Ark.inU blog

American Vintage Home 3.

A Disneyland gli specialisti del quartiere dedicato al futuro, “Tomorrowland”, si sono scatenati nell’imaginare la casa del domani ma non solo. . . con questo articolo chiudiamo la serie: “American vintage home” .

9 marzo 2010 | Ark.inU Art

Architettura fatta a mano.

Partendo dall’esempio della “School handmade” di Anna Heringer & Eike Roswag realizzata in Bangladesh, vorrei parlare dell’architettura senza renderings, dell’architettura contenuta, dell’architettura fatta con materiali adatti a essere chiamati ecologici. Quando si deve progettare con un sistema costruttivo che stiamo dimenticando o che non conoscevamo cade uno dei principi fondamentali della progettazione. . . la firmitas. . . dobbiamo studiare, capire e poi interpretare un metodo che molto probabilmente con l’idea di costruire -nel senso contemporaneo- poco centra; l’architettura è sempre stata la più alto borghese delle arti. . .  insomma i pittori sapevano trasgredire, gli scultori non ne parliamo. . . ma salvo pochi casi forse – vedi i mega sigaroni di Mies- , l’architetto si è sempre più convinto che il costruire diventasse piano piano sempre più un’arte nobile. . .  che doveva evolvere secondo i crismi dell’evoluzione della tecnologia. . . e fin qui non saprei come ribattere. Sta di fatto però che si è cominciato a  perdere un contatto diretto, la commissione di diversi progetti e il molto lavoro – se c’è – costringono i professionisti anche non pluri-premiati a non concedersi più il piacere di costruire. . . qui poi entrano anche in campo centinaia di ragioni economico-politico-burocratiche. . .  come sempre; ma secondo me al vero architetto manca un pò la gioia di giocare con la terra,  Wright ogni tanto lo faceva. . . ma lui abitava nel deserto di terra ne aveva. . .

Ps: con questo articolo inauguriamo due tags- Natura e Costruire, perchè meglio riparlarne.

8 marzo 2010 | Ark.inU News

La Central Concert Hall Kazakhstan di Manfredi Nicoletti.

Manfredi Nicoletti – l’architetto che ha progettato la nostra università (che per intenderci per l’ultima volta è stata progettata come università non come prigione) – ha inaugurato la sua ultima opera la Central Concert Hall Kazakhstan.

Astana, la nuova capitale del Kazakhstan, è quasi baricentrica ad un territorio grande come l’Europa occidentale, con circa 16 milioni di abitanti, di recente indipendenza. In piena steppa, il nucleo direzionale di Astana occupa un’area rettangolare di circa 3,5 x 1,5 km. Il suo asse longitudinale si articola in un sistema di tre piazze di cui quella principale, all’estremità Est, è dominata al centro dal Palazzo Presidenziale e si chiude all’estremità opposte con il Parlamento e l’Auditorium di Stato. Sebbene delimitato da un parco, dal fiume Išim e da edifici di notevole altezza, l’immensità del luogo evoca quella della steppa.
In questo vuoto monumentale le strutture dell’Auditorium di Stato sorgono come petali di un fiore resi dinamici dalla musica. Queste creano un “involucro” che racchiude una piazza interna, animata da negozi, balconate, ristoranti, mostre e sale cinematografiche, che si integra al sistema delle piazze pubbliche di Astana, ma offrendo un ambiente protetto dalle severe condizioni climatiche del luogo. La piazza si estende anche sulla copertura dell’Auditorium, completamente rivestito in legno anche all’esterno e simile a una “dombra”, lo strumento tradizionale Kazako. Una geometria variabile adatta lo spazio interno dell’Auditorium, per 3500 posti, a vari tipi di spettacolo: opera, concerti, teatro.
Le vele, rivestite esternamente in vetro satinato si riflettono in un podio in granito nero lucido degli Urali che prosegue anche nella piazza interna le cui pareti sono in pannelli di cemento bianco. [fonte archiportale]

Mi viene da dire una cattiveria. . . (ndr) la tag “maestri” è per rispetto per l’età. . .


