Inedito in Italia esce anche qui la quadrilogia
cacciaguerriana ad un prezzo di € 19,98 invece che € 159,98: VivadIO (inedito), Kamasutra
Urbano, Maledette assistenti – come introiettare due sonore
bestemmie e Sfera possenica, sfera oftalica ed altri anacoluti.
Immancabile nella biblioteca di un architetto!
circondati dall'arte...
Meno male che nella sede dei Rizzi, tra la splendida opera architettonica
di Manfredi Nicoletti (il cosiddetto campus, prima
immagine a sinistra), l'opera d'arte di Toni Zanussi (la famosa Tenda
della pace che campeggia – letteralmente – in ingresso,
immagine al centro) e l'opera d'ingegno dipinta blu puffo (la storica
turbina Pelton situata nel prato antistante l'entrata, immagine a destra)
si vive nel bello.
La domanda sorge subito spontanea:
pensate se
malauguratamente fossimo capitati nel brutto...
Il
Tessary Day 2007, svoltosi in aula D il giorno 15 febbraio 2007 dalle
11 alla mezza è riuscito
discretamente. Armati di sciarpertta diligentemente annodata un gruppo
di volontari ha partecipato alla lezione.
L'evento è stato coronato da un discorso dell'imitato agli imitanti
in cui, tirando dentro la definizione di genio, Adolf Loos, il caso, Der Andere,
ed altre variegate ed avariate informazioni, ha detto in sostanza – a
quanto pare – "humor apprezzato ragazzi!".
Con il mouse disegnate i nodi della struttura reticolare (le aste che li congiungeranno
non potranno superare una certa lunghezza), con cui unirete le due sponde.
Avete un budget massimo (ogni asta costa 100 $). Potete cancellare i
nodi selezionandoli e premendo canc. Alla fine cliccate su Test level per
fare il collaudo con il passaggio di cinque omini. Buon divertimento!
Hai cambiato il tuo vocabolario drasticamente (”dovere" per "consegna",
"palla" per "sfera", "gente" per "destinatari"…)
Non capisci la gente che può spendere meno di 10 euro in una libreria
Odi che i tuoi genitori ti dicano “Vai a dormire!!”, ”Se
in ogni caso non riesci a finire... vai a letto!!”, o anche semplicemente
la domanda “ti manca molto?”, ti può irritare...
Sei stanco delle persone che ti dicono: ”Io avrei voluto essere
architetto, era il mio sogno... però...”
I tuoi amici che studiano altre cose non hanno lo stesso concetto di Dovere
che tu hai, dicono sempre “Falla prima della lezione” o “chiedila
a qualcuno” o ancora peggio “non la fare”
Hai dormito più di 20 ore di seguito in un fine settimana
Puoi parlare con sicurezza del contenuto di caffeina nelle varie bibite
e della loro rispettiva efficacia
Non importa quanto ti sforzi per fare il tuo miglior progetto, ci sarà sempre
qualcuno che dirà “perchè non gli metti questo, o gli
cambi quello” o... “sei sulla buona strada però ancora
manca tanto...”
Hai ascoltato tutti i tuoi cd e mp3 in meno di 48 ore
Non sei visto in pubblico senza occhiaie
Quando ti invitano a uscire, subito dopo ti chiedono: “...o hai una
consegna?”
1Sei capace di riciclare l’impensabile quando si tratta di dover
fare un modellino
Hai ballato la macarena con coreografia alle 4 della mattina senza una
goccia d’alcool in corpo
Costantemente cerchi scuse per spiegare ai tuoi professori, di materie
che non sono disegno, il perchè non hai fatto gli esercizi
Hai più fotografie di paesaggi ed elementi da usare in un disegno,
che della tua famiglia...
