servizio acquisisce così una forma architettonica. L’architettura, statica per definizione, diventa strettamente legata al concetto del flusso continuo che la avvolge e diventa panorama urbano senza interruzione di continuità”.

24 dicembre 2009 | Ark.inU Info

Ark.inU trasloca!!!

. . . il nostro intento è sempre lo stesso: essere un blog originale e inconsueto per i corsi di Architettura e Design all’Università di Udine! C’è del lavoro da fare ma non ci arrendiamo, noi proponiamo uno sguardo alle cose che forse manca da queste parti . . . ironico e menefreghista dei clichè . . . quello a cui dobbiamo pensare tutti è che se abbiamo scelto di diventare persone influenti ed importanti come degli architetti e designer non dobbiamo dimenticarci di guardare a ciò che facciamo con occhi sempre nuovi e con la mente sempre aperta e pronta a nuove idee. Ecco quello vogliamo fare insieme, un blog sempre nuovo, con la vostra partecipazione e grazie ad a|Udine possiamo realizzare questo progetto. . . e vedrete che risultato! A presto!