4 marzo 2010 | Ark.inU Info

Varie info.

Un pò di burocrazia ci tocca:

- PER CHI SA DI AVERE IL PROPRIO MODELLINO ESPOSTO PER LA MOSTRA PROGETTI IN BILICO, SAPPIA CHE DOMANI IN PAUSA PRANZO DEVE ANDARE A RIPRENDERSELO!

- QUI LE FONTI DELLA PRIMA LEZIONE DI COMPOSIZIONE DI RONCO.lezione shizzo-progetto (.PDF)

3 marzo 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News

A Rem Koolhaas piace il tacco.

A chi segue assiduamente il blog non sarà sfuggito che la tematica della moda è molto frequente ultimamente. . . beh non è un caso dato che in tutto il mondo si sta tenendo o si è appena conclusa  la settimana della moda da N.Y.C. a Milano; così anche anche noi, ci adeguiamo un po’. . .

Abbiamo parlato di:

- moda come concept;

- lo stilista che “diventa” architetto, o meglio interior designer;

e ora parliamo dell’architetto che diventa stilista – che come già detto è una consolidata realtà. . . (anche se ci crea sempre un pò di perplessità). Oggi parliamo di Rem Koolhaas, fondatore del’OMA e pluripremiato architetto, che non ha mai sdegnato il mondo del design e del design industriale soprattutto. Novità assoluta sono le scarpe che l’architetto olandese ha creato col sostegno dello stilista di scarpe Galahad Clark e prodotte a United Nude.

2 marzo 2010 | Ark.inU News

Maison Moschino.

L’edificio che fu la prima Stazione ferroviaria milanese, terminal della tratta Milano – Monza è stato oggi completamente ristrutturato nel pieno rispetto del suo aspetto originale che risale al 1840. L’interno invece è stato completamente ridisegnato, salvaguardando la divisione su quattro piani, e grazie all’uso delle ultime tecnologie in materia, risulta assolutamente insonorizzato.

Il design della Maison Moschino è stato realizzato sotto la direzione creativa di Rossella Jardini,

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Zaha Hadid a Padova.

Zaha Hadid @ Padua, Italy from Michael Carion on Vimeo.

27-02-10 Ark.inU va in missione a Padova con un “pull di sostegno” – Linda, Federica, Mattia e il buon Piero – per visitare la personale sull’architetto che, tra tutti, sta o meglio ha rivoluzionato il concetto di architettura contemporanea e di progettazione dell’architettura. La mostra si teneva – si è chiusa oggi partendo per Tokyo – nel Palazzo della Ragione. Il forte contrasto tra l’involucro e il contenuto ci dava l’idea di trovarci già in quel mondo futuristico che suggerisce la Hadid, dove i capolavori dell’antichità sono solo belle scatole per intenti ed interessi più moderni.

La mostra si sviluppava in sei aree a tema che dividevano i progetti: Linee – Onde – Aggregazioni – Campi – Paesaggio – Parametricismo. Il tutto organizzato come un mastrerplan in stile Z.H., quindi visitando la mostra la sensazione era quella di passeggiare in una città zahidiana. La raccolta dei progetti e degli oggetti realizzati nel corso della sua carriera erano tutti allineati come edifici che allenavano sia l’occhio, che la schiena, dato che l’altezza di certi espositori, dispiace dirlo, era al quanto sconsiderata. Il risultato è stato comunque fantastico, innovativo, una raccolta della cultura del futuro.

Pieghevole della mostra. (.pdf)

Ecco infine alcune foto – le altre su flickr saranno presto visibili:

26 febbraio 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News + Ark.inU Video

1930 —> 2083, un salto nel tempo.