Qualcuno qualche volta ti ha detto “Sfaticato”, “la tua
università è super rilassante” o “non è la
più difficile celle università”… e avresti voluto
ucciderlo
I tuoi incubi riguardano il non finire qualcosa o il non riuscire a fare
qualche consegna
Puoi vivere senza contatto umano, cibo, o luce del sole, però non
puoi fare a meno di stampare col plotter… un caos totale!
Ai tuoi genitori fa paura usare parole come “carino” o “brutto” davanti
a te
Non ti interessano le macchine sportive: un furgoncino è quello
che può trasportare i modellini più grandi!!
Disegni cose spettacolari senza avere la minima idea del loro costo
Hai il marchio dell’architetto: un callo nel dito che appoggi sulla
matita
Riesci a dormire in qualsiasi posto, sopra tastiere, zaini, sui tuoi compagni,
per terra...
Mille volte sei stato in un magazzino, nonostante ciò non ne hai
mai visto uno!
Ogni volta che finisci di imparare un nuovo programma credi di essere
super aggiornato, però poi ti rendi conto che ci sono almeno 1000
programmi nuovi per disegnare, che ancora non conosci...
Quando finalmente trovi il tempo per uscire, i tuoi pensieri sono: “come
sono progettati male i bagni della discoteca! Questa non è la migliore
uscita di emergenza! Le scale non sono... “
Uno degli spazzolini da denti che c’è nel tuo bagno è del
tuo compagno di laboratorio
Tuo fratello crede di essere figlio unico
Guardi con avidita' ogni sorta di imballaggio. Mentre tutti ti guardano
con orrore frughi nella spazzatura in cerca di ritagli (carta, legno, metallo...
NO rifiuti umidi). Sprezzante dello stupore e del disgusto generale, sogghigni
di soddisfazione prefigurando come stara' meraviglia sul tuo plastico e autocongratulandoti
per la tua brillante illuminazione
siccome sono un architetto...
Siccome sono un architetto, le mie idee sono migliori delle tue.
Siccome sono un architetto, ammesso che le tue idee siano buone, le mie
sono sicuramente più creative.
Siccome sono un architetto, tu non capisci un cazzo di pittura, scultura,
cinema, teatro...
Siccome sono un architetto, se vuoi sapere se la tua casa crollerà devi
rivolgerti a me.
Siccome sono un architetto, lo so benissimo se la tua casa crollerà o
no, ma mi rivolgo comunque ad un ingegnere. Non son mica deficiente!
Siccome sono un architetto, il Guggenheim di New York lo sapevo progettare
anch'io, "Lui" è solo arrivato prima!
Siccome sono un architetto, progettare il Guggenheim di Bilbao è un
gioco da ragazzi, farlo è solo questione di culo!
Siccome sono un architetto: "cosa studi?" - "Architettura
a Firenze" - "Daaai, bellissimo!" ...ma poi non me la da'.
Siccome sono un architetto: "cosa studi?" - "Architettura" - "Ah,
ma allora sei un creativo!" ...Dio, quanto li odio!
Siccome sono un architetto, all'università ne ho combinate di tutti
i colori.
Siccome sono un architetto, la mia colf è un geometra.
Siccome sono un architetto, i geometri sono i migliori amici dell'uomo.
Siccome sono un architetto e tu ingegnere, sono più simpatico di
te.
Siccome sono un architetto, cogli ingegneri si parla solo a numeri e grafici...
possibilmente in bianco e nero.
Siccome sono un architetto, per gli ingegneri il cemento armato è pane
quotidiano. Si, ma ci manca la Nutella!
Siccome sono un architetto, non sono razzista. Sono loro che sono ingegneri!
Siccome sono un architetto, conosco almeno due lingue e 15 dialetti:quelli
degli operai che vedo in cantiere.
Siccome sono un architetto, lavoro anche 10 giorni di fila 24 ore su 24,ma
poi ho diritto a 37 ore di sonno continuato e un mese e mezzo di vacanza.
Siccome sono un architetto, quando ne incontro un altro parlo solo di architettura
fino a quando fa buio, sono tutti andati via, ho una sete boia e mi scappa
la pipì.
Siccome sono un architetto, parlo di architettura anche da solo, mi rispondo,
mi polemizzo e mi do del postmoderno senza più rivolgermi la parola
per una settimana. Ma poi mi riappacifico quando mi leggo un articolo di
Bruno Zevi.
Siccome sono un architetto, sono abbonato a Domus, l'Arca, Lotus e Casabella,
mentre tu a Brava Casa: si vede che non sei un architetto!
Siccome sono un architetto, leggere "El Croquis" fa molto figo.
Siccome sono un architetto, sono di sinistra. Se poi ho la sfiga d'esser
di destra, mi faccio chiamare in un altro modo.
Siccome sono un architetto, temo che i miei figli saranno architetti.
Siccome sono un architetto, spero che i miei figli saranno architetti così risparmio
sui disegnatori in studio (...si, quando li pagano! N.d.A.)
Siccome sono un architetto, godo a sfruttare gli studentelli con la scusa
degli stages.
Siccome sono un architetto, ogni cosa che non ho progettato io ha qualcosa
che non va.
Siccome sono un architetto, alla prossima mostra su Kandinsky DEVI andarci
con me!
Siccome sono un architetto, Minicad, Autocad, Supercad... ma volendo so
anche disegnare a mano!
Siccome sono un architetto la mia casa e' piu' bella della tua.
Siccome sono un architetto quando sbaglio un muro ci pianto davanti dei
rampicanti.
Siccome sono un architetto so fare le radici quadrate.
Siccome sono un architetto mi fanno cagare i geometri.
Siccome sono un architetto mi arredo anche la tenda in campeggio.
Siccome sono un architetto al posto del cavallo dei pantaloni ho una volta
a botte.
Siccome sono un architetto mi vesto come un travestito anni '70.
Siccome sono un architetto non disegno strade ma "curo l'arredo urbano".
Siccome sono un architetto non mangio come un maiale (come effettivamente
faccio), ma sto facendo uno spuntino.
Siccome sono un architetto, il cliente ha sempre ragione quando non vuol
fare l'architetto.
Siccome sono un architetto, le donne mi chiedono sempre consigli sul colore
delle scarpe da mettere. Mai su quello della lingerie!
Siccome sono un architetto, le donne mi si squagliano ai piedi quando scarabocchio
qualcosa su un kleenex.
Siccome sono un architetto, passo tutto il giorno a scarabocchiare qualcosa
sui kleenex.
Siccome sono un architetto, anticipo sempre i tempi... Ad esempio, so che
fra un minuto mi manderai affanQlo!
Non c’è difficoltà a diventare famosi, ma non aspettarti
troppo: non ti assicurerà né la ricchezza né l’ingresso
nell’alta società. Ma se proprio vuoi diventarlo, siamo qui
per spiegarti come fare.
Innanzi tutto va in una libreria ben fornita e compra tutte le riviste
di architettura che trovi: da quelle capirai cosa NON devi fare.
Ai reimanders acquista un libro di architettura pieno d’illustrazioni,
di almeno 10-15 anni fa: abbastanza perché gli edifici pubblicati
siano completamente fuori moda e pertanto ottimi da copiare.
Tornando a casa trova un nome per il tuo studio: qualcosa di incisivo,
magari un po’ stupido, che però riveli pretese artistiche. Non
ci sono regole precise, ma evita assolutamente “studio”, “architettura” o “urbanistica”.
Il nome deve dare un’immagine di efficienza, suggerire che si trova
in una zona alla moda della città e che hai dei dipendenti formidabili.
Nessuno deve sapere che in realtà lavori tutto solo nella tua camera
da letto.