Un argomento a me molto caro quando si parla di progetto è il concetto che lo fa nascere. Il “concept” ha, a mio parere, moltissima importanza considerando che l’arte che noi andiamo ad imparare, deve essere si, supportata da una base scientifica, ma che deve comunicare molto e deve essere per il futuro.

Oggi però vi propongo qualcosa di esterno all’architettura, si parla di moda, non così esterna dato che molti architetti sono tra i più grandi stilisti del mondo (Valentino, Giorgio Armani, Ferrè-morto- e altri. . .). . . vi propongo questi due video che sono molto distanti tra loro ma che sono estremamente interessanti perchè ci fanno riflettere su come dobbiamo ragionale quando si pensa al futuro. . . curiosa è la distanza dei video tra di loro ma la vicinanza delle previsioni al nostro tempo. . . ecco qui. . .

LA MODA DEL 2000 IMMAGINATA NEL 1930:

LA MODA (sportiva) DEL 2083 IMMAGINATA OGGI:

25 febbraio 2010 | Ark.inU Events + Ark.inU News

Mostra: “Progetti-IN BILICO” chiude.

Sta per concludere l’esposizione “Progetti-IN BILICO”, organizzata dai docenti e dagli studenti del corso di Laboratorio di composizione architettonica 08/09.

Il tema di progetto era “l’albergo diffuso”, da realizzarsi a Tarvisio. Per l’occasione abbiamo creato diverse librerie di foto dell’evento, ora disponibili anche su il canale Flickr del blog.

In fine vorremmo ringraziare di cuore i Docenti tutti, ma in particolare l’Arch. Barbarewic, l’Arch. Tenca, l’Arch. Astolfo e l’Arch. Zambon, grazie, soprattutto per la tenacia e la fiducia.

Grazie anche a chi è passato e  ha guardato, e concludo dicendo che questa breve esposizione dei nostri progetti è stata un’esperienza di notevole importanza per noi studenti di architettura, ci ha fatto sentire presenti in un ambiente che non ci dimostra profondo interesse; speriamo dunque che l’esposizione dei progetti, per quanto possano essere acerbi, vengano esposti come consuetudine non come eccezione.

24 febbraio 2010 | Ark.inU News

Vitra (real) Haus.

Il campus Vitra continua ad allargarsi e continua ad arricchirsi di opere di grandi esponenti contemporanei dell’architettura (SANAA, Zaha Hadid, Alvaro Siza, Tadao Ando, Frank Gehry, ecc.). Ultima parte del campus del progetto è la Vitra Haus; ovvero la casa di Vitra, ad opera del duo di cui tutti noi vorremmo essere almeno cugini in questi anni, ovvero Herzog & De Meuron; sempre più famosi e sempre più privi di un sito proprio. . . ma tornando al progetto: a Vitra è sempre stato molto a cuore il concetto di “casa abitata”, ovvero i loro oggetti dovevano essere pensati per un vero utilizzo, non semplicemente da mettere in vetrina. . . sembra scontato ma credetemi non è sempre così ovvio per tutti. Da qui le campagne pubblicitarie dei loro oggetti immersi nel disordine che ogni casa ha, immersi tra i bambini che si godono la collezione Eams per i piccoli, quindi anche lo spazio espositivo per la collezione casa dell’azienda doveva incorporare questo aspetto.

Il duo svizzero interpreta la casa con la classica forma a capanna, ma sovrappone diversi moduli creando una sorta di catasta di case, che si intersecano e creano lo spazio per l’esposizione, che all’interno è ben divisa e frammentata da questa originale disposizione degli spazi. (DOPO LO STACCO SEGUONO DELLE BELLISSIME IMMAGINI!)

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23 febbraio 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News + Ark.inU Video

American Vintage Home 2.

Guardiamo ancora una volta in dietro e questa volta guardiamo il video fatto dalla Disney per il concept delle strade del domani. Questa animazione stile Jetson fa sorridere ma il design è strabiliante!

22 febbraio 2010 | Ark.inU News

Gastronomia multi-sensoriale di Philips Design.