Ora che hai il nome dello studio, ti serve il primo progetto. Sarà una
casa favolosa, con un nome indimenticabile: basta aggiungere la parola “casa” a
una parola o frase che va per la maggiore. Se suona bene, vuol dire che va
bene. Scansiona delle immagini dal libro preso ai remainders e col Photoshop
combinale con altre che ti piacciono. Lavoraci su finché l’immagine
ti sembra bella e credibile. Guarda che non somigli troppo alle immagini
delle riviste.
Ora è il momento di sviluppare la tua “mistica”. È quella,
che venderai, pertanto è importantissima. Se non ti daranno da progettare
nulla nei prossimi 10 anni, dovrai viverci, di quella mistica. La tua mistica è quel
che dici e il modo in cui lo dici. Se sei un europeo, sei già a cavallo.
Se non lo sei, fingi almeno di esserlo. La tua mistica deve sottintendere
una politica rivoluzionaria e una filosofia francese (comunque evita di parlare
direttamente di quest’ultime due cose, perché non interessano
ad alcuno e potrebbero farti fare confusione).
Per allertare le riviste devi scrivere un comunicato stampa, profuso della
tua mistica, stuzzicante. E non scordare di metterci il tuo numero di telefono.
Considera che ti rivolgi a dei giornalisti alla disperata ricerca di qualcosa
d’interessante (l’architettura è per lo più molto
noiosa). Fai dichiarazioni bizzarre, dì loro tutto quel che ritengono
sbagliato, soprattutto esprimi opinioni radicali su tutti gli argomenti che
affronti. Stamperanno tutto e te ne saranno grati.
Manda il comunicato stampa alle riviste (i loro numeri di fax li trovi
nei fascicoli che hai acquistato).
Ma ancora non rilassarti. Prepara delle buste, perché nei giorni
che seguono potresti essere troppo occupato a rispondere alle telefonate.
Nelle buste mettici il disegno della casa, accompagnandolo con frasi ad effetto
(vedi com’è stato opportuno sviluppare una “mistica”à).
Tutte le volte che il telefono squilla, sai cosa fare: parla dell’incisivo
nome dello studio, della tua affascinante mistica, dell’eccitante nome
della casa. Quando non ti telefonano più vai all’ufficio postale
a spedire le buste.
Finalmente puoi rilassarti. Corri in un bar alla moda fra gli architetti
(lo riconosci dal look da fabbrica riconvertita, dal costo esagerato degli
snack e dai curiosi occhiali che la gente porta). Divertiti pure, ma non
scordare la tua mistica. E acquista le riviste che ti pubblicano.
Sii il benvenuto fra le star internationali.
Perché uscire con un architetto?
Le misure non sono mai un problema (chi vuol intendere!);
Sa leggere le carte geografiche. Scordatevi il navigatore o le cartine
in auto, un architetto sa sempre dove andare e come raggiungerlo;
Ha una pazienza mai più riscontrata dai tempi del mahatma Gandhi. Non è insolito
infatti vedere gruppi di architetti meditare sulla non violenza
davanti ad un plotter (nn violenza contro i vari addetti alle
stampe ovviamente);
È un artista a metà, quindi è pazzo QB... nel senso che
non sarà mai così partito di cabeza come un artista serio e mai
così palloso come un tecnico qualunque;
La maggior parte non se la passa malissimo, economicamente... o ha una
buona previsione futura... e di 'sti tempi....
Di solito, un architetto è molto impegnato nel suo lavoro. Questa è per
le donne (o per gli uomini) ke tendono irrimediabilmente a tradire
il/la compagno/a....;
Se gli date spago, un architetto può parlare di qualsiasi cosa:
dal plancton che scarseggia alla condizione economica nel sud-est
asiatico. Fa anche figura portandoselo dietro alle feste;
Quindi, l'architetto, di solito (la precisazione è d'obbligo), veste
piuttosto bene. La dualità artista/tecnico fa si che non sia mai nè troppo
elegante nè troppo sportivo... con la possibilità però di
diventare sia elegantissimo, che sportivissimo, se vuole;
L'architetto è un po' poeta. Quindi è un romantico. Sa tirare
fuori il lato leggiadro da qualsiasi skifezza della natura; e il più delle
volte è lui ad aggiungere skifezza alla natura pensando che sia leggiadrìa....
Dio è l'architetto dell'universo... devo aggiungere altro?
Per chi ha subito la metamorfosi universitaria
La matricola
Quando inizialmente la piccola, ingenua matricola si sente per la prima volta
un "universitario", si sente un po' il gallo nel pollaio. Se la gira
per le aule, ancora ignara di ciò che l'aspetta, cominciando già da
subito a non frequentare perché solo l'idea che possa farlo gli dà senso
di potere. Nel suo tenero immaginario vede aperitivi del mercoledì sera
ogni settimana, serate universitarie in discoteca, conoscenze con affascinanti
donzelle o giovani prestanti.
Già dal primo mese di università i sogni cominciano a vacillare.
Dopo non aver frequentato per settimane, la giovane matricola capita per caso
a lezione e si accorge che la prof è già a metà del programma
e per l'esame ci sono svariati libri e quando sommando le pagine il numero
supera la migliaia, la piccola matricola, intimorita, decide che "da oggi
frequenterà tutto".
Stilando l'orario universitario comincia a penetrare un sottile senso
di disperazione. Lezioni tutti i giorni tutto il giorno, in una sede e poi
nell'altra, accavallamenti. Ma la matricola non si perde d'animo: da oggi niente
palestra e uscite il sabato pomeriggio, "così studio".
L’universitario integrato
Ormai non si bada più di avere tre lezioni che si accavallano. Con
atteggiamento stoico, decide di non frequentare gli altri due corsi, oppure
si è già munito di registratore o di amici passa-appunti. Ormai
ha cronometrato il tempo da una sede all'altra. I suoi ritmi biologici non
sono più biologici, ma universitari. Un giorno si alza all'alba, un
giorno alle 10, un giorno mangia alle 11, un altro alle 4 di pomeriggio. La
mattina si prepara a velocità superbioniche e ha cronometrato anche
qui il tempo. Si veste sciatto, pronto a sedersi per terra e arroccarsi ovunque
per seguire nella aule affollate. Il proposito dei week end di studio sfuma
già dopo un paio di settimane.Ogni weekend dice che deve studiare, ma
dorme. Il sabato diventa il GIORNO-DEL-SONNO, e la domenica IL-SONNO-del-GIORNODOPO-DEL-SONNO.
Solo qualche coraggioso, esce.
L'universitario in sessione d'esame
Dopo un semestre di lezioni finalmente arriva la PAUSA NATALIZIA. La matricola
crede che il calvario sia finito, ma non sa che lo aspetta qualcosa di molto,
molto più terribile. A fine dicembre comincia a informarsi anzitutto
sugli appelli. Incapace di comprendere come anche gli appelli possano accavallarsi,
si rende conto che per preparare ciascuno di quegli esami (quelli da milioni
di pagine) avrà si e no dieci giorni e che come sempre si è svegliato
troppo tardi. Dopo un momento di incredulità, lo studente si rende conto
che Sì: AVEVA DAVVERO FATTO MALE I CALCOLI. Come sempre non si fa prendere
dallo sconforto e comincia a studiare per la SESSIONE D’ESAME.
Lo studente tipo si sveglia all'alba, ma poi ha così sonno che prima
che riprende conoscenza è mattinata inoltrata. Se mettondogli di fronte
guitar hero si alzerebbe di botto e comincerebbe a suonar ozzy osbourne, appena
di fronte al libro inspiegabilmente le sue palpebre cedono abbandonandosi in
un sonno profondo. Per far fronte a questi cedimenti, lo studente si circonda
di caraffe di caffé a ogni ora del giorno e la sera è talmente
schizzato che per calmarlo bisognerebbe iniettarli valeriana in vena. E' ingrassato
di venti chili da quando ha cominciato l'università, ma la fame non
si è ancora placata e ogni mezz'ora di studio, un'ora la passa di fronte
al frigorifero. Il culo morbido è anche piatto, perché è sempre
seduto. Vorrebbe volentieri qualcuno che lo trascinasse dal frigor al tavolo,
dal tavolo al letto, dal letto al cesso. Va ormai in giro costantemente in
pigiama, come un piccola ameba. Ha due occhiaie che sembra drogato: ma tanto
allo specchio non si vede bene, perché ha già perso due diottrie.