C’è chi si chiede come mangeremo nel futuro. Quali saranno le nostre abitudini alimentari, come serviremo, percepiremo e consumeremo il cibo. Immaginando scenari nel proprio centro ricerca di Eindhoven, Philips Design ha elaborato 3 nuovi prodotti di tableware dalle caratteristiche un po’ visionarie.

Al contatto col calore del cibo, i piatti in ceramica Lunar Eclipse, Fama e Tapa de Luz si illuminano come una lampada, offrendo all’utente una nuova percezione sensoriale del cibo. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con il ristorante basco di cucina molecolare -3 stelle michelin- Arzak. [fonte: designer blog]

19 febbraio 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News + Ark.inU Video

I “Digital Graffiti” di Tangible Interaction.

Digital Graffiti at the Olympic Village from Alex Beim on Vimeo.

Una delle nuove frontiere della street-art e in particolare dei graffiti sembra essere quella che prevede l’interazione con la video arte e tutte le nuove tecnologie legate all’immagine digitale. Si evita l’invasione (spesso indesiderata) delle superfici urbane e i conseguenti costi dei materiali ed eventuale, successiva copertura.

Nascono quindi continuamente dei dispositivi che hanno anche il vantaggio di poter essere trasportati ovunque e garantire divertimento durante delle performance ‘a noleggio’. Proprio quello che è accaduto in occasione del party al villaggio degli atleti commissionato dal Vancouver Organizing Committee per le Olimpiadi invernali di quest’anno.

La Tangible Interaction di Alex Beim ha realizzato “Digital Graffiti”, uno strumento che permette di disegnare su grande schermo come se si utilizzasse un qualsiasi software per l’illustrazione. Affidandosi all’esperienza in fatto di workshop di Carson Ting e Denise Cheung della Chairman Ting Industries, ha conquistato il pubblico con una serie di lavori prodotti sul momento per poi essere rapidamente cancellati e sostituiti. Il futuro dell’arte di strada passa anche da qui.

[fonte: designer blog]

18 febbraio 2010 | Ark.inU Art + Ark.inU News

American Vintage Home.

Uno straordinario archivio su Flickr. E’ quello realizzato con grande cura da American Vintage Home, che ha organizzato in set le architetture e gli interni americani dalla fine dell’800 agli anni ‘60. Alcune immagini sono da archivio, altre sono scattate tra le città e la provincia americana. Un riferimento da tenere d’occhio anche per le prioprie ispirazioni grafiche.

Qui l’archivio.

[fonte: designer blog]

17 febbraio 2010 | Ark.inU News

Anteprima Salone 2010: Void, le nuove lampade di Tom Dixon.

La prima anteprima dal Salone del Mobile è un momento topico, perchè significa che la grande kermesse è vicina e ci aprirà presto i battenti su tutte le sue sfavillanti novità. Ma quando, poi, a rompere il ghiaccio è addirittura da Tom Dixon, la felicità va proprio alle stelle. Eh sì, perchè il grande designer inglese -che personalmente mi è sempre piaciuto tantissimo- è il primo a farci sapere qualcosa su quanto presenterà il prossimo aprile.

Void, questo il nome della sua nuova lampada, viene descritta come “un misterioso oggetto luminoso, un doppio muro centrifugato a prova di calore”: una sintesi quanto mai criptica, ma meno male c’è la foto! Costante, ancora una volta, l’uso privilegiato dei metalli, in questo caso il rame, l’ottone e l’acciaio, di cui convince molto anche l’abbinamento.

Un’altra, poi, la novità interessante: lo stand di Tom Dixon, come sempre al Superstudio Più, verrà concepito come una “FLASH FACTORY”, una sorta di fabbrica mobile -resa possibile dal controllo numerico, precisa il designer- dove sarà anche direttamente disponibile una piccola lampada in ottone, che sarà consegnata impacchettata ma potrà anche essere montata sul posto.

[fonte: designer blog]