Una voce interiore gli fa paccare chiunque gli chieda di uscire, perché DEVE
STUDIARE, ma metà delle volte passa la giornata su facebook, maledicendosi
tutta la notte. La mattina, non avendo dormito dal senso di colpa che lo corroborava,
lo studente dorme, così si sveglia e si risente in colpa perchè non
ha studiato. Ogni pagina studiata conta le pagine mancanti, la notte si sveglia
d'improvviso ripetendo la lezione, la notte sogna l'assistente che gli urla
di tornare la prossima volta.
La sera prima dell'esame lo studente maledice di aver fatto l'università e
sogna una carriera di commesso all'esselunga. Ma poi nel sogno arriva alla
cassa proprio il prof e quando gli dà lo scontrino questo urla "No
le dò 18, non di più", e nell'ansia lo studente si sveglia
e smette di sognare, anzi, torna a studiare.
Epilogo
All’esame lo studente prende 18. Ma tanto la fine la sapete: ormai c’era
arrivato tanto sclerato che fai i salti di gioia e gli sembra un 30 e lode.
Il suo primo pensiero: OGGI FINALMENTE DORMO!
Questione di conti...
Finalmente abbiamo la dimostrazione scientificamente non è colpa
degli studenti,
se questi non riescono a passare gli esami...
Il problema è che
abbiamo solo 365 giorni all'anno; ragioniamo:
domeniche ci sono
52 domeniche in un anno, sapete bene che la domenica si riposa...
365 - 52 = 313 giorni rimanenti;
vacanze estive per circa 75 giorni
fa veramentemolto caldo e studiare è difficile; 313 - 75 = 238 giorni
rimanenti;
dormire 8 ore
al giorno di sonno, fanno 365 x (8 / 24) = 120 giorni circa;
238 - 120 = 118 giorni rimanenti;
sport 1 ora al giorno per praticare sport fa bene alla
salute! 365 x (1 / 24) = 16 giorni circa; 118 - 16 = 102 giorni
rimanenti;
mangiare 2 ore al giorno per mangiare – masticando per
bene! 365 x (2 / 24) = 31 giorni circa; 102 - 31 = 71 giorni
rimanenti;
relazioni
1 ora per le chiacchiere – l'uomo è un
animale socievole! 365 x (1 / 24) = 16 giorni circa; 71 - 16
= 55 giorni rimanenti;
esami ogni anno ci sono almeno 30 giorni incui si danno
esami, quindi non si studia! 55 - 30 = 25 giorni rimanenti;
malanni una persona
normale passa circa 10 giorni all'anno in cui non si sta molto
bene; 25 - 10 = 15 giorni rimanenti;
festività Pasqua, Pasquetta,
Pentecoste, Ferragosto, 1° Maggio, Liberazione,
Repubblica, Natale, S. Stefano, S. Silvestro, Capodanno, Immacolata,
Ognissanti; totale 13... 15 - 13 = 2;
onomastico non vorrai studiare il giorno del tuo
onomastico? 2 - 1 = 1...
...quel giorno è quello del tuo compleanno:
come puoi anche solo pensare di studiare quel giorno???!!!
Bilancio definitivo:
0 giorni rimanenti. Se hai passato l´esame: complimenti,
deve essere stata davvero dura!!! Se non hai passato l´esame: non ti
preoccupare, è normale!!!